Reboant Endless Dawn: la recensione

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Introduzione

Abbiamo già parlato estensivamente di Reboant in una precedente recensione, con una opinione ammirata ma contraddittoria per un lancio quasi incomprensibile. Per la cronaca il gioco da noi trattato è stato solo in seguito rinominato in “Reboant Demo”, a suo tempo pareva un titolo completo anche se dal prezzo simbolico. Al che, voi direte, ora con Endless Dawn si farà finalmente sul serio… invece no, è anche questa una demo ma più lunga. Il prezzo inizia a somigliare a quello di un gioco completo, anche se vista l’elevata qualità tecnica dubito che costerà solo 16 euro quando sarà finito. Ma chi può dirlo, con Darklord (il team a capo del progetto) le sorprese e i colpi di scena non mancano mai.

Il gioco

Dato che il gioco è stato più volte trattato nelle nostre pagine, vorrei evitare una lunga descrizione che ahimè temo di dover fare una volta ancora in un prossimo futuro. In breve, si tratta di un titolo fortemente ispirato a Gears of War: voi impersonerete un marine impiegato in una missione di assalto in un pianeta ostile. Anche qui la descrizione presente nella pagina Steam è contraddittoria, è taggato come GDR quando non ha assolutamente nulla di ruolistico, per dirne una al momento ha una singola arma e non c’è alcun tipo di crescita ne’ di libertà esplorativa visto che gli eventi sono tutti scriptati. Tuttavia, ed è un tuttavia bello grosso, è tra le migliori grafiche viste in realtà virtuale, anni luce avanti la tipica realizzazione indipendente a cui siamo tristemente rassegnati. Lo era anche nella scorsa “demo” ma c’erano enormi problemi di prestazioni, che sono qui stati integralmente risolti, con il dettaglio su low il sampling è basso ma gira fluidissimo anche con i requisiti base con una grafica di grande effetto.

Una menzione da sottolineare è quella che tutti i proprietari della precedente versione, dal costo di soli 99 centesimi, potranno richiedere per un lasso di tempo questo nuovo episodio in modo del tutto gratuito (tutte le informazioni in questa pagina). Se come suggerito a suo tempo avevate provveduto, avvaletevi di questa possibilità dato che pur essendo sempre una demo, questa possiede un livello di pulizia nettamente superiore e lascia presagire grandi cose per il futuro, con la speranza di un aggiornamento gratuito.

Comfort e implementazione

Abbiamo già menzionato l’eccellente impianto tecnico, anche il sistema di movimento risulta notevole con un rampino che mischia elementi del teletrasporto ad arco col dash teleport alla Raw Data. Molto comodo e spettacolare a usarsi, anche se non dubito che i fondamentalisti del movimento fluido avranno le loro rimostranze, sebbene qui l’orografia dei livelli ruoti attorno a dei nodi specifici da attraversare e con situazioni di battaglia sempre basate su postazioni statiche. Anche l’audio è di buon livello; di grande effetto ma alla lunga fastidioso per gli occhi l’effetto distorsione delle immagini (con tanto di aberrazioni cromatiche volontarie) di cui si fa un uso esteso nelle situazioni di trance, utilizzate nei frangenti narrativi.

Conclusioni

Come già citato nell’introduzione, con Darklord non ci si annoia mai. Infatti non so quale giudizio dare per Reboant Endless Dawn: fosse un gioco completo sarebbe da acquistare immediatamente ad un prezzo presumibilmente ben superiore a quello attuale di listino. Tuttavia per una demo, e questo è il secondo titolo che pubblicano quale completo che poi si rivela tale, son parecchi soldi. Con un minimo di comunicazione, avvisando gli acquirenti che possiede il solo primo capitolo e che chi li supporterà oggi avrà il gioco completo  domani, ritengo sia meritevole di sostegno quanto e più di altre cose viste per realtà virtuale. Ma, ed è un ma grosso quanto una casa, non possiamo fare noi le relazioni pubbliche per loro speculando sull’ignoto futuro di Reboant. Il fatto che lo stiano regalando a chi lo ha acquistato per soli 99 centesimi in precedenza è un gesto generoso, che cerca di rimediare ad alcuni errori commessi in passato facendone purtroppo di nuovi. Disturbo bipolare a parte, questo è un signor progetto che merita di essere ultimato, magari trovando un editore che sappia promuoverlo e lo protegga dal marketing suicida che da sempre lo contraddistingue.