I migliori titoli del 2018 per Oculus Rift

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Questo 2018 è stato un anno più scarico del previsto per Oculus Rift. Tolti i molti annunci hardware e voci più o meno confermate che vedono Oculus concentrarsi sugli standalone, sul fronte software la casa di Zuckerberg ha sofferto un repentino calo di contenuti. Se nelle due annate precedenti il Rift aveva dalla sua le migliori esclusive del mercato VR, nel 2018 la corona passa di diritto a Sony, che è riuscita a regalare titoli importanti nonostante il suo hardware limitato. Siamo contenti che Oculus abbia ammesso il danno che le esclusive possono fare alla realtà virtuale in questa gen, ma è anche vero che titoli come quelli dei suoi studi interni se ne vedono davvero pochi. Non che le uscite su PC siano state disastrose, ma quest’anno più che mai non è arduo trovare i dieci titoli effettivamente più riusciti disponibili su Oculus Store e Steam. Partiamo subito con la nostra TOP 10 dei migliori titoli del 2018 giocabili con Oculus Rift.

10. Electronauts

Questo è stato senza dubbio l’anno di Survios. La software house losangelina ha sfornato ben tre titoli nel corso dell’anno, dimostrandosi tra le più attive case di sviluppo in realtà virtuale e mantenendo dalla sua una qualità generale sempre sopra la media. Electronauts è un titolo sperimentale; una sorta di software di missaggio con loop preimpostati semplice ed intuitivo, che nonostante i chiari limiti riesce a regalare ai neofiti dell’elettronica le sensazioni che è possibile provare nell’improvvisare un DJ Set.

Sicuramente non è un titolo per tutti e la sua longevità la si può misurare soltanto con la propria voglia di creare e sperimentare, ma Electronauts rimane il software videoludico-musicale più interessante dell’anno.

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9. Brass Tactics

Hidden Path Entertainment, lo studio dietro a Counter Strike Go e Age of Empires 2 HD, ci regala quello che è probabilmente il miglior RTS per realtà virtuale ad oggi. Attraverso una corposa campagna vivremo in prima persona scontri spettacolari tra fazioni di varia natura, muovendo direttamente con le nostre mani le truppe a disposizione. Quello che ne esce è uno strategico all’apparenza semplice ma in realtà fortemente stratificato, che offre oltretutto una bella modalità multiplayer e un’alta rigiocabilità.

Il genere degli strategici in tempo reale è un caposaldo del gaming su PC, la realtà virtuale – in questo senso – potrebbe far crescere un sottogenere sempre più simile a sé stesso, aggiungendo elementi inediti e necessari. Se siete cresciuti a pane e Age of Empires non fatevi scappare Brass Tactics.

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8. Creed

Secondo titolo in classifica per Survios. Il gioco basato sulla licenza di Creed, spin-off della saga di Rocky, è un picchiaduro in realtà virtuale come nessun altro. Abbiamo visto in questi anni molti esperimenti analoghi, ma nessuno è riuscito a rendere il combattimento così autentico e sfiancante. Le meccaniche ludiche che impediscono lo spam di colpi e azioni funzionano ad orologeria e rendono gli scontri sempre vari ed entusiasmanti. Il multiplayer poi è attualmente una delle migliori esperienze competitive esistenti in realtà virtuale, a prescindere dalla piattaforma.

Tra le pecche troviamo una campagna cortissima e un’implementazione del roomscale che sembra tarata più sul fronte console che su quello PC, ma se avete voglia di menar le mani difficilmente ad oggi troverete di meglio.

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7. Red Matter

Uscito in esclusiva temporanea su Oculus Store e arrivato su Steam solo recentemente, Red Matter è un’avventura fantascientifica basata sul puzzle solving e ambientata su una stazione spaziale abbandonata. L’atmosfera che si respira per tutta l’avventura è ricca di fascino e regala tra gli scorci più belli e cinematografici visti in un titolo recente. Gli enigmi sono oltretutto sempre ben calibrati e risultano costantemente stimolanti, grazie ad un’ottima curva di apprendimento che non lascia spazio a tempi morti.

Una durata dignitosa e un prezzo onesto definiscono un pacchetto validissimo per ogni amante del puzzle-adventure, che troverà qui anche un tono ironico e visionario tipico della Valve di qualche anno fa.

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6. Sprint Vector

Torna nuovamente Survios, questa volta con un titolo di corse. Abbiamo visto ad oggi moltissimi titoli di guida arrivare sugli store VR, grazie agli ovvi punti a favore che la realtà virtuale offre ai titoli automobilistici. Tuttavia ancora nessuno aveva provato a proporre la corsa vera e propria come sport simulabile attraverso il caschetto, per una serie di limitazioni ovvie date dal solo utilizzo delle mani. E invece Survios ci regala uno dei competitivi più belli di sempre, immergendoci in corse velocissime e spettacolari che hanno un retrogusto di Mario Kart ma sfruttano tutti i punti forti del linguaggio.

