Manifest 99: la recensione

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Introduzione

Quattro vite si incrociano nella linea che collega la vita e la morte. Sono animali, ma anche profondamente umani. Come nelle storie buone c’è una forte morale. Prezzo basso, durata minima. Ecco a voi Manifest 99.

Il gioco

Manifest 99 è una squisita esperienza narrativa, con alcuni elementi ludici del tipo “trova l’oggetto nascosto”. Mi è difficile descriverlo senza rovinare la sorpresa, ed essendo il titolo una sorta di cortometraggio bastano pochi accenni affinché ciò accada. Userò come linea guida la descrizione della pagina Steam, visto che a tali informazioni potreste comunque accedere.

Il titolo tratta il tema dell’aldilà e si esprime essenzialmente per metafore. I personaggi stessi simboleggiano emozioni fondamentali dell’essere umano, degli animali antropomorfi ognuno con il proprio passato. Detta così farebbe pensare a copiosi discorsi ma nel gioco non si proferisce parola, Manifest 99 si esprime per immagini. La durata totale del cortometraggio dipende dalla vostra velocità, la stimerei attorno alla ventina di minuti, con eventuale rigiocabilità se come me ripeterete le varie scene alla ricerca di tutti gli oggetti, cosa che non mi sembra abbia reso disponibile nuovi contenuti.

Comfort e implementazione

Manifest 99 utilizza il solo casco, non servirà alcun tipo di controller, e potrà essere giocato sia in piedi che seduto. In roomscale ho molto apprezzato la distribuzione degli eventi, che sfruttano l’oscurità per costringere il giocatore a seguire con lo sguardo ciò che deve essere osservato. La scala sembrerebbe sbagliata, ma ne capirete subito il perché. Graficamente, i poligoni sono molto pochi e tutto appare essenziale e spartano, specie nella sezione introduttiva. L’opinione cambierà man mano che il titolo viene compreso e troverà spazi d’espressione, anche grazie ad una colonna sonora perfetta per sottolineare ogni situazione.

Conclusioni

Poetico, pieno di tenerezza e ahimè assai corto. Manifest 99 è un lavoro degno di ogni rispetto, che unisce una bella storia ad un sistema di gioco che impone un contributo attivo, piuttosto che la mera contemplazione. Non un videogioco ma un toccante cortometraggio interattivo a cavallo tra la vita e la morte.

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