Galaxy Race: la recensione

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Introduzione

Il mercato dei videogiochi è soggetto come qualsiasi altro contesto alle mode, questo è tanto più vero per la realtà virtuale dove oggettivamente il grosso delle produzioni esistenti non deriva da anni di sviluppo ma da progetti tirati su in pochi mesi. Non stupisce quindi che a ridosso del “mattatore” Sprint Vector arrivi un secondo gioco di corse, simile nella teoria ma molto differente nella sua realizzazione pratica. Vediamo di che si tratta.

Il gioco

Galaxy Race vi vede protagonisti di una serie di gare di velocità futuribili su piste sospese piene di curve ed avvitamenti alla Wipe Out, cosa non nuova nell’ambito della realtà virtuale. Ciò che è relativamente nuovo invece è il tipo di mezzo di trasporto adottato, una sorta di piattaforma fluttuante che potremo far slittare nelle varie direzioni sporgendoci col corpo. Spiegheremo meglio il suo funzionamento nel capitolo apposito, ma dirò subito che l’idea funziona e diverte.

Galaxy Race parte con un tutorial malfatto, che non lascia presagire nulla di buono anche a causa del contesto claustrofobico: la vostra esercitazione avverrà all’interno di una arena circolare, e dovrete allenarvi raggiungendo o colpendo varie forme geometriche in spazi angusti. Queste operazioni sono sì utili nel gioco completo, ma risultano del tutto accessorie rispetto all’esperienza della corsa che è invece molto più soddisfacente, non opprimente grazie agli spazi a perdita d’occhio ed anche ben più confortevole per il vostro sistema vestibolare.

Il grande problema di Galaxy Race è il suo odierno livello di completamento. Ci sono tre piste al momento, utilizzabili nella sola modalità arcade, in cui siamo arrivati per primi senza alcuna difficoltà vedendo tutto ciò che il gioco ha da offrire in meno di mezz’ora. In teoria è già presente nel menù una modalità campagna non selezionabile e come in casi analoghi ci sono tante buone intenzioni sulle cose da realizzarsi, tuttavia è opinione di chi scrive che non sia mai una buona idea lanciare un gioco con così pochi contenuti (anche in accesso anticipato) poiché l’utente medio VR ha ben presente quale sia il decorso tipico delle produzioni early access. Se e quando il titolo Magic VR sarà ultimato, o se offrirà quantomeno un livello di sfida adeguato, sarà certo meritevole di considerazione.

Comfort e implementazione

Il sistema di movimento progettato dal team Magic VR prende il nome di “GraviMotion” e si basa sul presupposto che voi stiate in piedi fermi al centro del disco volante, sporgendovi col corpo tipo Segway (chi ha smanettato con la Wii Balnce Board avrà provato qualcosa di simile in Wii Fit Plus). Nel pessimo tutorial non si capisce come la rotazione funzioni, ma in pista di fatto la telecamera ruota automaticamente in modo relativamente indolore e facendo sì che non si palesi mai la necessità di dover spostare i piedi o girarsi. Le mani, totalmente libere, vengono utilizzate per lanciare le armi eventualmente raccolte. Tutto questo scivolamento è ben gestito limitando i continui cambi di direzione ed accelerazione: tutorial a parte, direi che il livello di comfort raggiunto è più che discreto. Discreta anche la realizzazione tecnica e l’efficienza del motore grafico.

Conclusioni

Galaxy Race si basa su una buona idea ed anche il GraviMotion funziona ragionevolmente bene. Il gioco è molto divertente e adatto alla realtà virtuale, se solo avesse dei contenuti appropriati che garantissero longevità e sfida non avrei alcun problema a consigliarlo. Ma le tre sole piste incluse e l’unica modalità arcade disponibile rappresentano poco più di una demo, il mio consiglio se vi piace il genere è di tenerne d’occhio il decorso.