Electronauts: recensione e videorecensione

0

Introduzione

Survios è un volto noto nell’ambito della realtà virtuale, non solo per essere la prima software house di un certo spessore ad essersi buttata in questo mercato, quanto per i suoi titoli e specialmente per Raw Data nel suo ruolo di pioniere nell’uso dei controller di movimento da prima dell’uscita di Vive e Oculus Touch. C’è da dire che non si è mai ripetuta, sperimentando in generi diversi e introducendo novità sostanziali sia a livello di sistema di controllo che di gamepley. Stavolta è il turno di Electronauts, non definibile un videogioco in senso stretto ma con un potenziale di intrattenimento davvero elevato.

Il gioco

In questo titolo impersoneremo una sorta di disk jokey/astronauta in un universo stilizzato in cui la musica riveste enorme importanza. La plancia della nostra nave sarà infatti dominata dalla sua console audio e l’universo tutto pulserà a ritmo della gran cassa, con uno stile grafico elegante ma essenziale. Cosmesi a parte, ciò che rende Electronauts peculiare è la sua finalità espressiva: non c’è alcuna sfida preimpostata da superare ma solo tanto materiale musicale da assemblare e missare a propria discrezione. Non solo: Survios punta a fare di Electronauts una sorta di DJ set virtuale utilizzabile in situazioni live vere e proprie, sono già stati organizzati con successo eventi simili alle più importanti fiere del videogioco quali E3 e NAMM. Ciliegina sulla torta, grazie ad un ottima cinematica inversa e telecamere personalizzabili, sul monitor verrò proiettato il DJ al lavoro piuttosto che il consueto punto di vista del visore, con un risultato altamente coreografico per chi assiste degno delle migliori sessioni in mixed reality.

Comfort e implementazione

Non è semplice spiegare a parole l’interfaccia di Electronauts, molto intuitiva ma non priva di complessità man mano che ci si addentra nelle sue tante possibilità. Il giocatore avrà una console formata da tre piani, uno frontale e due ai lati, i quali potranno ognuno assolvere ad una delle tante funzioni presenti nel gioco. Ogni traccia musicale, e ce ne sono ben 39, sarà composta da varie sequenze che potremo ordinare a piacimento, le quali avranno degli strumenti base, delle linee cantate e delle armonizzazioni aggiuntive. Sopra questo potremo aggiungere ulteriori suoni colpendo dei pad, lanciando una sorta di granate sonore o con altri strumenti, senza dimenticare che ogni brano avrà una sua ambientazione interattiva, che vibrerà a tempo con un effetto altamente scenografico. Il tutto con la possibilità di passare da un brano all’altro con transizioni che mantengono ritmo e volume, per una esibizione che può durare ore ed ore senza mai ripetersi.

Per chi ha qualche familiarità con drum machine e sequencer, Electronauts usa una logica simile anche se arricchita dalle possibilità della realtà virtuale e dall’interazione diretta. L’unica osservazione che va fatta, anche se più che un difetto rappresenta una caratteristica del software, è l’avvertibile latenza nell’uso di strumenti percussivi poiché tutto viene quantizzato alla misura successiva per risultare sempre e comunque piacevole all’ascolto. Per la stessa ragione gli stessi presentano sempre tonalità ed intervalli compatibili con la musica sottostante ed una effettistica appropriata allo stile del brano. Ricordiamo che la finalità del prodotto è quella di creare un ambiente di missaggio virtuale sofisticato, creare ritmiche personalizzate o comporre manualmente melodie e armonie non ricade tra i suoi obiettivi. E’ anche prevista in futuro l’aggiunta del multiplayer, con più di un DJ in console: considerati i precedenti di Survios e la sua natura multipiattaforma è molto probabile che PSVR, Vive e Rift potranno esibirsi in cross playing.

Conclusioni

Electronauts è un prodotto unico nel panorama VR che si pone l’ambizioso obiettivo di creare una console di missaggio potente ed intuitiva, non solo divertente per il giocatore ma anche qualitativamente adeguata ad un uso dal vivo, con tanto di uscita a schermo in stile videoclip. Ed è un successo pieno, se avete qualche interesse musicale o indole creativa, sarà un acquisto obbligato che mostrerete con orgoglio a parenti ed amici. E’ vero che ci sono già tanti giochi musicali per realtà virtuale, ma pescando dai migliori e mettendoci del suo gli sviluppatori hanno tirato fuori dal cappello un pezzo da novanta, capace di convincere anche i più scettici delle potenzialità espressive di questo nuovo media.