Poker Show VR: la recensione

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Introduzione

C’è qualcosa che non torna nell’intera vicenda: la fantasia maschile tende a correre veloce, ogni qual volta l’immagine o anche solo l’idea di una donna discinta si materializza nel cervello. Ma la parola magica “Steam” funge da secchiata gelida, è un servizio di distribuzione rispettabile, potrà mai soddisfare i più laidi istinti goderecci? Ovviamente no: dieci minuti di pubblicità televisiva tra intimo, pomate e automobili – i cui spot si fa una certa fatica a distinguere – mostreranno porzioni sensibilmente superiori di corpo femminile ed in genere di licenziosità, le tre modelle di Poker Show sono più dignitose della presentatrice media di talk show ed assai meno inclini a mostrare gambe e scollature.

Il gioco

Dopo avervi rovinato la giornata con delle spogliarelliste pudiche, una buona notizia: Poker Show VR è effettivamente un videogioco, più che un mero pretesto, ha pieno titolo di essere venduto su Steam. Se non fosse per un paio di elementi che a breve elencherò sarebbe anche piuttosto buono, in quanto attinge in modo competente alla tradizione e presenta achievements e contenuti da sbloccare. Esiste una tradizione videoludica nel genere degli strip poker? Assolutamente si, ed è precedente alla effettiva possibilità tecnica di visualizzare fotografie a video; se non siete vecchi abbastanza da potervi ricordare, andatevi a cercare Samantha Fox Strip Poker del 1986 (colonna sonora di Rob Hubbard, il compositore, mi prostro in segno di deferenza) e ditemi se in quella retinatura bianco e nero riuscirete a identificare qualcosa.

Il cuore del discorso è che sia l’idea di vincere al poker una fugace sbirciata a dare senso a questo tipo di intrattenimento, non ciò che si vede nello specifico. Siamo una generazione che ha tre dispositivi in grado di navigare su internet nel raggio di cinque metri, in pochi istanti possiamo accedere a qualsiasi immagine o filmato, perché acquistare Poker Show VR? Per l’ammiccamento. Avete capito bene, le tre modelle che dall’accento direi provenire dall’est ammiccano durante il gioco. O meglio, la prima è piuttosto abile nello sfoderare sorrisi intriganti e compici, le altre assai meno e questo è in effetti un vero peccato. Per ammiccare intendo che durante la partita, a seconda della mano, delle carte, di vittoria o sconfitta e – ovviamente – del livello di svestizione raggiunto ogni ragazza assume espressioni differenti, cosa che stimola una certa empatia e che a parere di chi vi scrive rappresenta il meglio che il gioco ha da offrire.

Dal punto di vista ludico, ci sono tre personaggi affrontabili. Per procedere al successivo è necessario sconfiggere quello precedente, ed ogni personaggio ha diversi livelli di difficoltà. Difficilmente la strategia del poker ha ascendente qui, le carte sembrano venire giù con percentuali di probabilità strettamente correlate al livello di difficoltà, per fare in modo che non si arrivi troppo presto alla modella in lingerie (una partita dura in media una mezz’ora). Le musiche sono di ottima qualità e il titolo è localizzato in varie lingue, incluso l’italiano.

Comfort e implementazione

Ho preannunciato degli elementi deboli nella produzione, che raccoglierò in blocco in questo paragrafo. Il primo problema è la qualità del video, le immagini appaiono poco definite, la scala scorretta (giocato con il Vive) con ragazze enormi, nonché un valore esagerato di separazione stereoscopica che mi ha procurato un certo affaticamento visivo che ha negativamente influito sul comfort d’utilizzo. Il secondo problema è che il gioco richiede un pad, niente tracciamento delle mani, cosa che pure sarebbe molto più intuitiva di muovere il cursore con la croce direzionale. L’impressione generale è quella di un gioco per cellulare portato sul PC.

Conclusioni

Poker Show VR è un dignitoso strip poker virtuale, dai contenuti soft (niente nudi o seni scoperti) e dal buon gusto generale. La mia unica critica è relativa all’aspetto tecnico, era lecito pretendere sia il supporto dell’handtracking che una maggiore risoluzione del video, perché i contenuti sono invece di buona fattura. Forse non sarà necessario mandare a letto i figli, se solo avessero inserito modelli maschili la moglie avrebbe potuto aiutarci negli achievements. O viceversa, il mondo è bello perché è vario.