Beat Saber: recensione e video recensione

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La Repubblica Ceca con i videogiochi ci sa fare. L’ha dimostrato Alex Vávra con la serie Mafia e il recente Kingdom Come Deliverance, l’hanno dimostrato gli studi indipendenti con gemme come Factorio e Samorost, senza dimenticare lo sviluppo di titoli VR interessanti come The Solus Project e Dead Effect 2 VR. Anche la SH Hyperbolic Magnetism ha evidentemente qualcosa da dire.

Dopo un paio di buoni titoli mobile, lo studio capitanato da Ján Ilavský si butta sulla VR con un progetto che parte nel 2016 per vedere la luce oggi, con l’uscita in early access dopo un paio d’anni di sviluppo. Fin dalle prime indiscrezioni si è generato un hype quasi sospetto nei confronti del titolo, che ha visto il materiale preview fare praticamente il giro del mondo tra gli appassionati di VR e non. Ad oggi non sappiamo se i quattrocento utenti attualmente in gioco o le seicento recensioni positive in 24 ore siano veritiere, ma posso assicurarvi che Beat Saber è un gran titolo.

Beat Saber è un rhythm-game in cui, impugnando delle spade laser, dovremo colpire dei blocchi che verranno verso di noi a gran velocità, come da tradizione del genere. Per dare varietà al gameplay Hyperbolic Magnetism ha inserito anche dei muri da schivare, delle bombe da evitare e soprattutto la direzione in cui vanno necessariamente colpiti gli oggetti indicata direttamente sui blocchi. L’insieme degli elementi rende Beat Saber immediatamente divertente e accessibile, con un gameplay stratificato e ricco che non potrà che esaltare i fan del genere sopracitato.

Il titolo presenta inoltre due modalità e tre sotto-modalità. Le prime sono divise tra giocatore singolo e party game, che permette di sfidare gli amici offline indossando il caschetto uno alla volta; mentre le tre sottocategorie si dividono in “standard” “no arrows” e “one saber“. La prima modalità sarà per l’appunto quella classica, con le frecce che indicano la direzione da dare alle spade, ognuna del proprio colore e con i relativi elementi di riferimento. La seconda invece è una modalità semplificata, identica in tutto alla precedente ma senza la necessità di colpire i blocchi da una direzione specifica. L’ultima invece è dedicata agli esperti che cercano una sfida ancora più estrema: tutti i brani dovranno essere eseguiti in modalità expert e con una sola spada, sfoggiando una velocità e una concentrazione richiesta fuori dal comune.

Al contrario di Airtone, di cui vi abbiamo parlato recentemente in una recensione, il rhythm-game ceco non presenta tuttavia alcun elemento di progressione. Di conseguenza, mancando di elementi sbloccabili e presentando ad oggi soltanto dieci canzoni, Beat Saber potrebbe presentare il fiato un po’ corto per un certo tipo di utenza. Quella del gameplay basato sui record è una linea di pensiero rispettabile, ma è giusto tenerne conto poiché chi cerca un titolo che possa idealmente finire potrebbe non apprezzare la pensata. Gli sviluppatori hanno comunque confermato l’arrivo di nuovi contenuti entro la fine dell’anno.

In questo tipo di prodotti la soundtrack è un elemento di grande importanza e Beat Saber non sbaglia neanche questa. Sebbene la dubstep sia un genere praticamente morto e ormai buono solo per qualche sporadico workout, i brani originali di Jaroslav Beck fanno il loro lavoro egregiamente, riuscendo a trasmettere la carica e l’adrenalina che un gameplay di questa caratura si merita. I pezzi che presentano influenze più variegate, che vanno dalla d’n’b, al rock, al rap sono probabilmente i più riusciti, ma tutta la tracklist è indistinguibile da brani editi non originali, che per un titolo VR è un valore da non sottovalutare.

Stilisticamente Beat Saber funziona, con una bella estetica al neon in cui i due colori principali, il rosso e il blu, fanno chiaramente da padroni nella palette cromatica dei livelli. Tecnicamente c’è poco altro da dire – anche perché il setup d’ambientazione è solamente uno – se non che tutto gira sempre fluidissimo senza alcun tipo di riproiezione o rallentamento. Su Oculus Rift abbiamo riscontrato che ogni tanto al lancio del software i controller non vengono riconosciuti, ma dopo un riavvio del gioco tutto torna a funzionare.

Beat Saber dimostra ancora una volta che una semplice idea può dar vita a un ottimo titolo dalle grandi potenzialità. Il pubblico, di conseguenza, sta apprezzando enormemente un rhythm-game solidissimo con un’ottima curva d’apprendimento e una grande precisione nella costruzione dei livelli. Aspettiamo nuovi contenuti e magari una modalità in cui importare i propri brani, ma ad oggi c’è poco da lamentarsi: con qualche contenuto in più Beat Saber potrebbe diventare il Guitar Hero della realtà virtuale.

Beat Saber è disponibile dal 1 Maggio 2018 su Steam e Oculus Store, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift e WMR.