Introduzione

Avrete spesso sentito quanto poco rappresentative siano le immagini bidimensionali per intuire ciò che in realtà virtuale vi si parerà davanti. Sebbene il concetto sia corretto, e il più delle volte a vantaggio del VR anche se non sempre, ci sono applicazioni ed applicazioni. Scanner Sombre è forse l’esempio più estremo che mi sia capitato di vedere, non solo gli screenshot non hanno alcun senso ma anche giocandoci con il monitor, pratica indubbiamente piacevole, non si coglie che uno spillo della sua vera natura: un mondo oscuro che si illumina e colora, singoli punti ognuno dei quali con una precisa coordinata nello spazio, che la parallasse della visione stereoscopica ma soprattutto la piena libertà di muoversi con le proprie gambe rende vitali.

Il gioco

La storia narra di uno speleologo che, ossessionato dallo studio di antichissime cave nelle profondità della roccia, vi si reca per scoprirne il mistero dalle tante leggende. Cosa più unica che rara, il gioco è localizzato in varie lingue tra cui l’Italiano. Queste caverne sono così profonde che non vi è modo di comunicare con l’esterno ne’ ottenere alcun tipo di aiuto, sarete soli nella totale oscurità. Entrambi gli status sono resi magnificamente in VR, non è facile orientarsi e ciò genera una certa apprensione, anche se mitigata dalla grande poesia delle immagini che si verranno a generare. Anche l’audio minimalista fa la sua parte, con pochi ma decisivi contributi di alto livello.

Con il vostro scanner in mano, potrete puntarlo in qualsiasi direzione, e in base al vettore del getto i punti di contatto acquisteranno una posizione stabile e un colore dipendente dalla temperatura. Con questo intendo dire che il mondo di Scanner Sombre non va solo “colorato”, a seconda di come punteremo il dispositivo avremo risultati diversi, e più pazienti saremo più bello sarà il risultato. Se il nostro unico scopo sarà quello di finire il gioco in tempi rapidi trovando l’uscita, cosa che ahimè può essere fatta in un oretta, veloci pennellate con lo scanner saranno sufficienti a capire dove andare. Se invece ci tratterremo più a lungo scansionando e riempendo le superfici, è facile rendersi conto che ogni parete rocciosa, ogni stalagmite, ogni rovina è profondamente diversa e misteriosa. Il prezzo di vendita riflette la brevità di questa ardita sperimentazione, che probabilmente includerete nel vostro repertorio di applicazioni VR da far provare agli amici.

Comfort e implementazione

Il gioco è ben fatto, l’interfaccia quasi assente si adatta efficacemente all’uso in realtà virtuale. Gira piuttosto veloce, è preimpostato con il dettaglio alto ma calando un poco (o sopportando occasionale reproiezione) è possibile giocarci fluidamente anche con la configurazione base. L’unico sistema di locomozione presente è il teletrasporto, che si adatta molto bene allo stile di gioco riflessivo, e beneficia non poco di un eventuale spazio di camminata in stanza per contemplare e contornare le pareti con lo scanner. Rimane supportato il pad mutuato dalla versione per monitor, senza escludere la possibilità che ulteriori opzioni siano aggiunte in seguito. Occasionali bug nel reparto sonoro, di cui ci sono vari riscontri nel forum, attendiamo una patch risolutiva.

Conclusioni

Progetto originale e catartico, Scanner Sombre induce meraviglia nel giocatore ed un profondo senso di immedesimazione. Vedere la realtà in altro modo, con un mondo oscuro che si disvela scanner alla mano, è una esperienza unica. La brevità è ben mitigata dal prezzo, specie considerando il livello della produzione, e può essere dilatata affrontando il gioco con il giusto spirito ovvero con gli occhi di un esploratore avido di conoscenza, senza fretta di trovare l’uscita. Anche perché più a lungo userete lo scanner, più bella e nitida la cava risulterà. Grande idea e gran gioco.