L’IA potrebbe cambiare per sempre il gaming VR e non solo

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Ultimamente si sente parlare spesso di Intelligenza Artificiale, soprattutto nel campo dei ChatBot o per la creazione di immagini. Tra i più famosi esponenti, troviamo sicuramente ChatGPT o l’integrazione di quest’ultimo all’interno del Browser Bing.

L’implementazione di questo tipo di Intelligenza Artificiale in alcuni settori risulta essere molto interessante e futuristica, ma come potrebbero adattarsi ad un videogame? e perché potremmo parlare di rivoluzione in alcuni generi videoludici?

L’idea di una possibile implementazione all’interno del gaming, mi è venuta utilizzando Bing per fare alcune ricerche. Mi sono accorto che più andava avanti la conversazione e più il ChatBot smetteva di prendere informazioni da Internet e iniziava ad utilizzare quasi esclusivamente le conoscenze che aveva all’interno del database. In quel momento ho ripensato alle parole di Kojima durante la presentazione del suo nuovo gioco in collaborazione con Microsoft e di come quest’ultimo era l’unico a sfruttare delle tecnologie cloud in grado di dar vita alla visione del director giapponese.

Quando fu annunciato il gioco non capivo cosa intendesse dire Kojima con implementare tecnologie cloud all’interno di un videogioco. Certo in casa Xbox abbiamo avuto Flight Simulator 2020 che sfrutta il cloud per il rendering del mondo di gioco, ma non credo che gli sarebbe servita tale feature, piuttosto avrebbe usato il cloud in un modo del tutto inedito ed imprevedibile.

Successivamente all’annuncio del nuovo gioco in esclusiva Xbox, sono girate delle voci sul presunto coinvolgimento di Kojima con Google per la piattaforma Stadia, subito smentite ma che potrebbero non essere del tutto errate.

Ad oggi ci troviamo con una Microsoft ed una Google pronte a darsi battaglia sul fronte Intelligenza artificiale, basti pensare al grosso investimento della casa di Redmond nella startup Open Ai e di come Google abbia recentemente lanciato in versione Beta il progetto Bard.

Quindi vedendo dove stanno puntando le grosse Bigtech e restringendo il campo a quelle presenti all’interno del mercato videoludico, non è sbagliato pensare che Kojima abbia cercato prima Google e poi Microsoft per incentrare il suo nuovo gioco proprio su queste intelligenze artificiali.

Ovviamente sono solo speculazioni e probabilmente tutto quello che ho detto è solo frutto della mia fantasia. Ma immaginate quanto sarebbe bello poter giocare ad un gioco VR in stile Dungeons & Dragons dove tutti gli NPC sono mossi da una IA capace di adattarsi ai vari eventi che accadono all’interno del mondo di gioco e di comportarsi nei confronti del giocatore in base a come esso è vestito o in base alle azioni da lui compiute in quella determinata area, con la possibilità tramite il microfono all’interno dei visori di poter parlare direttamente con loro.

Ovviamente per far si che questa IA sia il più intelligente possibile bisogna che il gioco sia connesso ad internet, ed ecco che ritorniamo al discorso del Cloud Gaming.

Se il prossimo gioco di Kojima sfrutterà il cloud per implementare una IA super intelligente non ci è dato saperlo al momento, ma le potenzialità che offrono tali tecnologie potrebbero essere infinite e secondo me riuscirebbero ad evolvere alcuni generi videoludici, soprattutto quelli che fanno dell’immersione all’interno del mondo di gioco il fulcro principale dell’opera.

E voi che cosa ne pensate? fatecelo sapere nei commenti qui sotto.

 




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