Mini Motor Racing X: recensione e video recensione (PSVR/PCVR/Quest)

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Giocato su Playstation 4 PRO

Il mercato VR è composto sostanzialmente da due grandi tipologie di videogiochi. Ci sono quelli che per paura o incompetenza permettono di modificare decine e decine di opzioni legate al gameplay, alla telecamera, ai controlli e ai colori, restituendo il totale controllo al giocatore senza assumersi nessuna responsabilità; e poi ci sono i videogiochi belli. Prendetela prevalentemente come una provocazione, ma anche un po’ come una cruda realtà. Quando provo un videogioco pretendo che siano gli autori a dirmi come devo giocare, perché mi aspetto che ciò su cui metto le mani sia frutto di un raffinato lavoro sul game design e di migliaia e migliaia di test che cercano – con successo o meno – di propormi una formula personale ma a suo modo perfetta. Mini Motor Racing X, dei competenti ragazzi di The Binary Mill fa al contrario tutto quello che odio e ripudio; ma riesce comunque miracolosamente ad essere anche un bel gioco.

Quello che fa più incazzare di Mini Motor Racing X è proprio il problema ivi descritto. Il titolo della software house americana è innanzitutto un remake di un titolo mobile, fatto che già di per sé spiega molte cose, ed è disponibile su Playstation 4, PC ed Oculus Quest. Il titolo – in ordine di importanza – si può giocare sia in flat che in VR, con Playstation move e motion controller o con il pad, in prima persona, in terza persona o con una visuale top down. Basta così? No; le auto si possono pilotare con un volante virtuale, con un telecomando o con il movimento delle sole mani. Sembra una barzelletta, ma non è ancora finita. Prima di incominciare è possibile giocare in modalità classic, ovvero una game-mode che presenta solo il turbo come power up; o in modalità X, che presenta invece una serie di modificatori in stile Mario Kart tra cui razzi, tornado e quant’altro.

Ora, ricollegandomi al discorso fatto in apertura: perché? Perché restituire l’onere di scegliere elementi fondamentali di game design al giocatore? Le risposte, a parer mio, sono due. La prima è che, come affermo spesso, la community della realtà virtuale riesce ad essere irritante come poche, e qualora un prodotto non abbia questa o quella opzione a dir di qualcuno necessaria, i nostri amici ci tengono sempre a sputare odio su un prodotto. La seconda, figlia di quest’ultima, è che The Binary Mill non aveva evidentemente un’idea chiarissima sul prodotto che voleva proporre al suo pubblico. Ma partiamo dal principio.

In Mini Motor Racing X dovremo sfidare una serie di avversari in scontri in auto velocissimi e volutamente confusionari, mettendoci alla guida di piccole auto radiocomandate estremamente personalizzabili nel look e nelle prestazioni. Nella campagna principale del gioco, dovremo quindi affrontare un numero spropositato di percorsi della durata di circa sessanta secondi l’uno, cercando di metter piede sul podio per sbloccare i percorsi successivi. Fin qui niente di male; sognamo tutti un Mario Kart in VR, ed ogni titolo che prova a proporre un gameplay analogo è – a parer mio – grasso che cola.

Il problema arriva per l’appunto quando il titolo inizia a farci delle domande. La prima, come anticipato, è la possibilità di giocare con tutti i power-up o soltanto con il turbo. Questa infausta scelta sarà la primissima a cui dovremo rispondere, poiché i due campionati – esattamente identici per avversari e mappe – andranno affrontati dall’inizio alla fine esclusivamente con o senza power-up. Questo vuol dire che se arrivate a metà campagna in modalità classic, non potrete continuare attivando gli altri modificatori, ma dovrete ricominciare il gioco da capo in modalità X. Inutile dire che è una scelta assurda, e mi sarebbe piaciuto avere come modalità principale quella che secondo gli sviluppatori funziona effettivamente di più, e non immaginare da me cosa si presta meglio al gameplay. Vi risparmio tempo e ve lo dico io: in VR, la modalità classica è quella che si adatta meglio al linguaggio, e rende molto meno confusionario un gameplay già di per sé quasi troppo veloce ed adrenalinico.

Una volta selezionata l’auto arriva però la scelta più assurda che ho visto ad oggi su un prodotto in realtà virtuale. Dopo aver iniziato la gara potremo decidere se guidare l’auto dall’alto attraverso un telecomando, come fosse una vera pista radiocomandata; dall’interno dell’auto guidando il mezzo in prima persona; o addirittura osservandolo in terza persona, scegliendo tra la guida con telecomando e quella con il volante. Una scelta incomprensibile, inconcludente e controproducente per l’intero prodotto.

