The American Dream – recensione e video recensione (PCVR/PSVR)

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La problematica legata al libero possesso delle armi da fuoco negli Stati Uniti rimane tutt’ora un argomento centrale nel discorso legato alle libertà individuali. Se da una parte è semplice ammettere che il loro possesso porti soltanto a risultati negativi, dall’altra è oramai quasi impossibile sradicare dall’identità americana una necessità legata non solo al piano della presunta difesa personale, ma anche a quello del sistema economico nazionale. The American Dream, degli australiani Samurai Punk, tenta di satirizzare su questa dolorosa questione attraverso la dark comedy, restituendoci però un titolo VR decisamente fuori fuoco.

The American Dream è letteralmente un lungo giro di giostra di tre ore, in cui assisteremo ad un percorso che parte dall’infanzia e finisce negli ultimi anni della vita del nostro protagonista. Viaggiando automaticamente tra uno stage e l’altro andremo quindi ad affrontare in chiave parossistica i passi che contraddistinguono la crescita dell’americano modello, con una contestualizzazione legata principalmente al secondo dopoguerra e affrontando le varie sfaccettature del sogno americano.

Quello che dovremo fare dal nostro sedile sarà interagire con gli elementi dello scenario esclusivamente attraverso l’utilizzo delle armi, che ci verranno consegnate all’inizio del livello e che andranno a sostituire fin da subito le nostre mani. Bussare alla porta, chiamare il cameriere e riordinare la stanza saranno tutte attività a cui potremo adempire soltanto attraverso una pistola automatica o un fucile d’assalto; l’importante è completare i compiti assegnati premendo quel maledetto grilletto.

Il tutto è poi accompagnato dalla voce di un narratore che ci parlerà attraverso un cane di plastica onnipresente, sempre attento a sottolineare questo o quell’elemento a schermo su cui il gioco ha bisogno di attirare la nostra attenzione.

Se l’idea risulta interessante e senza dubbio nobile, sia il discorso che la messa in pratica si rivelano decisamente poco in linea con le intenzioni.
Sul fronte del gameplay non faremo altro che puntare un obiettivo e sparare, che sia per l’appunto un cassetto da chiudere o una cornacchia che vuole rubarci il pranzo. Ogni tanto non mancherà qualche guizzo in grado di regalarci un’amara risata, ma la noia sarà costantemente dietro ad ogni angolo, pronta ad assalirci tra un monologo di dieci minuti ed una sparatoria prolissa e poco divertente.

Se l’intento di Samurai Punk fosse stato quello di non far divertire il giocatore ma raccontare qualcosa di importante avrei comunque apprezzato, ma non è questo il caso poiché l’altro grosso problema di The American Dream è proprio legato al suo contenuto. Tesi e storytelling si rivelano terribilmente banali, incapaci di dare una chiave di lettura contemporanea ad un problema che l’America si porta dietro fin dalle sue origini, e dimostrando un’incapacità fondo proprio nella scrittura satirica.
Di conseguenza, gli infiniti monologhi del narratore non solo spezzano un ritmo già inspiegabilmente dilatato, ma tolgono anche forza al concetto che sta alla base del prodotto.

È anche vero che quanto il titolo di Samurai Punk azzecca l’intuizione e fa miracolosamente centro, riesce effettivamente a dire qualcosa specialmente attraverso il gameplay, e di questo gliene va dato atto. Non sono molti momenti e sarà dura arrivarci senza che la palpebra cali almeno una volta, ma le buone intenzioni sono evidenti, e piuttosto che l’ennesimo wave-shooter con nulla da dire, vada per un esperimento fallimentare.

Poco da dire invece sul comparto tecnico, figlio del budget evidentemente risicato, ma incapace di proporre un immaginario personale o quantomeno piacevole. Buono invece il comparto sonoro, minato però da una scrittura eccessivamente verbosa e che gira fondamentalmente a vuoto.
Sempre riguardo agli aspetti più tecnici, ho inoltre riscontrato una discreta quantità di bug che mi hanno costretto un paio di volte a riavviare lo stage; che per un prodotto su binari non è sicuramente un grande punto a favore.

The American Dream è un videogioco satirico come difficilmente ne vediamo, e solo per questo motivo meriterebbe almeno la sufficienza. È tuttavia innegabile come la macchina messa in piedi dai ragazzi di Melbourne fatichi a funzionare, e si inceppi fin dai primi minuti a causa di una realizzazione superficiale ed una scrittura eccessivamente ingenua. Qualunque persona con un minimo di intelletto riconosce che l’America ha un grosso problema, questo non è uno dei metodi né per contribuire, né per dire qualcosa a riguardo.

The American Dream è disponibile dal 14 Marzo 2018 su Steam, Playstation Store e Oculus Store al prezzo di 19,99€. Compatibile con HTC Vive, Oculus Rift, Valve Index, Playstation VR e Playstation Move.