Feral Rites – recensione e video recensione (PCVR)

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Giocato su Oculus Rift S

Quando ero ragazzino, c’erano due brawler che mi facevano impazzire. Il primo era T’ai Fu: Wrath of the Tiger per la prima Playstation; il secondo era il remake 3D di Altered Beast su Playstation 2. Quei due giochi avevano fondamentalmente tre cose in comune: erano pieni di creature bizzarre ed originali, erano violentissimi, ed erano – infine – giochi brutti. Nonostante tutto, non riuscivo a non amare quel gameplay legnoso e quell’estetica naif, perdendomi per ore ed ore in un level design al limite del logico, che per qualche motivo mi divertiva – e mi diverte ancora – un sacco. Questo perché, oltre al fatto che da ragazzino non avevo un vero e proprio metro di paragone, c’è qualcosa nel meccanismo dato dal gesto proprio del genere che mi spinge a sorvolare su molti difetti. Perché vi racconto questo? Perché Fetal Rites, una delle primissime esclusive Oculus Rift, mi ha restituito quelle stesse sensazioni.

Tra le tante cose, vi chiederete anche perché sto recensendo un titolo che ha ormai quattro anni e di cui nessuno già si ricorda. La risposta è semplice: cercavo un titolo VR in terza persona su PC da giocare da seduto, e la maggior parte dei prodotti di buona qualità presenti sul mercato li conosco ormai a memoria. Sono andato quindi a curiosare nei meandri delle esclusive Oculus, e mi sono accorto di non aver mai giocato una delle prestigiose esclusive di lancio della libreria Rift; sviluppato – tra l’altro – da Insomniac Games.

A due mesi di distanza da quella piccola perla di Edge of Nowhere, i ragazzi californiani tirano fuori un prodotto che concettualmente si avvicina al precedente; ovvero un’avventura in terza persona da giocare esclusivamente con il pad ad inquadrature fisse. Per qualche assurdo motivo, però, Feral Rites non lo ricorda letteralmente nessuno. Il perché sta semplicemente nel fatto che il brawler VR di Insomniac è un oggettivamente un prodotto dimenticabile sotto tutti i punti di vista; eppure, come per T’ai Fu e Altered Beast, mi ci sono divertito con grande gioia.

Nei panni di un guerriero intento a vendicare la morte del padre, dovremo farci strada a suon di pugni all’interno di un setup ambientale tra l’azteco ed il fantasy; distruggendo tutto quello che si muove e spostandoci di obiettivo in obiettivo. Il nostro alter ego avrà a disposizione una buona quantità di mosse e combo, e potrà inoltre trasformarsi sia in una tigre, aumentando a dismisura l’attacco, sia in un puma, dandoci la possibilità di correre con grande agilità. Non manca anche un pizzico di elemento ruolistico, poiché potremo sia potenziare i parametri del nostro personaggio; sia acquistare nuovo equipaggiamento da un vendor situato nell’hub, facendo i conti con un sistema di progressione elementare ma funzionale.

Dalla sua, Feral Rites ha una direzione artistica un po’ anonima ma tutto sommato piacevole, un combat system semplice ma soddisfacente ed una quantità di contenuti sopra alla media. Divertente anche la colonna sonora, che passa dall’hip hop lofi a brani deliranti sound-alike di Mr. Oizo. Di contro, il titolo di Insomniac Games è ripetitivo, semplicistico nella progressione, estremamente prolisso nella narrativa e potenzialmente noioso per tutti quelli che non riusciranno a farsi bastare la sua formula scanzonata ma impersonale.

Sarà che in VR – ad oggi – abbiamo davvero pochi esponenti dell’action adventure in terza persona, e chiaramente un titolo del genere in flat sarebbe oggettivamente impresentabile; eppure la realtà virtuale riesce ad elevare la sua mediocrità a qualcosa d’altro, qualcosa che per molti – me compreso – potrebbe rivelarsi davvero divertente. A tal proposito, non c’è un vero motivo per cui Feral Rites sia in realtà virtuale, poiché non sfrutta in nessun modo i punti forti del mezzo. L’unica strizzata d’occhio al linguaggio sta nel guardare in specifiche direzioni per scovare dei collezionabili, o nel percepire un level design più facilmente interiorizzabile con l’immediatezza dei 360 gradi. Tutte illusioni: Feral Rites è un brawler in terza persona flat portato paro paro in realtà virtuale; eppure ripeto che, se preso per quello che è, in qualche modo funziona.

Rimane assurdo l’evidente passo indietro fatto da Insomniac a solo due mesi dal loro precedente titolo, ed una buona parte delle giustificazioni sta nel fatto che, effettivamente, nessuno aveva realmente un mercato con cui confrontarsi; ma il paragone con l’horror lovecraftiano per Oculus Rift rimane impietoso. Quello che quasi offende, è infatti anche la mancanza di alcun tipo di opzioni legate alla grafica, che rimarrà di default piuttosto sgranata, e che sarà possibile tirare su soltanto attraverso tool esterni come Oculus Tray Tool. Non che l’impatto sia iper realistico, ma a maggior ragione quando si gioca su uno stile cartoon, la definizione aiuta ancora di più l’immersione nel mondo alternativo. C’è da dire che Feral Rites presenta però una velocità nei caricamenti sbalorditiva, che non vi farà attendere nemmeno un secondo tra uno scontro e l’altro, e vi si restituirà quindi come un surrogato d’azione a trecentosessanta gradi che viaggia costantemente a mille.

Come anticipato, la durata è più che abbondante, con circa otto ore piene per chiudere la campagna principale e mettere le mani su qualche collezionabile; ma per ripulire totalmente le mappe ci sarà bisogno di ancora qualche ora in più.

Feral Rites è un picchiaduro in terza persona con alcuni elementi ruolistici ed una manciata di puzzle elementari a condire la formula; un prodotto che può divertire chi cerca un genere eccessivamente di nicchia nel mercato della realtà virtuale. Attenzione, il titolo di Insomniac games non è un bel gioco, e se avete il palato fine vi annoierà plausibilmente entro dieci minuti; se invece non vedevate l’ora di interpretare una tigre palestrata che spacca il culo a bestie di ogni tipo, potreste dargli una chance. Probabilmente il punto più basso toccato dal talentuoso studio californiano, questo picchiaduro vecchio stampo può risultare croce o delizia a seconda della propria sensibilità, e va preso in considerazione soltanto tenendo bene a mente il contesto in cui è uscito.

Feral Rites è disponibile dal 13 Settembre 2016 al prezzo di 19,99€ su Oculus Store, compatibile con Oculus Rift ed Oculus Rift S.