Pathcraft | la recensione | Meta Quest 2

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Giocato su Meta Quest 2

Fermi! Lo so che volete saltare questa recensione perché questo vi sembra un videogioco per bambini, e so che volete il realismo, il graficone, Playstation VR2, eccetera, eccetera; ma state buoni tre minuti, perché Pathcraft, che viene pubblicato oggi su Meta Quest 2 da Vertigo Games, non è quello che sembra. Avevo già provato il titolo di Devilcow qualche mese fa alla Gamescom di Colonia, e mi aveva piacevolmente colpito nel rivelarsi un puzzle-game dritto, con l’aspetto di un gioco per bambini, ma mai mi sarei immaginato un prodotto diabolico com’è – a tutti gli effetti – il nuovo arrivato su Meta Quest.

Pathcraft è fondamentalmente Lemmings. All’interno di scenari composti da cubotti volanti, il nostro obiettivo è quello di far raccogliere ai personaggi tutte le batterie nel minor numero di mosse, e – possibilmente – senza morire. Attraverso le nostre mani andremo quindi a spostare degli specifici cubi di legno, cercando di indirizzare il percorso dei nostri protagonisti verso la pista più corretta. I problemi però sono due: non esiste un’unica strada giusta, e la velocità con cui dovremo coordinare ragionamento e mani è davvero fuori di testa.

Ora, può essere che un bambino di dieci anni – che sembra proprio il target di Pathcraft – abituato ad anni di Minecraft e Fortnite sia molto più sveglio e coordinato di me, ma il titolo di Devilcow mi ha dato veramente tanto filo da torcere, oltre ad avermi stimolato come solo i migliori puzzle game riescono a fare. Di contro, alcune meccaniche che si aggiungono alla prima che ho descritto, rischiano di diventare davvero troppo ostiche e arzigogolate nel corso della cinquantina di livelli che compongono l’offerta ludica, rischiando di perdere qualcuno tradafacendo.

In realtà, i quattro mondi di gioco presenti nella story mode non sono decisamente l’unica cosa da fare. Oltre alla possibilità di personalizzare il nostro personaggio, cambiandogli colore della pelle o acquistando con la valuta in game altri vestiti, è anche possibile cimentarsi nella modalità editor. Attraverso quest’ultima sarà possibile creare i livelli da zero, o partecipare ai livelli della community; un po’ come in Mario Maker, o com’era già successo con Dreams qualche anno fa su PSVR. Una possibilità davvero gradita, che riuscirà a tenere impegnati i giocatori con la passione per il level design grazie a un tool valido e straordinariamente profondo.

Nonostante un primo impatto apparentemente infantile, Pathcraft è anche molto bello da vedere, grazie a uno stile che si rifà un po’ a Little Big Planet, e a tutto quel mondo fatto di cartone e cartoncino che associamo superficialmente al mondo creativo. Solido, pulito e piacevolissimo, al contrario di un accompagnamento sonoro a volte un po’ troppo pedante e ripetitivo.

Pathcraft è un titolo all’apparenza semplice ma in realtà stratificato e complesso, che offre un livello di sfida ragguardevole e che potrebbe piacere sia agli adulti che ai bambini, a patto di non cercar sempre il Green Hell VR di turno. Un prodotto bizzarro, che sono curioso di vedere dove andrà soprattutto nella sua modalità editor, e se sarà capace di trovare un suo pubblico nel tempo. Peccato per qualche meccanica troppo complessa, che sbilancia un po’ un ritmo che fino alla seconda parte portava alla risoluzione degli enigmi attraverso il giusto numero di try.

Pathcraft è disponibile dal 19 gennaio 2023 al prezzo di 11,99€

 




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