KAT LOCO S: La nuova frontiera della camminata sul posto!

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Benvenutə in questo nuovo articolo dedicato agli accessori per la nostra amata Realtà Virtuale. So che amate questi articoli e prove sul campo dove analizziamo questi “aggeggi parafernali”, pieni di cultura che dispendiamo su di voi come pioggia dorata (o pioggia d’orate), che vi fanno anche tanto divertire.

Dall’ultimo Oasis fino a tornare indietro agli anni 90, la TV ce ne ha propinate di puttanate da utilizzare tra il mondo reale e virtuale. In attesa però di vivere tutti nel metaverso vediamo cosa propone oggi per noi KAT VR.

KAT VR nasce nel 2013, praticamente qualche mese dopo che – conclusa la campagna Kickstarter – il primo visore Oculus EDK1 inizia ad essere distribuito. Oculus, infatti, non aveva controller e non permetteva di spostarsi liberamente sui 6 gradi di libertà; quindi, era relegato a una sedia inchiodata al pavimento. Limite abnorme che necessitava subito di idee per poterci regalare la libertà di movimento.

Nel 2014, precisamente alla GDC di San Francisco, si compie il secondo step per gli sviluppatori. Con Oculus EDK2 la tecnologia aveva fatto enormi passi avanti: era possibile fare esperienze più dinamiche che non fossero le solite roller coaster.

KAT VR non perde tempo e, ad un anno di distanza, rivela al mondo il video che mostrò la visione di locomozione libera in VR, restando all’interno dei limiti dei visori del tempo. Ricordo di aver avuto delle psuedoconvulsioni di gioia nel vedere quel kickcaster. Il prodotto però non era proprio per tutti. Con 600-700 dollari, dal 2015 KAT VR metteva sul mercato la locomozione libera.

C’era tanta fantasia nella presentazione del progetto che, ahimè, non funzionava così bene come nel video, ma il target passò da 100K dollari richiesti in un mese a 150K raggiunti, rendendo la campagna pubblicitaria un discreto successo.

Dopo qualche anno, ed alcuni round di investimento per allargare l’azienda, venne rilasciato KAT Walk mini che puntava chiaramente ad un pubblico di larga scala e ad un prodotto più maturo, che culminò con il lancio del KAT Loco e KAT Loco S.

Siamo passati dalle strutture ingombranti e fatiscenti a tre sensori discreti da posizionare sui punti cardini del nostro corpo.

Così l’azienda KAT VR intende farci camminare nel futuro metaverso.

Ammetto che vedendo i video mi sono sentito un po’ fuorviato, nonostante tra le righe venga spiegato chiaramente che KAT Loco S non è in grado di fare il bodytraking. Quello che fa, che poi è ciò per cui è stato progettato, è trasformare la camminata sul posto in movimento all’interno della realtà virtuale.

Detto così sembra semplice ma vediamo come funziona il tutto.

Dall’unboxing abbiamo visto che all’interno della confezione sono presenti, oltre il tappettino brandizzato, i tre sensori completi di fascette. C’è un sensore principale, che viene posizionato sulla cinta e serve ad indicare la direzione di camminata, mentre gli altri due sensori permetteranno la locomozione. Potremo comunque scegliere di camminare verso la direzione dell’headset, ma l’ideale sarebbe sempre direzionarsi dove guardiamo o a dove miriamo.

Il tappetino serve semplicemente per evitare di farci andare a sbattere sulle cose; con i suoi bordi ci indica quando sarebbe meglio tornare indietro con il corpo o avanti a seconda di dove ci si è sbilanciati. Sembra assurdo ma la camminata sul posto senza punti di riferimento porta a spostarsi di diversi metri quando non si ha la percezione del mondo vero. Non vedendo dove mettiamo i piedi, difficilmente riusciremo a tenerli nello stesso punto.

Oltre ai sensori ed al tappetino, sono compresi tutti i cavi per la ricarica e la sincronizzazione assieme al trasmettitore wireless.

L’installazione è molto semplice e guidata, anche l’app di gestione e la documentazione online sono precise e ben fatte.

Una volta che tutto è sincronizzato possiamo controllare quali giochi vengono supportati; inoltre, tutta la libreria che prevede il movimento fluido è compatibile. Questo è possibile perché l’informazione che i sensori percepiscono quando proviamo a camminare sul posto, viene tradotta come avanzamento fluido dello stick sinistro. Se il gioco lo prevede, si può camminare lentamente o correre alla massima velocità.  Attraverso le impostazioni possiamo settare la sensibilità tradotta dal movimento delle nostre caviglie e creare setup personalizzati; ogni gioco infatti legge la sensibilità in modo diverso e tornerà utile creare più profili.

Come abbiamo già fatto con altri prodotti simili, tipo le Cybershoes, abbiamo provato alcuni tra i giochi più famosi, che hanno sempre il miglior supporto per gli hardware VR.

Arizona Sunshine, ad esempio, permette sia di camminare che di correre. Si comporta abbastanza bene, anche se penso che sia stato uno dei banchi di prova anche per il team di sviluppo.

Ci sono già dei preset per i giochi più rilevanti per aiutarvi nel settaggio della sensibilità. Personalmente sono sempre un po’ combattuto su come approcciarmi al gioco con un hardware nuovo; il senso di camminata e il fatto di doversi muovere fisicamente dà un altro ritmo ai giochi anche perché non è possibile correre a destra e sinistra come fareste usando gli stick.

