Apex Construct: la videorecensione

7

Introduzione

Ci siamo già occupati di Apex Construct in una anteprima dello scorso novembre. Uscito il 20 febbraio per PSVR e con un mese esatto di esclusività temporale, pausa tutto sommato accettabile, giunge nel segmento computer con un supporto ottimale sia per Vive che per Rift. Non servirà infatti alcun distinguo stavolta, qualsiasi sia la piattaforma da voi posseduta l’esperienza rimarrà intatta e godibile.

Il gioco

Apex Construct è fondamentalmente una avventura. Non lasciatevi ingannare dalle immagini con l’arco, sottogenere proliferato fino alla nausea sulla falsariga del minigioco della Valve: qui il combattimento rappresenta una piccola porzione del gameplay, non ha nulla a che spartire con uno sparatutto ad ondate e poco anche con gli sparatutto generici. Vi è infatti una storia più che discreta, che vi vede in mezzo ad una lotta tra intelligenze artificiali antagoniste in una terra decadente e desolata, con frequenti dialoghi e documenti da consultare tutti rigorosamente in lingua inglese.

Un elemento che spicca prepotentemente in questa produzione, fosse solo per la misera qualità media dei titoli VR, è il level design. La cubatura complessiva è tutto sommato modesta, ma Fast Travel Games ha fatto i numeri nello sfruttare ogni metro grazie ad un sistema di chiavi di accesso che richiederà di percorrere le ambientazioni più volte con differenti percorsi. Gli stessi sono ben nutriti di segreti, se cinque o sei ore dovrebbero bastare per completare l’avventura il trovare tutto richiederà più tempo. Non manca una lieve ma apprezzabile crescita del personaggio, sotto forma di potenziamento degli armamenti.

Tecnicamente mostra una grafica slavata ed astratta che tuttavia esibisce un ottimo stile, animazioni ben fatte ed un sistema di illuminazione di un certo effetto. Di rilievo la fisica applicata ad un ventaglio davvero ampio di oggetti, quasi tutto potrà essere afferrato e molti saranno i dispositivi interagibili. A parte i terminali alla Talos Principle che userete spesso digitando con le mani sulla relativa tastiera virtuale, l’aprire porte girando la maniglia o i cassetti, l’inventario con trascinamento, le varie suppellettili inutili ma piacevoli da maneggiare, i bottoni dell’ascensore reattivi sono tutti esempi di interfaccia VR a regola d’arte. Da evidenziare anche come le porte siano soggette alla fisica, qualora le socchiudiate per proteggervi durante il combattimento le stesse risentiranno dei proiettili muovendosi di conseguenza.

Comfort e implementazione

Apex Construct supporta molteplici soluzioni di input, anche se la libertà di movimento ed un preciso tracciamento delle mani sono elementi essenziali per un pieno coinvolgimento, infatti la versione PC risulta nettamente superiore a quella PSVR che soffriva non poco dei limiti nel tracking di casco e controller. Può essere giocato seduto o in piedi, in 180 o in 360 gradi, con movimento fluido e due tipi di teletrasporto. La cura nella progettazione del gameplay lo rende perfetto con quest’ultimo, davvero un ottimo esempio in questo senso. Il motore grafico gira fluido anche con i requisiti minimi, qualche bug qui e là nella nostra versione pre-lancio ma complessivamente un livello di pulizia raro a trovarsi nel panorama VR.

Conclusioni

Nonostante dalle immagini possa sembrare un gioco d’azione, Apex Construct risulta essere una bella avventura dinamica che setta un nuovo standard qualitativo per il genere. Volendo trovare dei titoli simili si può citare il bellissimo ma corto Vanishing Realms, con ambientazione fantasy, ma anche il prossimo Budget Cuts che ne condivide diversi elementi sebbene qui il fattore stealth sia meno pronunciato. Se in prospettiva futura sarebbe lecito sperare in ambientazioni più vaste ed una maggiore varietà, nel contesto della realtà virtuale Apex Construct splende di luce propria e rappresenta uno dei pochissimi “veri” videogiochi che possiate trovare. Un acquisto obbligato ed al momento il titolo più interessate di questo inizio 2018.