Blair Witch VR: recensione e video recensione (Oculus Quest)

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Giocato su Oculus Quest 2

Alla fine del secolo scorso Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez diedero vita ad uno dei più grandi casi cinematografici nella storia del medium. The Blair Witch Project è stato il più celebre found footage di massa non solo perché era di fatto un film incredibilmente spaventoso nonostante i pochi elementi, ma anche perché a fronte del modestissimo budget di sessantamila dollari, riuscì ad incassarne la bellezza di duecentocinquanta milioni circa. Ad un successo del genere si sono giustamente seguiti sequel ufficiali, parodie, libri, fumetti e videogiochi. Tra questi ultimi si va ad inserire l’ultima produzione Bloober Team, uscita l’anno scorso su PC e console, ed approdata pochi giorni fa sui caschetti VR standalone di Facebook. Vediamo dunque come se la cava questo spaventoso porting sul nostro amato Oculus Quest 2.

La storia di Blair Witch è semplice: due anni dopo le vicende raccontate nel primo film, un poliziotto di nome Ellis si reca nelle famose foreste di Black Hills per cercare Peter Shannon: un ragazzo scomparso che tutta la cittadina sta cercando disperatamente da qualche giorno. Ellis non è tuttavia da solo, ma porta al suo seguito il fidato pastore tedesco Bullet; in grado di aiutarlo a scovare gli indizi che potrebbero portarlo al giovane ragazzo. L’ex militare ha tuttavia un problema, che verrà esplorato strada facendo, ma che viene accennato fin dal principio: ogni qual volta si allontanerà troppo da Bullet, i sintomi da stress post traumatico che si porta dietro da tutta la vita insorgono, manifestandosi in terribili visioni.

Non sono mai stato un grande amante dello studio di sviluppo polacco, vi dico la verità. Nonostante alcune buone idee dietro alle loro IP originali Layers of Fear ed Observer, ho sempre trovato dei grossi problemi di messa a fuoco e di ritmo all’interno delle loro opere; che a fronte di un setup narrativo e formale convincente, sbrodolavano sempre sul gameplay e sul pacing generale. Anche questo Blair Witch, giocato l’anno scorso su PC, mi aveva fatto la stessa identica impressione; e nonostante non lo disprezzai, non riuscii a superare le due ore scarse di gioco.

Tuttavia, come ben sappiamo, in VR tutto riesce ad assumere un altro sapore, ed ero convinto che il titolo di Bloober Team questa volta ne sarebbe uscito vincitore. Ahimè, però, i primi minuti in compagnia di Blair Witch VR non sono stati esattamente convincenti.

I tre più grossi difetti dell’ultimo horror esclusivo per Oculus Quest si fanno infatti palesi già – e soprattutto – durante le prime sezioni di gioco. Innanzitutto, come molti porting dal mercato flat, tutti gli intermezzi più spiccatamente narrativi ci vengono presentati come semplici video su sfondo nero, come stessimo giocando l’opera attraverso uno schermo virtuale; difetto innegabile, che fa perdere profondamente immersione, e crea un’imperdonabile patina di distacco tra noi ed il nostro alter ego. E no, non siamo dalle parti di Resident Evil 7, in cui gran parte delle scene di intermezzo erano comunque vissute dagli occhi del protagonista: qui ogni qual volta che Ellis dovrà interagire con un NPC lo schermo diventerà nero e passeremo alla sequenza di intermezzo.

Il secondo macro difetto, evidente fin da subito, è che purtroppo la necessità di far girare Blair Witch anche sul primo Quest non ha permesso ai ragazzi e le ragazze di Bloober Team di spingere l’acceleratore sull’impatto estetico. Blair Witch, anche su Quest 2, si presenta un po’ troppo spoglio, con texture in bassissima definizione ed una magra manciata di poligoni a costruire le piccole foreste nel quale il titolo si svolge. Fortunatamente, ci pensa tuttavia una discreta direzione artistica ed un buon lavoro sull’audio a rendere comunque immersivo il prodotto, ma mi chiedo anche come sarebbe potuto essere Blair Witch su una macchina più performante, mantenendo l’ottimo colpo d’occhio del titolo originale.

Arrivati a questo punto della recensione starete pensando che, dunque, Blair Witch sia un gioco mediocre. Ed invece vi sbagliate, come mi sbagliavo io durante tutta la prima metà del gioco.

