Skytropolis: la recensione

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Introduzione

SimCity è un titolo che va per i trent’anni (1989) ma anche un classico senza tempo, che ha accompagnato tutte le ere videoludiche con mille rivisitazioni. Ci sono stati alcuni esperimenti in questo senso per realtà virtuale, ma nulla di particolarmente brillante ne’ sofisticato. Skytropolis si innesta esattamente in questo segmento, proponendo però una prospettiva leggermente differente: non simulerà una intera città ma un singolo grattacielo con l’ecosistema in esso contenuto.

Il gioco

Se credete che all’interno di un grattacielo vi sia meno complessità della tipica cittadina da gestionale, vi sbagliate di grosso: piano dopo piano, la quantità di edifici e strade che dovrete tirare su sarà cospicua. Ci sono tuttavia delle semplificazioni rispetto al tipico gestionale cittadino, in quanto non dovrete aver a che fare col traffico, con i servizi comunali e con le calamità naturali. Ma non per questo sarete scevri da grattacapi: ogni operazione costerà del denaro, e come provetti impresari avrete i conti da far quadrare. Il numero di residenti e le strutture presenti faranno fruttare soldi, ma genereranno nuove esigenze ovvero ulteriori spese o potenziale malcontento, nel difficile tentativo di creare un grattacielo vivibile ma non troppo costoso. Il livello di soddisfazione della cittadinanza si esprimerà attraverso quattro parametri principali: spazi abitativi, servizi commerciali, strutture per il tempo libero ed accoglienza turistica. Potrete indebitarvi ma ciò vi costerà interessi, mentre gli introiti vi verranno accreditati alla fine di ogni ciclo temporale. Molto opportunamente potrete intervenire sulla velocità di gioco per accelerare o rallentare la durata del ciclo economico.

Nonostante la grafica appaia spartana, Skytropolis alla prova dei fatti risulta competentemente realizzato. La scala è buona e risalta in realtà virtuale più di quanto non faccia nelle immagini statiche. Inoltre i grattacieli possono essere tirati su piano dopo piano includendo un numero davvero elevato di strutture, divenendo una sorta di metropoli multistrato. La costruzione avverrà accostando le tessere alla stregua di un puzzle, e tali tessere verranno pescate da un ventaglio non metaforico ma reale di possibilità, con decine di varianti per ogni tipologia e future espansioni via Steam Workshop. Come già citato, ogni singola costruzione ha le sue specificità ed il suo costo. Il lato creativo è molto forte in Skytropolis in quanto l’innato divertimento di costruire a mo’ di Lego vivacizza il gameplay, offrendo notevole libertà di azione al giocatore.

Comfort e implementazione

Skytropolis sfrutta bene la realtà virtuale, sebbene supporti anche il gioco via monitor. Se disporrete di un tracciamento roomscale, tenere la struttura al centro e camminargli attorno per lavorarci è comodo ed intuitivo. Buona anche l’interfaccia, un po’ anonimo il sonoro.

Conclusioni

Skytropolis propone una variante edile del tipico gestionale alla SimCity, con maggiore enfasi nella creatività nella costruzione ed una parziale riduzione dei parametri di cui tenere conto. Competente la realizzazione tecnica ed il supporto di roomscale e controller tracciati. Non esercita il tipico magnetismo di un gestionale cittadino di alto livello, ma considerato lo standard dei titoli similari per realtà virtuale è probabilmente il migliore nel suo genere.