Final Assault: la recensione (PCVR/PSVR)

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Giocato su Playstation VR
(recensione di Daniele Lillati)

Ricordo quando da bambino giocavo con i soldatini e sognavo di costruire un plastico dove poter far combattere i soldati. Immaginavo di costruire un’ambientazione fra le montagne, una vasta pianura, un’area desertica o – ancora – una città semi distrutta da un bombardamento. Naturalmente nessun plastico è stato mai realizzato, vuoi per mancanza di fondi o vuoi per mancanza di talento; dunque un cuscino diventava una montagna, una scatola da scarpe una base militare ed altri oggetti le case, i carrarmati o gli aerei.
Oggi grazie alla VR e a Final Assault quei plastici che ho sempre sognato diventano virtualmente reali, ed i soldati, i carri armati e gli aerei prendono vita.

Final assault è un RTS ambientato nella seconda guerra mondiale prodotto da Phaser Lock Interactive e disponibile su Oculus Rift, HTC Vive e playstation VR (possibile anche il cross-play).
Appena entrati in gioco ci si trova dentro una tenda militare, con davanti un pannello nel quale si possono scegliere le varie modalità o le impostazioni. Sono presenti un piccolo tutorial (che serve giusto per imparare a muoversi per la mappa e a schierare le unità), alcune modalità giocatore singolo e multiplayer.

Prima di parlare delle modalità vere e proprie è forse meglio accennare a quanti schieramenti e divisioni sono presenti nel gioco. Allo stato attuale sono presenti l’esercito americano e l’esercito tedesco. Entrambi gli schieramenti hanno a disposizione tre divisioni con determinate unità caratteristiche. In linea generale ogni schieramento ha a disposizione sei unità, che rimangono identiche per tutte le divisioni, e tre unità che invece sono uniche della divisione selezionata. Le unità variano dalla fanteria, ai carrarmati più o meno potenti e corazzati, agli aerei veloci ed efficaci contro la fanteria ma inefficaci contro i mezzi, ai bombardieri lenti ma letali contro i mezzi corazzati, alla contraerea; insomma l’arsenale a disposizione non manca.

Ogni divisione permette diverse tattiche nell’affrontare la battaglia, e non esiste un solo modo per vincere, ma non mi sentirei sicuro al cento per cento di affermare che il bilanciamento tra fazoni sia perfetto. Già così, in ogni caso, le cose funzionano egregiamente; ma la speranza è che in futuro vengano aggiunti altri eserciti come inglese, russo, giapponese e italiano.

Le modalità giocatore singolo danno la possibilità di affrontare, in uno dei tre livelli selezionabili, una singola battaglia o la campagna contro l’intelligenza artificiale.
Nella battaglia potremmo sfidare l’IA in una delle 16 mappe disponibili. È sufficiente scegliere la propria divisione e quella dell’avversario, la mappa di gioco e il livello. In questa modalità vince chi distrugge la base nemica.

La campagna può essere affrontata in modalità storia o modalità schermaglia, ed in entrambe ci viene messa davanti una scacchiera con tasselli esagonali che rappresentano i territori occupati o da occupare. Ai due lati della mappa sono presenti tre basi per parte, dalle quali escono le tre divisioni per schieramento utilizzabili. I territori (tasselli) in nostro possesso saranno evidenziati di colore blu mentre quelli occupati dal nemico di colore rosso. A turni alternati potremmo muovere una delle divisioni in nostro possesso, se ci muoveremo su un territorio occupato dal nemico inizierà una battaglia su una delle 16 mappe presenti.

La modalità storia non è propriamente narrativa, ma – semplicemente – dovremo arrivare a conquistare cinque territori nemici o svolgere dei compiti molto specifici. Di fatto, comunque, si tratterà di distruggere la base nemica o di resistere per un lasso di tempo per dar modo che si concluda una determinata situazione, come ad esempio l’arrivo di bombardieri alleati. Al livello più basso si hanno alcune agevolazioni, ad esempio il doppio della fanteria o il costo ridotto di alcune unità, al livello più alto invece la situazione si ribalta e le agevolazioni le avrà l’IA. Tra le tante, interessante una particolare limitazione che impone di prendere alcune casse rifornimenti per poter sbloccare le unità. Queste limitazioni sono però casuali e non dipendono dal numero di territori posseduti o dalla vicinanza di un’altra divisione; sarebbe stato più interessante dover procedere alla conquista di più territori o affiancare una divisione per avere vantaggi nella battaglia, mad oggi quello che c’è funziona comunque bene. Conquistati i cinque territori che verranno indicati verrà decretata infine la vittoria.