Long story short, il gameplay con visuale dall’alto e telecomando, oltre che ovviamente quello in terza persona, risulta praticamente ingiocabile. L’idea di controllare l’auto con il telecomando radio è sicuramente divertente, ma all’atto pratico vincere una gara in questo modo contro un’IA estremamente aggressiva, qual è quella di Mini Motor Racing X, è oggettivamente impensabile. A poco servono tutte le altre personalizzazioni dei comandi e la possibilità di muoversi su più punti della mappa; questa modalità arriva dritta dritta dal capitolo principale su mobile e in VR non è per niente divertente. Al contrario, una volta preso il posto del pilota e messe le mani sul volante, il titolo di The Binary Mill è di fatto il gioco di corse VR arcade più divertente sulla piazza.

Una volta settato tutto come dev’essere, capiamo però in fretta cosa ha spinto lo studio americano ad optare per altre modalità di gioco: il motion sickness. Se non siete giocatori VR navigati dallo stomaco forte, la velocità estrema del gameplay di Mini Motor Racing X potrebbe farvi vomitare letteralmente tutto quello che avete mangiato dall’ultimo cenone di natale ad oggi. Vista la problematica, gli amici di The Binary Mill non hanno evidentemente avuto il coraggio di mettere sul mercato un prodotto accessibile solo a pochi, ma di fatto estremamente divertente soltanto se vissuto in questo modo.

La guidabilità dei mezzi è oltretutto studiata estremamente bene, con uno sterzo reattivo che non perde mai il tracciamento dei Playstation Move, e che risulta estremamente controllabile una volta presa la mano. Con le mani controllate lo sterzo, con il trigger destro si accellera, con quello sinistro si frena e con X si attiva il turbo: uno schema comandi semplice ma perfetto. Ad oggi quasi nessuno è riuscito a rendere efficace la guida attraverso un volante virtuale; ma i ragazzi di The Binary Mill ci sono riusciti.
Giocato in modalità classic, con playstation move ed in prima persona, vi assicuro che questo pazzo titolo di corse riesce ad essere un’esperienza così divertente che non potrete farne più a meno, complice anche il fatto che il titolo propone una quantità di contenuti davvero sconfinata.

Il numero dei tracciati supera la cinquantina, e nonostante alcuni siano variazioni sul tema di un’unica mappa, vi assicuro che la varietà di mood e tipologie di tracciato è decisamente fuori di testa. Inoltre, attraverso la valuta in game sarà possibile acquistare caschi, guanti, volanti, auto e modifiche per il motore, rendendo già soltanto il piatto principale, una delle esperienze VR più longeve di sempre.
Come se non bastasse la modalità carriera è accompagnata da altre modalità. Oltre alle partite veloci e personalizzate, è possibile anche gareggiare in tornei online fino a quattro giocatori, e fruire dell’’intera campagna in multiplayer locale. Ma non solo, perché tra le modalità arcade è presente anche una copia spiccicata di Rocket league; riproposto praticamente paro paro e che risulta un’aggiunta simpatica, anche se quasi impossibile da giocare agilmente in realtà virtuale.

Anche visivamente il lavoro svolto è di ottima fattura, e supera di gran lunga quello del loro titolo precedente. Su Playstation 4 PRO gli ambienti sono definiti e brillanti, e presentano inoltre un lavoro sulla fisica notevole, che non mi aspettavo da un prodotto di questo tipo. Dimenticatevi le esperienze più sgranate viste sul caschetto di Sony, in questo caso Mini Motor Racing X non avrà sicuramente troppo da invidiare al suo fratello più grande su personal computer. Simpatico anche l’accompagnamento sonoro, caciarone ma in linea con l’esperienza proposta, che riesce a tenere sempre il cuore a cento non solo grazie al gameplay, ma anche grazie a tutti gli elementi di contorno.

Mini Motor Racing X è un titolo VR solidissimo, ma soltanto se giocato con dei settaggi molto specifici e soltanto se si la ho stomaco per reggere il velocissimo gameplay proposto. Sono molto deluso dal fatto che degli abili sviluppatori non abbiano avuto il coraggio di presentare un’esperienza sì elitaria ed estrema, ma incredibilmente immersiva e coerente, in favore di un minestrone di generi e design che – comunque – non accontenterà sicuramente tutti. Il titolo di The Binary Mill dimostra tanta voglia di proporre qualcosa di diverso nel mondo della realtà virtuale, e lo fa con modalità che non condivido; tuttavia una volta trovato il giusto equilibrio, la mia esperienza di gioco è stata decisamente entusiasmante, e non posso che consigliare il titolo a tutti quelli che “manco Boneworks gli fa niente”. Se avete intenzione di giocarlo in prima persona aggiungete serenamente un punto al voto finale, se sapete già di optare per il top down toglietegliene invece due.

Mini Motor Racing X è disponibile dal 17 Dicembre 2019 su Playstation Store, dal 14 Maggio 2020 su Oculus Quest e dal 24 Giugno 2020 su Steam, compatibile con Oculus Rift, Valve Index, HTC Vive e WMR.