Quando Vive Pro è stato introdotto al CES 2018, solo qualche settimana fa, HTC non ha subito chiarito lo scopo delle due telecamere posizionate sulla parte frontale del visore. Qualcuno ha ipotizzato che potessero servire per funzioni di Realtà Aumentata (AR), servendo sia come telecamere passthrough che come mezzo per proiettare oggetti virtuali in scene riprese dal mondo reale. La risposta in realtà è più sempice: sono utilizzate per il rilevamento di prossimità degli oggetti oltre che per un tracking basilare delle mani.

Raymond Pao, vice presidente di HTC Vive, ha spiegato che le telecamere rilevano i dati di profondità da uno a due metri di distanza e segnalano la presenza di oggetti del mondo reale così che gli utenti possano evitarli. HTC starebbe ancora lavorando con Valve per capire come implementare al meglio questa funzione, che si aggiungerebbe all’attuale sistema Chaperone di SteamVR, il cui scopo è avvisare gli utenti quando stanno per avvicinarsi troppo ai confini dell’ambiente di gioco.

Pao fa anche sapere che HTC starebbe distribuendo dei kit per sviluppatori per la fotocamera, così da vedere quali altri usi si potrebbero fare nei giochi e nelle esperienze. Uno sviluppatore con accesso anticipato a questo kit sta sperimentando un gioco horror in cui i giocatori possono vedere le loro mani mentre girano per raccapriccianti corridoi con in mano delle torce accese. Il tracciamento non sarebbe sofisticato come quello ottenibile con Leap Motion, ma gli utenti sono comunque in grado di vedere le proprie dita.

Il solo visore HTC Vive Pro sta per essere rilasciato entro questo trimestre per consentire agli attuali proprietari di HTC Vive di passare alla versione successiva, mentre un pacchetto commerciale completo con le nuove stazioni e controller sarà venduto più avanti, sempre nell’anno in corso.