Transpose: recensione e videorecensione

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Introduzione

Sebbene tendano a non riscuotere particolare successo nell’ambito della realtà virtuale, i rompicapo disponibili sono numerosi e talvolta di ottima fattura. Transpose si colloca esattamente in questo filone, con degli enigmi in prima persona sulla falsariga di Portal che vedono in The Talos Principle il suo maggiore esponente per VR, un titolo lungo, profondo ed ottimamente adattato a questo formato. Il titolo di Secret Location non mira così in alto, ma ha una sua ragione d’essere per l’interessante caratterizzazione e la natura dei problemi da risolvere.

Il gioco

Transpose è un titolo cervellotico, se siete dei giocatori che si scoraggiano subito – cosa a dire il vero inconciliabile con il genere – questo non è il titolo per voi. Composto da tre mondi, usa l’intero primo come una sorta di lungo tutorial, poiché tende a sembrare più semplice di quanto non sia in realtà. Il cuore pulsante di Transpose è la creazione di linee temporali simultanee, ovvero nell’eseguire più volte operazioni in sequenza con la finalità di creare una sorta di squadra di se stessi. Più facile a farsi che a dirsi, l’idea non è inedita tra i rompicapo e lo stesso Talos Principle la adotta in alcuni livelli avanzati. Tuttavia in questo caso il concetto è stato ulteriormente approfondito, se non troverete particolari ostacoli di tipo logistico ne’ livelli intricati, di certo vi imbatterete in interruttori remoti e strapiombi che vi impediranno il successo senza il già menzionato gioco di squadra, con azioni sincronizzate da registrare l’una sull’altra come in un multitraccia.

Lo stile grafico è astratto ed essenziale, una sorta di Rez leggermente meno ispirato, con rilassanti musiche d’atmosfera che si sposano bene con l’atmosfera irreale della produzione. Avrete alcuni comandi dislocati negli avambracci destro e sinistro, per richiamare le linee temporali registrate o per accelerarle, ma l’interfaccia risulta criptica perché richiamando quanto già menzionato tende ad esibire una semplicità di facciata che non spiega la complessità di fondo, lasciando dubbi che colmerete solo per tentativi ed errori nella prima ora di gioco. Il gioco supporta sia il teletrasporto, che sarà indispensabile per gli spostamenti tra le piattaforme, che il movimento fluido inserito più per ovviare alle inevitabili richieste che per effettiva necessità dell’infrastruttura del gameplay. Manca il movimento riferito al controller ma è presente un tunnel del campo visivo regolabile, cosa indispensabile per i più sensibili perché ci saranno occasionali enigmi su piattaforme mobili non ovviabili dal teletrasporto. Da menzionare la localizzazione del testo in più lingue, inclusa la nostra.

Conclusioni

Transpose è un rompicapo di discreta fattura che piacerà ai giocatori più pazienti, basato sulla registrazione di linee temporali sovrapposte. Una trentina di livelli su tre mondi di difficoltà crescente garantiranno una sufficiente longevità alla produzione, che soffre più per una interfaccia poco intuitiva che per l’effettiva mancanza di contenuti. Un acquisto da tenere in considerazione per gli amanti del genere.

 




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