Paranormal Activity: The Lost Soul | la recensione | Oculus Quest, PSVR, PCVR

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Giocato su Oculus Quest 2

Paranormal Activity è stata una delle grandi saghe orrorifiche che hanno accompagnato la cinematografia degli anni duemila, fino a diventare parte integrante della cultura pop contemporanea. I film che hanno raccolto la staffetta del found footage da Blair Witch si sono rivelati – qualcuno più, qualcuno meno – spaventosi come pochi, tanto che un videogioco VR tratto dal franchise era quantomeno auspicabile. Dopo essere uscito su Playstation VR e PC, oggi Paranormal Activity: The Lost Soul arriva finalmente anche su Oculus Quest, e lo fa in una forma davvero smagliante.

Gli sviluppatori e le sviluppatrici di VRWERX devono aver giocato un po’ tutti gli horror in realtà virtuale usciti in questi anni, perché Paranormal Activity: The Lost Soul non si discosta di una virgola dalla struttura degli horror VR a enigmi che abbiamo avuto il piacere di giocare in questi anni.

Il nostro alter ego si sveglierà fuori da una casa apparentemente abbandonata, con solo una torcia a fargli compagnia. Da qui dovremo innanzitutto trovare un modo per entrare nella villa, per poi fare la conoscenza di un paio di personaggi inquietanti che bazzicano per la lugubre dimora, cercando di evitare di farci ammazzare da qualche indemoniato, e di morire d’infarto di fronte a una buona manciata di jumpscare. Con l’obiettivo ultimo di non morire, sia fisicamente che virtualmente, dovremo quindi risolvere una serie di puzzle che si limitano fondamentalmente alla ricerca di oggetti vari e l’apertura delle porte chiuse nella magione. Niente di particolarmente originale, ma il ritmo di gioco funziona a dovere, e la libertà di esplorare la casa nella sua totalità rende l’esperienza complessiva immersiva e discretamente spaventosa.

Narrativamente questo Paranormal Activity in realtà virtuale non ha poi molto da dire, ed esattamente come il suo game design, si limita a ricalcare i topoi del genere senza mai offrire qualcosa di realmente originale, ma è l’elemento più spiccatamente orrorifico che eleva il prodotto a qualcosa di più della somma delle sue parti. I jumpscare del prodotto VRWERX sono sì spesso sempliciotti, ma arrivano come un treno in faccia quando meno ce lo aspettiamo, anche grazie a un sistema semi-procedurale degli spaventi, che tenderà a non far assomigliare esattamente due playthrough sul fronte dell’adrenalina. Se i bit narrativi principali rimarranno sempre quelli, partita dopo partita, alcuni degli spaventoni minori sbucheranno casualmente a seconda di regole non ben specificate, che non vi faranno sentire mai davvero al sicuro, nemmeno dopo aver visto un intero walkthrough su youtube. Questo rende Paranormal Activity: The Lost Soul un’esperienza effettivamente spaventosa da molti punti di vista, e il merito va anche a un impianto tecnico di tutto rispetto.

Su Oculus Quest 2 il titolo sfoggia infatti una cura che, sinceramente, non mi aspettavo, e presenta una risoluzione cristallina, la mancanza totale di aliasing e un buon lavoro sugli elementi poligonali. Non stiamo, come sempre, parlando di Half Life: Alyx, ma per essere un prodotto standalone poteva andare davvero molto peggio. In questo caso la differenza con la versione PSVR è ridotta all’osso, se non per una maggiore intensità dei neri sul pannello Playstation, in cambio di un’immagine più definita e cristallina su Oculus Quest.

Tutto molto bene, se non fosse per tre elementi davvero imperdonabili. Il primo è un lavoro oggettivamente vergognoso sul locomotion, che non vi permetterà di “strifare” a destra e a sinistra con la levetta analogica della mano non dominante. Se questa può esser scambiata a una prima occhiata come una scelta di game design che ci impone di guardare sempre di fronte a noi, la verità è che per adattarsi ai playstation move di PSVR il prodotto è andato a sacrificare quasi in toto la mobilità, che non è stata reintegrata a dovere per motivi a me sconosciuti nella versione PC e Oculus Quest.

Abbiamo poi una serie di bug e glitch che possono risultare ben più che fastidiosi, con tanto di riavvio necessario del prodotto per riuscire a proseguire la nostra partita, e che svelano un codice non particolarmente rifinito. Questo ricade particolarmente sulle nostre mani virtuali, poiché raccogliere gli oggetti in Paranormal Activity: The Lost Soul sarà sempre un terno al lotto. Gli agganci sono spesso totalmente insensati, a volte non funzionano, molti oggetti si possono raccogliere e molti altri no. Insomma, il lavoro sull’interazione non è sinceramente qui dei migliori.

Ultimo, ma non ultimo, il titolo di VRWREX dura poco meno di due ore; longevità accettabile per un prezzo di listino di circa diciassette euro, ma che oggi risulta comunque un po’ troppo modesta se paragonata alla direzione che sta prendendo il resto del mercato.

Paranormal Activity: The Lost Soul è un prodotto solido, che spaventerà a morte chi non è abituato al genere e che piacerà sicuramente a chi ha amato prodotti come Face your Fears 2 e Wraith: The Oblivion – Afterlife, ma che non inventa comunque niente, e che presenta oltretutto problematiche figlie di un hardware oramai datato. Fortunatamente, un impatto tecnico davvero a fuoco va a controbilanciare un adattamento opinabile di mobilità e controlli su Oculus Quest, ma chi ama la saga e – in generale – la paura in realtà virtuale, troverà qui pane per i suoi denti.

Paranormal Activity: The Lost Soul è disponibile dal 9 Settembre 2021 al prezzo di 16,99 su Oculus Store, e dall’estate del 2017 su Steam e Playstation VR al prezzo di 24,99€.



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