In modalità schermaglia vince chi arriva a conquistare una delle tre basi del nemico presenti sulla mappa principale e può essere affrontata in due varianti: assedio, dove a inizio partita tutti i territori saranno in possesso del nemico e conflitto dove i territori presenti sono posseduti metà per fazione.

Le modalità campagna risultano sufficientemente divertenti e la IA vi terrà impegnati per diverso tempo soprattutto nelle ultime fasi della campagna. Avrei preferito una storia più strutturata, od un senso più concreto affibiato alla conquista di più zone, perché così com’è pensata si può soltanto procedere in linea retta verso l’obbiettivo finale. Risulta evidente che le modalità in singolo sono pensate più per preparare il giocatore al multiplayer, piuttosto che appassionarlo e stimolarlo in singolo. Con questo non voglio dire che non ha senso giocarlo per chi cerca semplicemente un buon titolo single player, ma con qualche accorgimento in più sarebbe stato un gioco imperdibile anche solo nella sua campagna.

Il meglio il gioco lo fornisce sicuramente in multiplayer, dove la fantasia ed il libero arbitrio dell’essere umano non consentiranno l’utilizzo di una tattica unica, ed ogni partita risulterà ben diversa dalla precedente.

La modalità multiplayer consiste in una battaglia 1V1 in una delle 16 mappe disponibili: vince chi distrugge la base nemica dell’avversario. Tra le altre cose, i server della modalità online funzionano a dovere, e non presentano mai lag o caricamenti in eccesso. Il problema, come per tutti i giochi VR multiplayer, è invece il numero di giocatori attivi nel tempo, attualmente – a seconda dei giorni – l’attesa per trovare una partita va dai pochi secondi ad alcuni minuti. Come anticipato, la modalità multiplayer è soltanto una, e la speranza è che vengano aggiunte altre modalità in futuro. Ad esempio, potrebbe essere interessante un tipo di partita dove per vincere è necessario conquistare e mantenere per un determinato periodo diversi punti della mappa.

Una volta dentro la mappa, vedremo le nostre mani ed il mondo di gioco come fossimo sopra ad un plastico. Per giocare è possibile utilizzare unicamente i motion controller; scelta azzeccata, perché il gioco è chiaramente pensato per essere giocato mediante queste periferiche e non funzionerebbe altrettanto bene attraverso un joypad.

Tenendo premuto un tasto di uno dei due controller ci si può liberamente muovere per la mappa, trascinando la visuale in orizzontale o in verticale, mentre altri tasti sono utilizzati per la rotazione. Inizialmente il movimento può spiazzare, ma fatte alcune partite diventa tutto fluido e ci si muove per la mappa con estrema naturalezza.

Lo scopo del gioco è distruggere la base nemica, quindi veniamo ora al fulcro dell’azione: lo schieramento e il movimento delle truppe.
In una delle due mani si può aprire (consiglio di tenerla sempre aperta) una specie di cartella dove sono rappresentate tutte le unità utilizzabili, ogni unità ha un costo di denaro crescente in modo direttamente proporzionale alla potenza dell’unità (dalla jeep al temutissimo missile V2). Sulla sinistra della cartella è presente una barra del denaro spendibile: questo cresce in modo costante al passare del tempo. Una volta raggiunta la quantità di denaro necessario è sufficiente prendere con la mano libera l’unità che si vuole schierare e piazzarla nel punto della mappa desiderato, a questo punto vedremo l’unità uscire dalla nostra base per raggiungere l’obiettivo scelto. Inizialmente alcune unità saranno bloccate da un lucchetto, per sbloccarle si dovrà raggiungere la quantità di denaro necessaria, prendere il lucchetto e gettarlo via.

Le truppe possono essere schierate con almeno tre obiettivi differenti: possono essere piazzate in un punto strategico preciso in modo che attacchino tutte le truppe nemiche in transito nella zona, possono essere piazzate direttamente su una unità nemica in modo che attacchino subito questa unità, o possono essere piazzate nelle strade che portano alla base nemica in modo che si muovano verso quest’ultima.
Una volta schierate le unità potranno essere comunque spostate liberamente. Per fare questo sarà sufficiente indicarle con l’indice della mano libera e disegnare sulla mappa la traiettoria che gli si vuol far percorrere; inoltre, disegnando una traiettoria chiusa, si potranno far muovere le truppe lungo questa via in modo costante per permettere la perlustrazione e l’attacco di un’area estesa. Con gli aerei si può disegnare anche una traiettoria chiusa con un lato tangente al terreno, in modo che l’aereo faccia un volo radente e mitragli sempre quella zona.

