Nevrosa: Spider Song – recensione e video recensione (PCVR)

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Dopo il buon Nevrosa: Escape, i ragazzi di GexagonVR decidono di continuare a lavorare sul franchise iniziato con Nevrosa: Prelude; proponendo un’altra introduzione a quello che sarà – a detta degli sviluppatori – il capitolo più ricco della serie.

Mi risulta davvero difficile parlare di questo nuovo Nevrosa: Spider Song. Il motivo è presto detto: il nuovo capitolo di Nevrosa non è un vero capitolo, bensì una demo di venti minuti spacciata come gioco completo.
Dopo un prologo rilasciato gratuitamente ed un buon seguito che andava ad approfondire le meccaniche del capitolo precedente, la software house russa decide di fare un passo indietro notevole. Da una parte abbandona la concezione roomscale dei predecessori, in favore di un free locomotion poco curato o un teleport al limite dell’alpha; dall’altra tenta una virata verso lo sparatutto che gli si addice ben poco.

Se nel capitolo precedente i puzzle risultavano l’elemento portante dell’esperienza, con un paio di momenti azzeccati in cui sparare, qui il risultato è l’esatto opposto, ma andiamo con ordine.
All’inizio di Nevrosa: Spider Song assisteremo ad una lunga cutscene in cui, fermi su un ascensore di legno, giungeremo verso la nostra destinazione, contornati da creature gigantesche e poco rassicuranti dal look effettivamente interessante.
Una volta arrivati in cima ci saranno un paio di minuti di esplorazione, poi un puzzle estremamente elementare e poi un’orda di ragni da eliminare con la nostra arma. Fine.
Questo è Spider Song: una brevissima demo che dimostra anche un sapore interessante, ma che risulta ingiustificabile sia nella presentazione sulle relative pagine di vendita, sia nel prezzo.

Nonostante sia venduto a poco meno di due euro, l’ultimo lavoro di Gexagon VR doveva esser presentato come un metodo per supportare gli sviluppatori durante la produzione del capitolo successivo, denominato Primal Ritual. In questo modo avrebbero potuto donare un piccolo regalo in assoluta onestà intellettuale a chiunque avesse voluto supportare economicamente lo studio con una donazione, e non spacciare per gioco completo una breve esperienza che – oltretutto – non ha nulla da dire nel panorama della VR contemporanea.

È vero che l’atmosfera, seppur grezza, è comunque interessante; la meccanica delle munizioni collegate alla vita del personaggio è uno spunto originale ed è evidente la volontà di voler dar vita ad un franchise piuttosto coerente, ma tutto ciò non è abbastanza.
Il problema vero di Nevrosa: Spidersong è che non solo gli elementi che lo compongono non sono abbastanza per spenderci l’euro e cinquanta che chiede, ma non sono abbastanza neanche per provarlo gratuitamente; facendoci solo sperare che GexagonVR stia facendo tutt’altro tipo di lavoro per il nuovo capitolo.

Nevrosa: Spider Song, è un’esperienza da quindici minuti scarsi con nulla da dire, che funge solo ad introdurre l’immaginario che verrà – si spera – esplorato in modo molto più accurato nell’imminente Nevrosa: Primal Ritual. Ad oggi è impossibile consigliare Spider Song a chiunque, anche a chi ha apprezzato i capitoli precedenti, consigliandovi invece di aspettare con pazienza e con le dita incrociate il capitolo successivo.

Nevrosa: Spider Song è disponibile dal 4 Giugno 2019 su Steam al prezzo di 1,59€, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift, Valve Index e WMR.