Lascia la scuola per creare uno dei maggiori successi VR di sempre – La storia di Onward e di un diciottenne con un sogno

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La notte del 29 Agosto 2016 Dante Buckley non poteva trattenere le lacrime.

Non era stato appena lasciato dalla fidanzata o devastato da eventi orribili nella sua vita. No, Dante Buckley piangeva per sfogare l’emozione, la gioia, il sollievo. Dopo aver lasciato il college si era dedicato completamente allo studio della programmazione dei videogiochi, partendo da zero come autodidatta, e ora il suo gioco, Onward, veniva finalmente rilasciato su Steam in Early Access. Si sentiva sollevato di un gran peso e finalmente poteva respirare di nuovo. La strada lunga e ardua iniziata più di un anno prima aveva raggiunto la sua prima pietra miliare.

Ma questa non era la fine della strada, no, era solo l’inizio.

ANATOMIA DI UN SUCCESSO A SORPRESA

“Questa è la mia prima intervista” – ha confessato nervosamente Buckley durante una chiamata Skype – “Onestamente non sapevo quanto sarebbe diventato grande il gioco. Ho abbandonato il college e mi sono concentrato per un anno intero al suo sviluppo. Avevo qualche conoscenza di programmazione, ma nulla che riguardasse i videogiochi. Ho guardato YouTube e usato risorse online, ed è nato Onward. Da qui è nato il nome del gioco, volevo continuare e guardare avanti, e questo era il nome perfetto per quel momento della mia vita”

Da allora Onward ha accumulato oltre 1700 recensioni su Steam con una valutazione media “Molto Positiva” ed è universalmente considerato uno dei migliori giochi di guerra VR disponibili su qualsiasi visore. Certamente è uno dei giochi più popolari tra la community di Steam.

Il ché, per certi versi, sfida la logica. Il pensiero convenzionale dice che per fare un gioco di successo occorre che sia accessibile al grande pubblico, che diverta giocatori di ogni tipo compresi quelli che hanno un po’ di difficoltà ad abituarsi al movimento in VR. Dovrebbe offrire molteplici opzioni di movimento e usare un sistema di controlli semplificato. Onward però non è così. Si tratta di uno sparatutto militare multigiocatore hardcore con un elevato livello di realismo e simulazione, che richiede di muoversi in un ambiente room-scale con un sistema di controlli complesso e una curva di apprendimento elevata.

Secondo il sito di analisti Steam Charts, Onward ha raggiunto in questi giorni un picco di 374 utenti online in contemporanea, che non è poco per un gioco in VR, tecnologia ancora abbastanza selettiva. Questo significa che non sarà mai un problema trovare altre persone online da sfidare.

“Era il mio primo gioco e nessuno sapeva chi ero, non mi aspettavo questo successo” – ha ammesso Buckley – “Ho iniziato a lavorare sul gioco a 18 anni e ora ne ho 20, è diventato tutto molto più grande di quanto avrei mai potuto aspettarmi”

Secondo SteamSpy il gioco ha ampiamente superato le 65.000 copie vendute, che ad un prezzo medio di 20$ significa essere entrati nell’olimpo dei giochi VR che hanno superato il milione di dollari di incassi (al lordo ovviamente di tutte le spese e le commissioni dovute a Steam). Per un gioco fatto da un singolo giovanissimo programmatore alla sua prima esperienza si tratta di un risultato straordinario.

“Sono cresciuto giocando ad un sacco di sparatutto in prima persona” – ha detto Buckley – “Il più importante per me è stato probabilmente Halo, sulla prima Xbox quando avevo circa 6 anni. Mio padre mi lasciava anche giocare al primo Call od Duty su PC, insieme a Medal of Honor, Battlefield, Ghost Recon, e Rainbow Six”

UNO SPARATUTTO HARDCORE SENZA COMPROMESSI

Nel neonato panorama dei giochi VR c’è una corsa continua per essere nelle prime posizioni delle varie categorie di genere. Buckley sapeva che sarebbero stati rilasciati degli sparatutto, ma non gli sparatutto che voleva lui. Sarebbero stati giochi arcade, semplici esperienze lontanissime dal realismo tattico che desiderava.

“Ho fatto questo gioco per me. Volevo che Onward fosse il mio gioco da sogno, basato su ciò che volevo giocare e che ho giocato in passato” – continua Buckley.

Quando si entra nel gioco per la prima volta l’esperienza può essere disorientante. C’è la possibilità di ambientarsi in un campo di tiro, ma sicuramente non è un gioco per deboli di cuore. Meglio guardarsi diversi tutorial prima di giocare effettivamente al gioco.

Quando è uscito il gioco una delle più grandi sorprese fu vedere che persone che in altri giochi soffrivano di motion sickness non ne soffrivano altrettanto su Onward.

“Sono stato fortunato nello scoprire che le persone non provavano disagio giocando ad Onward. Sul motivo potrei fare delle congetture, ma la verità è che non so davvero come ho fatto per ottenere questo risultato” – Afferma Buckley.

L’intero sviluppo preliminare del gioco è stato anche raccontato in una serie di dev blog su YouTube, il primo dei quali è stato pubblicato quasi due anni fa. Questa è stata una parte cruciale nella costruzione di una community di fan del gioco. Ma non stava solo creando Onward, stava creando anche un intero studio per la produzione di videogiochi, così assunse alcuni freelance per aiutarlo nella produzione artistica e nei modelli grafici, ed è nata Downpour Interactive.

ANCORA VR NEL FUTURO

Per quanto Buckley ami lavorare su Onward, non vuole certo fermarsi qui. E’ un creativo appassionato con molte altre idee per il futuro.

“Creare Onward è stato super stressante e ha richiesto un sacco di Red Bull” – ha detto Buckley – “Lavoravo per oltre 14 ore consecutive ogni giorno, ma ne valeva la pena, è stato molto divertente, mi piaceva farlo. Dopo Onward ho almeno altre 5-10 idee per giochi su cui vorrei lavorare in futuro. E’ stato davvero spaventoso mettere così tanto la mia faccia in prima linea per il gioco e per la società, i giocatori a volte sanno essere molto crudeli con i loro giudizi, ma fortunatamente la maggior parte di loro è stata molto positiva e non sarei dove sono oggi senza questi fan. Il loro sostegno significa tutto per me”

Onward è disponibile su Steam per HTC Vive e Oculus Rift