I visori di Varjo sono usati per addestrare gli astronauti

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Varjo è l’azienda finlandese dietro allo sviluppo del primo visore VR capace di pareggiare la risoluzione umana.  Il visore VR-2 infatti possiede un doppio display che al centro presenta una densità di pixel di 60 PPD (pixel per degree), una risoluzione che li rende indistinguibili all’occhio umano. Per questo motivo Boeing ha scelto questo visore per l’addestramento per la sua prossima missione Starliner del 2021. Grazie alla qualità visiva del visore Varjo sarà possibile creare scenari di addestramento virtuali molto fedeli, come l’aggancio alla ISS.

Starliner sarà appunto la prima navicella spaziale di Boeing con equipaggio umano che attraccherà la Stazione Spaziale Internazionale nel 2021. Non è invece la prima volta che visori VR vengono utilizzati per l’addestramento degli astronauti. La NASA infatti utilizza la realtà virtuale già dal 1985, mentre Hololens e Rift hanno già compiuto il loro primo viaggio spaziale nel 2016. Però Boeing ha affermato che una manovra così precisa e delicata come il docking alla ISS non sarebbe possibile con visori dalla risoluzione inferiore come quelli di Oculus. Infatti la risoluzione del VR-2 permette di leggere la strumentazione di bordo a distanze realistiche senza difficoltà di sorta.

Tutto ciò comporta un risparmio in tempo e costi per Boeing: non solo infatti non serve più utilizzare costosi ed ingombranti simulatori, ma durante le pandemie come quella del Covid è possibile far continuare l’addestramento a domicilio.

Sebbene non a livelli di Varjo, anche il prossimo HP Reverb G2 avrà una risoluzione dei display elevata ad un prezzo molto interessante. Se vi siete persi la presentazione vi invito a recuperare la nostra anteprima.

Fonte:Road to VR