No Heroes Allowed! VR – recensione e video recensione (PSVR)

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Chiunque abbia giocato quel capolavoro di Bullfrog che porta il nome di Dungeon Keeper sa bene quanto impersonare il maligno in lotta contro le forze del bene possa risultare soddisfacente. Fin dall’ultimo – vero – capitolo nel 1999, in molti hanno provato a replicare la formula del famoso RTS per PC in una miriade di salse diverse, dal simpatico Dungeons all’ottimo War for the Overworld, fino ad arrivare al mediocre Devil and the Fairy, uscito in esclusiva proprio per realtà virtuale. C’è però un’altra saga, molto meno conosciuta ma forte di una stretta ed appassionata nicchia di followers che porta il nome di No Heroes Allowed!. Nata su PSP e morta su PSVITA, la saga di Acquire vede finalmente la sua rinascita su Playstation VR, grazie all’aiuto dei sempre impeccabili Japan Studio e sotto la solita ala protettrice di Sony; vediamo come il malvagio protagonista Badman se la cava in realtà virtuale.

Se nei capitoli tradizionali il titolo ci costringeva a conquistare il castello nemico giocando esclusivamente all’interno di un dungeon sotterraneo, in No Heroes Allowed! VR saremo invece costretti a combattere le forze benevole sotto la luce del sole. Dall’interno dell’abitazione di Badman e sua figlia dovremo gestire le nostre unità su una miniatura del mondo di gioco posta su un tavolo di fronte a noi, ruotabile a trecentosessanta gradi ed interagibile soltanto attraverso il Dualshock 4.

A partire da una mappa che ci mostrerà i nostri progressi totali, andremo a selezionare gradualmente una delle quindici missioni disponibili nel mondo di gioco, sufficientemente differenti tra loro per level design e caratterizzazione visiva.

Le missioni avranno quasi sempre lo stesso obiettivo: distruggere il castello avversario posto dall’altro lato della mappa, evitando di far demolire la nostra torre incappando in un prematuro game over.
A nostra disposizione avremo ben sei unità differenti, da piazzare nell’area a noi disponibile, che potremo espandere proprio grazie al posizionamento delle unità, che andranno ad ampliare la zona da noi controllata. Una volta inseriti sulla mappa, non potremo inoltre indirizzare direttamente i nostri scagnozzi verso una posizione, ma saranno loro a decidere chi e quando ingaggiare a seconda del loro status; un po’ come in un bizzarro miscuglio tra uno strategico in tempo reale ed un Tower Defense.
Il nostro margine di controllo sui mostriciattoli starà semplicemente in due elementi: uno spostamento immediato di massimo cinque unità sempre all’interno della nostra area, ed una skill che concentrerà le nostre forze su una base nemica al costo di una certa quantità di mana.

Sembra complesso ma in realtà non lo è, o almeno fino a questo punto; la parte difficile sta nell’equilibrare l’ecosistema che regola la sopravvivenza delle creature. Ogni tipologia di unità avrà bisogno di un altro tipo di creatura per cibarsi e non morire dopo pochi secondi dal posizionamento sulla mappa; questo vuol dire che dovremo andare a creare una food-chain ragionevole man mano che andremo ad espandere il nostro dominio sul territorio, rendendoci molto più difficile la conquista del castello nemico.

Nonostante la meccanica sia molto interessante e non manchi certo di momenti esaltanti, progredendo con l’avventura si avvertirà però inevitabilmente un certo margine di casualità. Non sempre un insieme di azioni ragionate porteranno alla vittoria o all’annientamento di un raid nemico, ma in più di un’occasione capiterà di agire in modo un po’ casuale e vincere con una mossa oggettivamente poco adatta al contesto.

Poco male, poiché l’azione risulta comunque sempre divertente e sarà in grado di mantenere costantemente alta l’attenzione, ma è indubbio come alcune sezioni avrebbero necessitato di un maggior lavoro sul bilanciamento.

Visivamente l’opera di Acquire e Japan Studio risulta indubbiamente efficace, grazie ad una buona direzione artistica dall’impronta nipponica ed un lavoro egregio su palette cromatica e pulizia dell’immagine. È vero che sul fronte della complessità poligonale siamo sui livelli della generazione precedente, ma tutto sommato il colpo d’occhio risulta sempre piacevole, anche grazie ad un’innegabile frenesia del gameplay. Di contro il comparto audio non brilla per qualità, con un doppiaggio in inglese mediocre, supportato – tra l’altro – da dialoghi meta videoludici piuttosto irritanti. Da segnalare la mancanza di un adattamento italiano, ma grazie ad un tutorial lungo e preciso non sarà difficile interiorizzare le meccaniche base del gioco, per poi applicarle serenamente su tutti i livelli.

Sul fronte della longevità siamo messi piuttosto bene. Complice anche una difficoltà sopra la media, la campagna si potrà portare a termine in circa cinque ore, alla fine delle quali sarà ancora possibile potenziare le nostre unità e scovare tutti i segreti che si nascondono all’interno delle mappe già esplorate.

Di giochi strategici su Playstation VR ce ne sono davvero pochi e, nonostante sia compatibile solo con il Dualshock 4 ed abbia degli innegabili difetti, No Heroes Allowed! VR potrebbe per molti rivendicare il podio del genere. Nonostante risulti un po’ sbilanciato, il livello di sfida spinge il giocatore ad insistere con tutte le sue forze contro i benevoli poteri degli eroi, entrando in un piacevole loop di dipendenza che – nel genere – dimostra quanto sia efficace l’infrastruttura messa in piedi da Acquire. Non siamo chiaramente di fronte ad un nuovo Dungeon Keeper o ad un titolo fondamentale per tutti i possessori del caschetto di Sony, ma se vi piace il genere e la sensibilità giapponese è il vostro pane potreste trovarvi davanti una sorpresa davvero inaspettata.

No Heroes Allowed! VR è disponibile dal 17 Ottobre 2017 al prezzo di 29,99€ su Playstation Store, compatibile con Playstation VR e Dualshock 4.