Introduzione

VTOL è l’acronimo inglese di Vertical Take-Off and Landing, e indica i velivoli capaci di decollare ed atterrare verticalmente pur mantenendo le caratteristiche tipiche degli aeroplani (pagina Wikipedia). Il gioco in questione è una piccola produzione, ad opera di un solo sviluppatore, ma il concetto di fondo è audace: creare la prima simulazione di volo interamente costruita attorno all’uso di realtà virtuale e tracciamento delle mani.

Il titolo in questione è un “vero” early access, pubblicato con una minima porzione dei contenuti previsti e un tempo di completamento non inferiore all’anno. Tenete in considerazione questo elemento e la data relativa dell’articolo, se la lettura avverrà mesi dopo la pubblicazione.

Il gioco

Cosa intendiamo per gioco interamente costruito per sfruttare il tracciamento delle mani? Tutto il cruscotto, i comandi, il sedile e l’ambiente di plancia è plasmato attorno alle dimensioni e alle capacità dei moderni controller di movimento. VTOL VR non riproduce aerei realmente esistenti (cosa che peraltro richiederebbe di ottenerne licenza) quindi può interpretare in modo libero la dotazione di bordo. Tutti i servizi principali ci sono, ma con pulsanti e display di dimensioni adeguate alla manipolazione e leggibilità virtuale, senza tuttavia scadere nel tipico stile Fisher Price di Job Simulator ed emuli vari. Il risultato è un ponte tra l’estremo realismo dei classici titoli PC, con una plancia integrale del velivolo ed innumerevoli comandi, e giochi più immediati. In questi casi è il bilanciamento la chiave di volta, che è stato a mio avviso mirabilmente raggiunto: VTOL è ragionevolmente complesso da padroneggiare, ma non esasperato, e soprattutto mercanteggia una relativa semplificazione della strumentazione con l’imposizione per il giocatore di imparare ad usare tutte le funzioni disponibili, nessuna esclusa.

Il gioco nasce per essere gestito con i controller di movimento, e non prevede (almeno non per il momento) supporto per cloche o manette esterne, ne’ altro tipo di periferica. Non è il primo gioco con una simile implementazione, nell’ambito delle simulazioni di volo il buon Ultrawings ha aperto le danze, ma di certo ne rappresenta la vetta in termini di efficacia ed integrazione. La configurabilità di abitacolo e comandi non è puramente estetica, dovrete cercare di far coincidere sedile e punto di appoggio della cloche – che sia il vostro tavolo o il ginocchio – con quello virtuale perché se vorrete il giusto controllo, non dovrete semplicemente agitare le mani in aria ma dovrete contare su un appoggio su cui fare perno. Se la vostra opinione è che, possedendo già un sistema HOTAS, sia tutta fatica sprecata va considerato che VTOL VR non si pone in concorrenza con i tanti eccellenti simulatori sul mercato che già fanno questo; d’altro canto usare tutti gli strumenti con le proprie mani è fonte di grande soddisfazione, e banalmente il gioco può essere fruito anche da chi non possiede tale periferica, con un livello di approssimazione di molte misure superiore all’uso di un comune pad.

Veniamo ora a note non dolenti ma comunque perfettibili, di cui tenere conto nel caso di un eventuale acquisto. Il gioco include al momento cinque missioni e tre tutorial; curiosamente, i tutorial non spiegano tutto ciò che serve sapere per finire le missioni, infatti prima dell’ultima patch (che include il terzo tutorial su decollo ed atterraggio verticale) in tanti si sono sfracellati su grattacieli o parcheggi tentando le missioni relative, e se non si è riuscito a fare questo immaginatevi un rifornimento in volo. Ora come ora, parte del divertimento è proprio cercare di capire come fare cosa, ma se cercate invece un gioco rifinito che vi spieghi tutto nel dettaglio non è il prodotto idoneo. Tecnicamente il gioco è essenziale, cosa ben visibile anche nelle immagini e nel video, con superfici slavate ed elementi geometrici molto netti. C’è da dire che raramente tali sorgenti sono attendibili riguardo all’esperienza virtuale, ed in effetti l’ottima scala e la plancia interattiva favoriscono un ottimo livello di coinvolgimento, ma resta un titolo che difficilmente farà della grafica il suo punto di forza. Al momento c’è un solo aereo, con un secondo in arrivo di tipo convenzionale (non a decollo verticale).

Comfort e implementazione

Tutti i simulatori di volo hanno potenzialmente dei problemi di comfort, ma VTOL è tra quelli più accessibili per una serie di motivi. Innanzitutto indosserete un casco nel gioco, operazione che va proprio fatta manualmente nel briefing, e l’area superiore del vostro campo visivo mostrerà l’estremità del casco rafforzando la struttura di riferimento. Il cruscotto è molto ampio e la superficie vetrata non particolarmente estesa, quindi la quantità di movimento percepita nella visuale periferica è modesta. Inoltre, diciamolo pure, il vostro aereo VTOL paga il decollo verticale con una minore manegevolezza, cosa che attenua anche le sollecitazioni relative. Attenzione ad alcuni elementi ancora da sistemare, tipo l’espulsione del pilota che con poca sorpresa risulterà oltremodo estrema. La grafica è spartana ma leggera. Tutto ciò che è esterno al volo vero e proprio appare provvisorio a dir poco.

Conclusioni

VTOL VR nasce con una idea, e l’implementazione di questa idea è brillante: nonostante i dubbi, e gli esperimenti non proprio riusciti condotti in altri contesti, dimostra con eloquenza che una interfaccia del tutto virtuale si può fare, mantenendo l’esperienza soddisfacente e non priva di profondità. Questo fa tanto nel rendere VTOL VR un titolo fresco, laddove i simulatori in realtà virtuale sono un dato di fatto più che una novità. D’altro canto il gioco non è nemmeno vicino all’essere completo, e certo risulta più bello da giocare che da guardare. Che è già tanto, visto che di sostanza c’è un gran bisogno oggigiorno.