L’unico “difetto” di Sprint Vector è che dopo venti minuti cadrete a terra stremati, ma se siete ben allenati o cercate un titolo che vi tenga in forma sapete che quest’anno Survios ha colmato la lacuna.

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5. Apex Construct

Apex Construct è un’action-adventure di cui si sentiva fortemente il bisogno. Ad oggi non sono molti i titoli VR che sono riusciti a regalare le emozioni dell’avventura sci-fi come alcuni rispettivi colleghi flat; tuttavia l’esordio di Fast Travel Games riesce a fare tutto bene, proponendo un combat system tra i più soddisfacenti nel filone del “tiro con l’arco” e un’estetica forte e riconoscibile.

Un paio di tempi morti di troppo e un finale un po’ tronco rovinano leggermente un flow altrimenti perfetto, ma gli sviluppatori sono costantemente a lavoro sul titolo, proponendo addirittura challenge e tornei mensili con ghiotti premi per i partecipanti.

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4. In Death

Esce finalmente dopo un anno di Early Access la versione 1.0 di In Death, il dungeon crawler di Solfar che meglio è riuscito a restituire i meccanismi propri del genere anche in VR. Sempre a proposito di tiro con l’arco, l’impatto che riesce a regalare In Death a riguardo è insuperabile, restituendo una precisione millimetrica e delle hitbox perfette, oltre che tanti power-up e collezionabili che stratificano il gameplay.

Se c’è un difetto in In Death è l’assenza di una qualsivoglia modalità multiplayer, che avrebbe portato il titolo a risultare – forse – il migliore dell’anno. Per ora ci accontentiamo di un gioco dall’atmosfera unica e dalla sfida sempre soddisfacente, in attesa del loro prossimo lavoro.

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  1. Beat Saber

Beat Saber è stato senza dubbio il fenomeno dell’anno, accompagnato da vendite mostruose ed un grande supporto della community. Nonostante in molti dicano che l’esperienza di Beat Saber sia davvero completa solo attraverso le mod, il titolo di Beat Games è oggettivamente il miglior rythm game presente sulla piazza della VR. I brani originali poi sono perfetti, le modalità stimolanti e le classifiche online riescono a mantenere la longevità ben oltre i limiti ideali proposti dal genere.

Se vi piace la musica, vi piace l’esercizio o semplicemente vi piacciono i bei giochi, Beat Saber è uno dei quei pochi – veri – must have per tutte le piattaforme VR.

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  1. Skyrim VR

Dopo un anno di esclusiva PSVR, The Elder Scrolls V: Skyrim VR arriva finalmente su PC, ed è tutta un’altra cosa. Non che la versione per Sony non fosse valida, ma la possibilità di sfruttare il roomscale, di avere un titolo tecnicamente eccellente e di aggiungere le mod non ha prezzo. Skyrim VR è uno dei pochi titoli ad oggi capaci di ingannare il giocatore anche dopo l’assuefazione da VR, facendogli credere di essere davvero un guerriero, un mago o un elfo nero. Il senso di scala, il respiro dell’avventura e la voglia di esplorare sono elementi che impressionano e stupiscono per tutte le decine e decine di ore che si passeranno necessariamente all’interno del titolo Bethesda.

L’adattamento VR è oggettivamente un po’ pigro e stilisticamente tutto è stato lasciato come era nel 2011, ma vi assicuro che cavalcare attraverso una prateria infinita con un drago che vi vola alle calcagna riesce a scacciare qualunque difetto immaginabile. Da valutare anche se non siete amanti della saga.

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  1. Moss

Moss è però probabilmente il titolo che mi è rimasto più dentro durante tutto l’anno. L’avventura di Polyarc riesce a restituire un misto di dolcezza e avventura che fa tornare bambini, mentre assistiamo ad una fiaba intima ma gigantesca adatta a tutta la famiglia. Il topolino Quill ci porterà per mano fino ad un terzo atto meraviglioso, che riporta alla mente i mastodontici scontri finali dei classici Disney e fa sperare in un imminente seguito diretto.

Con un gameplay minimale ma perfetto ed un’estetica da capogiro, Moss risulta essere la grande sorpresa dell’anno; questo anche perché si presenta attraverso un genere non immediatamente adattabile in VR, ma riesce a sfruttarne incredibilmente tutti i punti di forza. A qualunque costo e in tutti i casi, se non l’avete ancora fatto, buttatevi su Moss.

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Conclusioni

Finisce qui la classifica dei migliori giochi del 2018 disponibili per Oculus Rift. Quest’anno ci ha portato indubbiamente alcune perle che stenteremo a dimenticare, ma in modo fortemente centellinato.
Speriamo che il 2019 sarà l’anno di Oculus e di Vive, con una line-up all’altezza dell’hardware che tutti abbiamo imparato ad amare. Le basi ci sono, i titoli annunciati anche, non ci resta che incrociare le dita.