Tutte le unità si possono comandare ad eccezione della fanteria, che procederà autonomamente verso la base nemica. Le unità di fanteria verranno generate autonomamente dalla nostra base o dalle camionette ed aerei di trasporto truppe; una volta generate non potranno essere comandate ma procederanno lungo delle traiettorie prestabilite della mappa per raggiungere la base nemica.

All’interno della mappa sono presenti vari punti indicati con una X rossa, in questi punti verranno periodicamente lanciati dei rifornimenti aerei che forniranno denaro extra. Questi punti sono fondamentali per poter vincere la battaglia; infatti avere denaro extra in alcuni momenti può risultare fondamentale per uscire da un momento di difficoltà, o per dare il colpo di grazia al nemico.

Il gameplay risulta immediato e divertente fin da subito, ma non è per nulla banale. Per conoscere pregi e difetti di tutte le unità e schierarle ed utilizzarle in modo corretto occorrerà un po’ di studio. Le mappe sono ben diversificate e permettono di inventare molte strategie per raggiungere la vittoria, è sempre interessante vedere in che modo l’avversario intenderà attaccarci e dover studiare un’efficace contromossa.

Il gameplay è decisamente il fiore all’occhiello della produzione, non ho riscontrato difetti evidenti, tutto funziona in modo fluido e coerente, l’unico parziale difetto è dovuto dal comportamento a volte imprevedibile degli aerei che hanno la tendenza d’inseguire gli aerei nemici finendo quasi inevitabilmente distrutti dalla contraerei (il problema è arginabile imponendo all’aereo di mitragliare una zona precisa, in questo modo anche se verrà attaccato non inseguirà il nemico).

Dal punto divista grafico tutto risulta pulito e piacevole da guardare. Lo stile grafico cartoonesco non deve far pensare a una produzione poco curata; infatti gli ambienti risultano decisamente dettagliati ed ampi (avvicinando la visuale alle linee di difesa si può vedere addirittura il filo spinato). Non è stato riprodotto solo il campo di battaglia, alzando lo sguardo si possono vedere monti o campagne circostanti che proiettano letteralmente il giocatore all’interno di un plastico animato. Le unità sono ben caratterizzate e distinguibili anche dalla distanza, il che è fondamentale per la buona riuscita della partita. La grafica è modificabile nelle impostazioni su tre livelli di grandezza, piccolo, medio e grande, che permette di vedere le mappe e le unità in scale differenti.

Il sonoro – pur non facendo gridare al miracolo – svolge appieno il proprio compito con rumori di aerei, carri e armi che coinvolgono a sufficienza nella battaglia. Menzione particolare per la temutissima sirena che annuncia l’arrivo di un attacco di artiglieria pesante o del missile V2.

Vi è la possibilità di dare un minimo di personalizzazione alle proprie unità e al proprio avatar. Delle unità è possibile cambiare il colore dei mezzi. Del proprio avatar si può cambiare il sesso e personalizzarlo scegliendo fra una serie di elmetti e guanti. Infine si può realizzare la propria bandiera che sarà issata nella propria base durante la battaglia. La personalizzazione non è nulla di clamoroso e significativo, ma è comunque un’aggiunta gradita. 

Il gioco è localizzato in varie lingue tra le quali l’italiano (solo menù e sottotitoli, il parlato è completamente in inglese). La localizzazione in italiano non è fatta benissimo, soprattutto il briefing ad inizio battaglia durante la campagna strapperà qualche sorriso per la grammatica confusionaria, comunque si tratta di poche righe di testo perché il gioco non ha una storia strutturata.

Final Assault è un RTS/Moba divertente e ben realizzato, che saprà farvi tornare all’età spensierata di quando sognavate di realizzare un plastico dove far combattere i vostri soldatini. Il gioco ha una giocabilità di altissimo livello che non presenta nessun difetto evidente. La modalità campagna non presenta una storia vera e propria, ma nonostante questo saprà regalarvi molte ore di gioco; perché la sfida contro il computer non è mai banale, e se amate giocare solo in singolo ripeterete diverse volte la campagna. Il limite del gioco multiplayer è purtroppo dato dalla scarsa presenza di giocatori online, ma se avete qualche amico con cui giocare (amico che potrebbe non essere più tale dopo qualche battaglia) potreste giocare davvero per molte, moltissime ore. Visto il prezzo decisamente basso (attualmente su steam è venduto a 8.19 € mentre sul playstation store a 9.99 €) mi sento di consigliare a tutti questa piccola perla.



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