Ace Combat 7: Skies Unknown: recensione e video recensione (PSVR)

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Nonostante la loro bellezza, gli aeroplani portano il peso del destino di divenire strumenti di distruzione” diceva – parafrasando – un personaggio di Si alza il vento, l’ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki. La meravigliosa opera del maestro giapponese raccontava infatti di un progettista di aerei, combattuto costantemente sul piano etico e morale nel costruire macchine mortali, capaci tuttavia di far vivere all’uomo un sogno ambito fin dal principio dei tempi. La campagna dell’ultimo capitolo di Ace Combat si apre in modo similare, con una progettista di aerei che – proprio mentre si erge in volo con la sua ultima creazione – si ritrova nel bel mezzo di un atto terroristico nei confronti dell’Osea. Tuttavia la ragazza affronterà gli eventi successivi in ben altro modo rispetto ai personaggi dell’opera sopracitata, in una storia in cui sarà difficile individuare chi sia veramente dalla parte della ragione.

Come da tradizione, la storia raccontata in Ace Combat 7: Skies Unknown si consumerà su un pianeta similare alla terra, la cosiddetta Strangereal; raccontando nello specifico della guerra tra l’Osea e l’Erusea. In questo universo distopico vedremo nascere e svilupparsi un conflitto mondiale, raccontato però attraverso gli occhi di più personaggi, percependo così un’impronta fortemente corale volta all’analisi di tutte le forze in gioco.
La sceneggiatura di Sunao Katabuchi, lo stesso autore di Ace Combat: Distant Thunder e Ace Combat: Squadron Leader, riesce a tenere dignitosamente in piedi una campagna mozzafiato, nonostante non brilli particolarmente per originalità o passaggi memorabili di scrittura. Ciò che riesce ad elevarla sopra la media è invece un’ottima regia, che attraverso una lunga serie di cutscenes instilla un tono personalissimo e particolarmente azzeccato, a metà tra il cinema classico giapponese e i ritmi del nuovo cinema europeo.

Iniziamo subito con il dire che la campagna di Ace Combat 7 non è – purtroppo – compatibile con PSVR, così come gran parte dell’offerta ludica che il titolo propone.
La modalità storia è un piatto ghiottissimo, probabilmente la miglior campagna del franchise dai tempi di Ace Combat 4, e regala un gameplay meraviglioso ed esaltante; oltre che profondamente stratificato e adatto sia ai neofiti che agli aficionados della saga. Durante le venti missioni presenti, il titolo cercherà di proporci costantemente situazioni e soluzioni diverse, spazzando via una monotonia pericolosa per il genere e regalandoci momenti al cardiopalma senza dimostrare una mano pesante sui momenti scriptati.

Il fatto che la modalità principale di Ace Combat 7 non sia compatibile con PSVR è tuttavia sia un male che un bene. Un male perché l’offerta per i possessori del caschetto di Sony si limita a tre piccole modalità, un bene perché, per come è stata strutturata e per come funziona il gameplay, non poteva essere altrimenti.
Ci sono missioni specifiche, come quelle più spiccatamente stealth, che avrebbero rischiato una curva di difficoltà troppo alta, oltre che alcuni momenti “a tempo” praticamente impossibili da completare senza l’immediatezza della terza persona (o della prima in flat).

Oltre ad una bella modalità multiplayer suddivisa in Team Deathmatch e Battle Royale, e anch’essa incompatibile con PSVR, l’ultimo titolo di Bandai Namco propone invece una sezione specifica dedicata alla realtà virtuale. Attraverso un sotto-menù potremo accedere a tre diverse modalità, in cui la Software House giapponese sperimenta il linguaggio con risultati esaltanti, ma evidentemente troppo rischiosi per puntarci un gioco intero. Lo stesso franchise director, Kazutoki Kono, riconosce l’enorme importanza della VR nel mercato contemporaneo, ma afferma anche che adattare tutta la campagna a PSVR avrebbe praticamente raddoppiato i tempi di sviluppo, cosa che evidentemente Bandai Namco non può ancora permettersi.

E in realtà ci crediamo, perché una volta avviata la prima della tre missioni dedicate alla VR capiamo che l’esperienza di Ace Combat, con un caschetto in testa, è tutta un’altra cosa.
Una volta seduti sul nostro velivolo veniamo colti da un turbine di emozioni. Gli interni sono dettagliatissimi e quasi palpabili, il mondo intorno a noi vivo e pulsante, la paura del decollo è concreta. Quando ci libriamo in aria per la prima volta sembra di tornare alle prime montagne russe, al primo tuffo dalla scogliera in un’estate di tanti anni fa, alla prima volta che abbiamo acceso un’auto e siamo partiti.
L’emozione di guidare un caccia in Ace Combat 7 è qualcosa di davvero indescrivibile, ed è un’esperienza che rimarrà nella vostra memoria per moltissimo tempo.

