In Death: recensione e video recensione

0

Nata da due delle menti dietro a Eve Online, la software house islandese Sólfar Studios nasce nel 2014 e si butta a capofitto nel mercato VR. Il primo titolo che pubblicano, a due anni dalla fondazione, è Everest VR; esperienza in realtà virtuale immersiva ma fortemente limitata, che tuttavia approdata su tutte le piattaforme nel corso 2016.
Con un deciso cambio di rotta e dopo un breve periodo di Beta, a inizio 2018 esce invece In Death, una sorta di shooter roguelike lanciato in early access, che ha dalla sua elementi unici e interessanti.

In Death propone una formula di gioco stra abusata, perfezionandone però sorprendentemente il combat system e gli elementi di contorno, che si rivelano al giocatore gradualmente all’interno di un contesto tra i migliori proposti dal genere.

Una volta avviato il gioco sarà possibile iniziare la partita nell’unica modalità ad oggi disponibile; una run single player con elementi procedurali in cui bisognerà raggiungere l’ultima stanza per sconfiggere il boss finale e proseguire nel livello successivo. Il personaggio che ci troveremo a impersonare sarà un arciere trovatosi in un purgatorio medievaleggiante che si rifà fortemente all’estetica di Dark Souls, l’unica area presente nel gioco è in particolare ispirata chiaramente alle zone gemelle della “Lost Bastille” di Dark Souls II, proposta in una variante prevalentemente diurna dalla notevole direzione artistica. L’estetica generale non è il solo richiamo ai capolavori di From Software e In Death ci propone in aggiunta sia la classica nebbia pre-boss, sia una difficoltà che tende con fierezza all’hardcore.

Iniziata la nostra run e affiancati dal nostro arco dovremmo quindi procedere di punto in punto, cercando di sopravvivere agli agguati dei nemici o tentando di prenderli di soppiatto. La varietà degli NPC non è spaventosa, ma consci di quello che il titolo propone ad oggi è sufficiente; avremo a che fare con monaci, maghi, guerrieri e zombie, ognuno con le proprie peculiarità ma generalmente non troppo svegli a livello di IA. Sarà infatti abbastanza semplice fregare i nemici solitari e quelli in piccoli gruppi, lavorando di astuzia tra il proprio movimento e i limiti dell’aggro nemico. Quando i gruppi si faranno più consistenti, invece, sarà possibile fare uso delle frecce magiche che troveremo sul nostro cammino o che potremo acquistare tramite le monete restituite dai nemici; a tal proposito i topoi del fantasy ci sono tutti, dalla freccia infuocata a quella di ghiaccio, da quella velenosa a quella multipla. Fino a qui In Death non pare nulla di nuovo o eccezionale, ma l’insieme degli elementi rende il titolo di Sòlfar un roguelike davvero soddisfacente, nonostante le attuali mancanze dovute alla natura EA del titolo. La tensione si farà palpabile già dopo una ventina di minuti grazie all’ottima atmosfera, un permadeath che non lascia nulla in mano per le partite successive e una buona gestione della proceduralità del level design.

Un altro aspetto interessante di In Death è il sistema di locomotion, una variante del teleport classico che nel contesto del gioco funziona a dovere. Per muoverci dovremo infatti lanciare delle frecce speciali utilizzando un tasto diverso da quello del tiro di default oppure utilizzare dei simil shuriken dalla portata minore ma dall’utilizzo più immediato. Per chi non può proprio fare a meno del free locomotion sarà possibile attivarlo dall’apposito menù, ma l’esperienza che restituirà il titolo sarà fortemente compromessa.

Dal punto di partenza di ogni run potremo accedere anche ad un curioso portale, che ci porterà all’interno di una variante più difficile del gioco principale, zeppa di nemici mortali e con un atmosfera dalle tinte più horror. L’aggiunta è sicuramente valida e aiuta in parte a spezzare la monotonia, ma non aggiunge ad oggi moltissimo alla quest principale.

La grande mancanza di In Death è invece ad oggi il multiplayer, feature che verrà aggiunta nei prossimi aggiornamenti e che aspettiamo con grande entusiasmo.

In death è quindi uno degli esponenti del roguelike in VR più competenti da tutti i punti di vista che abbiamo avuto il piacere di provare. L’ottima direzione artistica, il gameplay immediato ma solidissimo e un buon livello di sfida lo rendono longevo nonostante i contenuti molto limitati, ma siamo sicuri che i ragazzi di sòlfar non faranno mancare aggiornamenti continui che arricchiranno plausibilmente non poco l’offerta ludica generale.

In Death è disponibile dal 1° Febbraio 2018 su Steam e Oculus Store.