Avevamo già sottolineato questa cosa sia con le Cybershoes che utilizzando un gunstock: tutto quello che aggiungiamo ci fa perdere immediatezza ma ci fa guadagnare in “dinamiche” accessorie che possono, in alcuni casi, piacere più della versione vanilla dell’esperienza.

Camminare sul posto non è più immediato che usare il teletrasporto e i giochi, in termini di difficoltà, non sono tarati su questo. Dovendo comminare realmente terrete più in considerazione a quanti passi da voi sono le munizioni, quanti zombie avete davanti e quanto vi serve per scappare nel caso ci fossero dei guai in vista. Questo vale per Arizona come per Alyx.

Diventa molto impegnativo fare anche le operazioni più semplici. I sensori tramite “gesture” permettono un movimento di “crociera”, quindi lanciando il tallone in avanti si avrà un movimento continuativo. Non molto interessante come cosa ma per alcune parti in cui bisogna solo andare avanti potrebbe rivelarsi utile. Per lo strafe laterale, invece, bisogna buttare la gamba a lato, ma non funziona ancora come dovrebbe.

Non ci sarebbe molto di più da raccontare, in quanto ogni gioco potrebbe avere una diversa chiave di lettura a seconda di come si sceglie di approcciare. Anche in VR chat non ci sono problemi, si cammina e si sta tra la gente. Non è sicuramente – questo bisogna sottolinearlo – il metodo migliore per giocare “DoomVFR” o qualunque cosa di lontanamente frenetico. Cosa che invece caratterizzava le Cybershoes, che permettevano di correre all’impazzata.

Una nota dolente, ma che ho provato in tutti i modi a far funzionare, è la mancanza di avere nemmeno una puntina di body tracking. VR chat non riconosce la presenza dei piedi che, sebbene non sarebbero stati perfettamente sincronizzati, avrebbe potuto comunque abbozzare qualcosa di approssimativo.

Abbiamo provato anche con Final Soccer, popolarissimo gioco di calcio, che inizialmente permetteva solo di parare, poi fu aggiornato al full body tracking. Il gioco dà la possibilità di provare diverse soluzioni in base a quanti tracker Vive si hanno a disposizione oltre i due controller. Provando a forzare le presenze dei sensori si può vedere che steam VR tenda di inserirli riconoscendone la forma, ma non sono comunque utilizzabili in gioco.

Diciamo che per il costo del prodotto poterlo utilizzare in alcune esperienze un po’ più pazzerelle, oltre alle sole che prevedono il locomotion base, non sarebbe affatto male.

Questo ci porta quindi ad andare verso la conclusione e riflettere sul senso di questo prodotto. Dai gunstock ai lightsaber abbiamo capito che c’è un pubblico per tutto, ma allora chi è il pubblico di KAT Loco?

Dal KAT Walk al KAT Loco ce ne passa una cifra, quindi, non sarà sicuramente il pubblico che desidera KAT Walk a ripiegare sui Loco. Anche se nei video pubblicitari viene sempre mostrato all’interno di svariati gameplay, penso che l’oggetto funzionerebbe al meglio se usato per ciò per cui è stato pensato: camminare sul posto. Non so quante app ci siano dove è possibile solo camminare e renderlo interessante; forse qualche Walk Simulator con pochissime interazioni tempestive, ad esempio l’utilizzo di un tapis roulant per la camminata (andati a ruba durante il lock down). Vi mettete lì e camminate, ben sincronizzati all’andamento dei vostri passi.

Chiaramente rappresenta un target molto piccolo ma, a nostro parere, per essere sicuri di sfruttare il prodotto nel modo migliore bisogna attenersi strettamente a quello che può fare.

Abbiamo scritto anche agli sviluppatori di A-Shape – forse perché abbiamo tempo da perdere o per fare ricerca di marketing al posto di KATY VR, chissà – per capire se fosse possibile tracciare la posizione almeno nel piano delle gambe, ma al momento non ci stanno nemmeno ragionando su.

Ci sono tanti modi per evitare il motion sickness e KAT VR è entrata nel mercato quando la VR era ancora tutta da costruire, cercando di dare una soluzione ad alcuni problemi della prima generazione di visori.

Chi possiede un Quest e gioca in Stand Alone nemmeno gli verrebbe in mente di usare una cosa del genere, forse perché a differenza di Cybershoes non se ne sente l’esigenza davvero. I giochi ora sono ben rifiniti e il motion sickeness si è attutito, proponendo un tipo di gameplay che si sposa bene con il movimento fluido. Forse è un accessorio più adatto a una generazione diversa di giocatori o per chi cerca una scusa per sollevare i piedi quando gioca in VR.

Il prodotto attualmente si trova attorno ai 200 dollari sul sito di kat-vr.com, attualmente in sconto. So che molti della community hanno optato per prodotti più estremi come il KAT Walk e ho sentito pareri discordanti. Se qualcuno avesse già provato il prodotto, essendo disponibile già da diverso tempo, gli sarei grato se ci scrivesse se è d’accordo o meno con la nostra analisi.

Chiudiamo l’articolo ringraziando infinitamente l’azienda KAT VR per la collaborazione e per averci dato la possibilità di provare questo prodotto che era da tanto che volevamo recensire.

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Un saluto e vi auguro buona VR.

 




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