Party Pumper – la recensione della versione Early Access (PCVR)

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Giocato su Oculus Rift S

Dopo Bullet Roulette i russi della Fibrum si fanno risentire a ritmo di musica techno elettronica con il loro nuovo titolo Party Pumper. Veniamo catapultati subito in un menu che ricorda la scrivania di uno dei protagonisti di The Island, film del 2005 diretto da Michael Bay, unito ad un pizzico di Minority Report.

La cosa che subito salta all’occhio, e a mio parere infastidisce non poco, è che in un gioco incentrato sulla figura del DJ – e più precisamente sulla musica – nelle opzioni audio è presente solo il comando audio per la modifica del volume da zero a cento. Capisco che la musica sia già ottimizzata, ma in moltissimi giochi di altre categorie, tra cui anche puzzle game, c’è molta più personalizzazione. A parte questa precisazione, le altre sezioni riguardano la visuale e la scelta di due ambienti dove suonare su tre diverse difficoltà ( divise in facile, medio e difficile)

Allo start ci troveremo su un palco con la console frontale e un robottino a sinistra che ci farà da assistente. Il tutorial del gioco è ben fatto ma non molto lungo. Sui bordi della console una luce fa da metronomo per poter seguire il ritmo facilmente visto che dovremmo fare tutto seguendo le battute di 1/4. Lo scopo sarà quello di poggiare degli oggetti di varia forma geometrica sul tavolo di fronte a noi, rigorosamente a ritmo. Ogni forma rappresenta un tipo di suono, il quadrato ad esempio rappresenta i bassi. Si possono piazzare un massimo di 6 forme che si scaricano progressivamente e vanno sostituite buttando via le vecchie ingrigite. Facendo tutto bene si ha anche la possibilità di accedere a un pannello centrale che ricorda i buon vecchi loop di Virtual Dj. Oltre a questo, ci sarà da buttare giù dal palco qualche avventore che salirà a rovinare la festa, oltre che usare i gadget rilasciati dal nostro assistente. Come ultima meccanica, se effettuiamo una Combo eseguendo delle operazioni, ci verrà dato un grande quadrato da piazzare sul tavolo che esalterà la folla. Se sbagliamo troppo la folla si innervosirà lanciandoci roba e fischiando, mentre se faremo tutto bene e porteremo l’indicatore di esaltazione al cento per cento vinceremo automaticamente ed otterremo un punteggio più alto.

L’ambiente in sé per sé non è male, se avete giocato a Guitar Hero 3 troverete piacevoli somiglianze. Il problema e che, come in Guitar Hero 3, gioco uscito nel 2007, la grafica del pubblico che balla è davvero di scarsa qualità. Ci sono davvero poche persone, ripetute più volte, e a differenza degli effetti di gioco curati abbastanza bene, tutto il resto risulta al limite dell’accettabile. Avessero fatto qualcosa simile a Guitar Hero Live, dove a mio parere la grafica e la cura dei dettagli è davvero eccellente, avrebbero sicuramente avuto un riscontro più positivo. Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, non avrete un filo di incertezza sul fronte della fluidità.

Partendo dal parere più obiettivo, ci sono titoli anche gratis come The Wave che danno un immersione speciale sia a livello grafico che musicale, ed in cui si può persino suonare davanti ad altre persone connesse. Su TribeXR DJ School si ha invece a disposizione una console con cui poter mixare anche le proprie canzoni. Party Pumper ha un buon potenziale ma attualmente è scarno di contenuti, ci sono solo 2 ambienti, solo 6 simboli e l’interazione su di essi è limitata a posizionare nel momento giusto gli oggetti, buttarli quando consumati e ruotarli in alcuni casi. Sarebbe stato interessante combinarli insieme, modificare il filtro del suono, cambiare l’effetto e altre cose che ci si aspetta da un titolo dedicato alla musica remixata.

Avendo fatto il dj per diverso tempo nei miei vent’anni, giocare a questo titolo mi ha ricordato diverse volte quell’ambiente. Guardando Party Pumper non come videogioco ma come esperienza da rivivere vi assicuro che se vi piace il genere musicale non riuscirete a tenere fermo il bacino e le mani. Le musiche sono ben curate e difficilmente si noterà poca fluidità tra gli effetti dei suoni. Se utilizzate come me Oculus Rift S, mettendo tutto al massimo si ha comunque un volume medio basso, fattore che rovina un po’ l’esperienza. Quindi, se avete un buon impianto audio a casa o delle cuffie da mettere vicino al vostro visore, siete appassionati di musica elettronica e vi piace l’ambiente da rave Party Pumper vi regalerà qualche oretta di esaltazione.

Party Pumper è disponibile dal 21 Novembre 2019 su Steam al prezzo di 7,39€, compatibile con Oculus Rift, Valve Index, HTC Vive e WMR.