Parentesi romantica a parte, quello che dovremo fare nelle tre missioni dedicate sarà più o meno ciò che abbiamo fatto durante la campagna, con meno orpelli ad abbellire un’esperienza (già di per sé forte) principalmente incentrata sul dogfighting. Procedendo di obiettivo in obiettivo, ci ritroveremo a scontrarci con altri velivoli, ad abbattere nemici via terra e a difendere le basi amiche, tutto con un’immedesimazione senza precedenti.

L’unico sistema di controllo possibile attraverso il Dualshock 4 sarà quello predefinito e non quello semplificato (utilizzabile durante la campagna), facile da imparare ma difficile da padroneggiare con disinvoltura. Lo schema comandi si adatta comunque meravigliosamente bene al contesto, e una volta padroneggiato vi permetterà di compiere azioni millimetricamente precise.

Il passaggio all’Unreal Engine 4 ha permesso inoltre a Bandai Namco di sfoggiare un’estetica meravigliosa, che fa una figura eccezionale in flat ma che regala soddisfazioni anche in VR. Volare attraverso una nuvola che bagna l’abitacolo per poi uscirne puntando al sole restituisce un colpo d’occhio invidiabile e lascia già presagire cosa potrebbe diventare il genere durante la prossima gen.
I modelli dei velivoli e dei nemici sono curati e dettagliati, così come i cieli e le condizioni atmosferiche; sfortunatamente gli scorci a terra soffrono invece di un’aliasing abbastanza marcato, dovuto chiaramente ad una vastità dell’ambiente invidiabile per un titolo del genere.
Tolto questo problemuccio, tecnicamente Ace Combat 7 in VR si difende più che bene e diventerà senza dubbio un punto di riferimento nel contesto dei simulatori di volo.

Il vero dramma di Ace Combat 7 è però che l’incursione nella VR è soltanto un accenno.
Tolte le tre missioni dedicate, che si potranno completare in un’oretta piena in tutto, sono disponibili una modalità “volo libero” e una modalità “VR Air Show”. La prima permette di volare indisturbati nelle tre mappe delle missioni sopracitate, senza aggiungere dunque niente all’offerta principale; mentre la seconda permette di osservare acrobazie scelte dall’utente, osservando l’azione da vari punti della mappa.
Bandai Namco parla anche di una modalità VR Hangar, che tuttavia non è presente nella copia review, ma dovrebbe permettere di osservare tutti i mezzi in vostro possesso in realtà virtuale.
Niente di sconvolgente, dunque, nonostante sia apprezzabile la volontà di regalare contenuti – per quanto possibile – anche ai sostenitori del caschetto di Sony.

Ultima, necessaria, nota riguarda il motion sickness. Personalmente non sono affetto da tale patologia; o meglio, ne ho sofferto i primi giorni di VR con i titoli più ostici, ma da allora niente mi ha più infastidito. Questo Ace Combat 7 non è da meno, tuttavia durante le acrobazie più arzigogolate ho iniziato ad avvertire un lieve mal di testa, che è sparito non appena ho concluso la missione in corso. Questo può voler dire tutto o niente, certo è che se già soffrite di chinetosi l’ultimo titolo di Bandai Namco potrebbe non essere una scelta particolarmente saggia.

Ace Combat 7 risulta quindi “semplicemente” un titolo flat meraviglioso con alcune stuzzicanti modalità VR. Se avete intenzione di acquistare l’ultimo arrivato in casa Bandai Namco soltanto per le modalità dedicate alla realtà virtuale – forse – non state facendo la cosa giusta, o almeno non al lancio.
Volare in VR è un’esperienza meravigliosa che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita, ma il prezzo per farlo è davvero caro. Se invece avete intenzione di gustarvi il titolo nelle sue portate principali e, nel mezzo, godervi anche la sua componente VR fate l’acquisto ad occhi chiusi.
Ace Combat 7 è il titolo di volo che più ho apprezzato nella mia vita da videogiocatore, non stento a credere che possa diventarlo anche per qualcun altro.

Ace Combat 7: Skies Unknown è disponibile sul Playstation Store dal 18 Gennaio 2019, compatibile con PSVR e Dualshock 4.

 

 




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