Il terzo difetto del titolo di Bloober Team è infatti il ritmo, ed il passo eccessivamente lento che vi porta finalmente ad una svolta importante sia sul fronte narrativo che su quello del gameplay. Senza fare spoiler sulla sceneggiatura originale, vi basti pensare che se per la prima metà del gioco dovrete soltanto cercare indizi attraverso l’utilizzo della vostra bestia, da un certo punto in poi dovrete vedervela con demoni spaventosi, puzzle ambientali interessanti, ed un elemento orrorifico che si farà quasi insostenibile.
Se entrambi gli elementi verranno accennati già durante le prime ore di gioco, è tuttavia soltanto nella seconda metà che Blair Witch prende davvero il volo, lavorando in maniera molto più interessante soprattutto sulle ambientazioni – che si fanno via via più varie – e proponendo un paio di trovate ludiche effettivamente efficaci. La più riuscita è senza dubbio la possibilità di vedere una categoria specifica di demoni soltanto attraverso la vostra videocamera, che evidenzierà in rosso i mostri più temibili ed impossibili da sconfiggere. Se a livello di gameplay effettivo questo non si manifesta poi in una meccanica legata allo scontro, sul fronte dell’atmosfera e del level design Bloober Team si muove evidentemente molto più a suo agio, proponendo sezioni al cardiopalma che non dimenticheremo facilmente.

In generale tutto l’ultimo atto di Blair Witch è davvero da pelle d’oca, e ripaga ampiamente una prima metà un po’ scialba, ed una manciata di difetti innegabili legati sostanzialmente alla sua natura di porting.
Tra questi troviamo anche un ambiente che non risulta sempre leggibile, facendovi perdere un sacco di tempo per trovare una soluzione che probabilmente era sotto i vostri occhi, ma di cui semplicemente non ve ne eravate accorti a causa di un lavoro un po’ maldestro sull’elemento VR. O, ancora, il gioco non riconoscerà la vostra camminata da abbassati, e potrete superare alcuni ostacoli soltanto accucciandovi con un apposito tasto. Tutti difetti non eccessivamente frustranti, ma che accumulandosi lasciano un bel po’ di amaro in bocca, soprattutto a fronte di un ottimo sviluppo nell’intensità di narrazione e gameplay.

Come anticipato, anche la storia di Blair Witch si sviluppa in maniera interessante nella seconda metà del gioco. Se purtroppo non sono molti i titoli VR degni di lodi sul fronte della sceneggiatura, in questo caso Bloober Team mette in piedi una storia dai toni cupi e drammatici che – nonostante si dimostri derivativa in più punti – tiene serenamente testa a tutti i suoi elementi di contorno. Non siamo di fronte allo script più memorabile della storia dell’horror videoludico, ma Blair Witch prova oggettivamente in tutti i modi a raccontare qualcosa, e già soltanto per questo merita le nostre lodi.

Interessante poi la meccanica legata ai puzzle ambientali, che dovranno essere risolti anche qui attraverso l’utilizzo della telecamera, mettendo in pausa alcune cassette speciali che troverete sparse per i livelli, che andranno ad aprire strade e svelare punti d’interesse. Quest’ultima sarà inoltre la meccanica più presente per tutte e cinque circa le ore di gioco; che non brilla certo per longevità, ma rimane in linea con l’esperienza proposta sul mercato flat.

Blair Witch su Oculus Quest 2 è un prodotto difficile da valutare; difficile da consigliare o sconsigliare fino in fondo. Innanzitutto se siete appassionati di horror e realtà virtuale il titolo di Bloober Team merita una chance un po’ a prescindere, perché l’elemento che contraddistingue il genere è qui ben presente, e lavorato con la giusta sensibilità. Attenzione però a non farsi scoraggiare da una prima metà un po’ asettica e che non fa nulla per invogliare il giocatore a proseguire, ma vi assicuro che una volta superato il turning point centrale, Blair Witch diventa effettivamente un altro gioco. Non siamo ancora dalle parti di Resident Evil 7, ma più da quelle del walking simulator con una manciata di gameplay in più; dunque se non vi fa impazzire l’idea di vagare per dei piccoli boschi cercando di seguire una storia ed immergendovi il più possibile nel personaggio lasciate perdere, altrimenti Blair Witch è un titolo che – nonostante i molti difetti – può regalarvi grosse soddisfazioni.

Blair Witch è disponibile dal 29 Ottobre 2020 su Oculus Quest ed Oculus Quest 2 al prezzo di 29,99€