Squingle | la recensione | Oculus Quest, PCVR

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Giocato su Oculus Quest 2 in Air Link

Quando un autore vero si tuffa nel mondo della realtà virtuale, solitamente lo percepisco a migliaia di chilometri di distanza. È questo il caso di Ben Outram, che mi aveva stregato qualche settimana fa con la demo di Squingle, un puzzle game spuntato in sordina durante lo Steam Next Fest, e che era diventato – di punto in bianco – il mio personale titolo VR più atteso della stagione. Andando ad informarmi, ho scoperto successivamente che il buon Ben non solo non è nuovo alla realtà virtuale, ma con il suo progetto precedente, Crystal Vibes, aveva partecipato tre anni fa al Sundance, nella sezione New Frontier. Ora: psichedelia portami via, un artista che fa ricerca nel nostro linguaggio preferito ed un’uscita imminente su PC e Oculus Quest non potevano essere gli ingredienti migliori per questa estate all’insegna della realtà virtuale. Scopriamo quindi insieme come se la cava il prodotto finito sui nostri caschetti casalinghi.

Squingle è un titolo dal concept così semplice, che è quasi assurdo che nessuno l’avesse ancora fatto. Quello che dovremo fare è presto detto: portare una pallina, attorno alla quale ne gravita un’altra, fino al punto d’uscita, raccogliendo quanti più collezionabili possibile ed evitando gli ostacoli. Se avete giocato Half Life: Alyx, e voglio sperare che l’abbiate fatto, pensate a Squingle come una sorta di versione estesa del minigioco delle serrature che vi siete trovati a completare decine e decine di volte; soltanto molto più bello da vedere, entusiasmante da giocare, e stimolante sul fronte più spiccatamente intellettivo.

Se la meccanica base di gameplay non è certamente l’elemento più originale dell’industria del gaming contemporaneo, l’esecuzione della stessa e il contesto audiovisivo, in realtà, lo sono. Quasi come fosse un Rez ancora più psichedelico, Squingle ci butta dentro ad ambienti colorati e stranianti, caratterizzati da labirinti semi trasparenti che svelano forme aliene e drogate, al contempo aggraziate ma destabilizzanti. Il solo lavoro estetico, che lascia spazio anche a micro dettagli sul fronte delle animazioni – addirittura al livello di Paper Beast – vale senza ombra di dubbio l’intero prezzo del biglietto, risultando una delle cose più affascinanti e originali mai viste nel mondo del videogioco in realtà virtuale.

Anche la musica, che ricalca un po’ il gusto trance e minimale del sopracitato Tetsuya Mizoguchi, contribuisce a creare un immaginario unico e inimitabile, che farà la gioia di chi dalla VR cerca soprattutto esperienze fuori dal comune.

Come se non bastasse, in Squingle non è soltanto la forma a funzionare meravigliosamente, ma anche – e soprattutto – il suo game design. La meccanica è sì semplice, ma arricchita da finezze nel level design che fanno impallidire alcuni dei più importanti studi AAA che hanno provato, fallendo, ad esplorare il linguaggio. Il lavoro sulle tempistiche, sui cambi di direzione repentini, sui checkpoint: tutto in Squingle è così raffinato che risulta letteralmente ridicolo che un prodotto come questo, su Oculus Quest, sia uscito su app lab e non sullo store ufficiale.

A tal proposito, ho provato entrambe le versioni del prodotto, concentrandomi specialmente sulla versione PCVR, la più ricca dal punto di vista visivo. La versione Steam VR stupisce per un’ottima risoluzione e un lavoro magistrale su superfici e illuminazione, pur mostrando un po’ il fianco su alcuni degli sfondi predefiniti, affascinanti ma spesso un po’ poveri sul fronte della risoluzione. Anche su Quest la situazione è più che buona, e nonostante non si arrivi alla pulizia proposta dalla versione PC, il prodotto si lascia giocare serenamente anche su standalone.

Non abbiamo però ancora parlato di una cosa importante: il contesto narrativo. Pur essendo un “semplice” puzzle game, Squingle mantiene però un’anima profondamente comunicativa. Non solo gameplay e design, l’opera di Ben Outram ha anche una storia da raccontare, ed è la storia della nascita dell’universo. Mica bazzecole, Squingle punta – in modo chiaramente estremamente onirico e astratto – a raccontare anche il grande schema delle cose, guidandoci, puzzle dopo puzzle, nella nascita dell’universo e il percorso dell’essere umano. Questo avviene fondamentalmente, oltre che con la narrativa ambientale, anche attraverso dei brevi confronti che dividono i macro-stage, con una sorta di dea onnisciente che andrà a rivelarci alcuni elementi chiave della narrativa di Squingle. È tutto molto aperto, a tratti Lynchano, ma risulta senza dubbio una scelta efficace nell’economia del game design.

Game design che non si limita a restituirci stellette a seconda della velocità di esecuzione e della raccolta dei collezionabili, ma che ci mette anche a confronto con gli altri giocatori attraverso una leaderboard globale, che potrà essere influenzata da altri due elementi propri del gioco. Il primo è la possibilità di velocizzare tutto ciò che si muove all’interno del livello, sfere comprese, rendendo il tutto più difficile ma anche stimolante; il secondo è una modalità roomscale che sfrutta lo spazio di gioco in maniera molto più estesa, e che risulta una buona alternativa alla fruizione classica del prodotto.

Sul fronte della longevità, come tutti i prodotti basati sugli score, dipende tutto dalla sensibilità del singolo giocatore e della singola giocatrice. C’è da dire che, fortunatamente, chi preferisce iniziare e chiudere un gioco a prescindere dai punteggi, può comunque godersi serenamente una campagna composta da circa cento livelli, della durata complessiva di due, tre ore circa: un ottimo compromesso per un puzzle game che ne ha davvero per tutti i gusti.

Squingle è un prodotto atipico quanto meraviglioso: uno dei prodotti più belli che ho giocato durante l’ultimo anno di realtà virtuale, che finisce di diritto nel mio olimpo personale, insieme a pesi massimi come Rez Infinite, Thumper e Tetris Effect. L’immaginario, il gameplay e la musica sono tutti elementi che rendono l’opera di Ben Outram un’esperienza unica nel suo genere, riservata prevalentemente a chi cerca esperienze dalla sensibilità più artistica, ma che può soddisfare anche chi cerca semplicemente un buon puzzle game. Se siete anche lontanamente interessati al titolo vi consiglio fortemente il suo acquisto, è decisamente avanti a tutto quello che è uscito recentemente sia su Steam VR che sullo store ufficiale di Oculus Quest.

Squingle è disponibile dal 15 Luglio 2021 su Oculus Store (via app lab) e su Steam, compatibile con Oculus Rift, HTC Vive, Valve Index e WMR.



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