Golem: recensione e video recensione (PSVR)

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Giocato su Playstation 4 PRO

Gli esordienti Highwire Games pubblicano finalmente Golem, uno dei titoli VR più attesi sul visore di Playstation, che arriva sul mercato dopo uno sviluppo estremamente travagliato; fatto di ritardi e promesse non completamente mantenute. Se da una parte la formula messa in piedi dallo studio di Seattle risulta interessanti su più fronti, dall’altra, Golem deve scendere a patti con l’evoluzione della VR vista durante i numerosi anni di sviluppo; vediamo come se la cava dopo questa lunga attesa.

I primi minuti in compagnia di Golem racchiudono un po’ tutti i pregi ed i difetti della produzione. Prima di metterci al comando delle possenti creature di pietra suggerite dal titolo, veniamo infatti introdotti all’avventura con una lunga serie di cutscene non interattive che dimostrano l’approccio di Highwire Games a Playstation VR. Visivamente il titolo è davvero imponente, e grazie ad un ottimo uso dell’Unreal Engine 4, Golem riesce immediatamente a coinvolgere il giocatore, presentandoci un mondo vivo e credibile, e dei personaggi realistici e splendidamente animati.
Purtroppo però, già in apertura spunta fuori la prima tranche di problemi. Le proporzioni del mondo di gioco risultano piuttosto sbilanciate, e ci sembrerà di avere a che fare con personaggi dalla stazza decisamente fuori scala, che isserà una barriera tra l’immancabile voglia di crederci e la nostra percezione. In secondo luogo, le premesse risultano davvero troppo diluite, presentando un ritmo che si fa via via più soporifero, soprattutto durante il primo atto del gioco.

In questa prima fase di gameplay, dopo aver assistito ad un evento drammatico ed essere entrati in possesso di una piccola bambola – dovremo muoverci nei sotterranei della nostra abitazione, facendoci spazio tra scarafaggi ed altre piccole creature poco amichevoli.
Nonostante visivamente questa sezione mantenga un certo fascino, scopriamo subito come muoversi nelle aree di gioco risulti estremamente frustrante, a causa di un sistema di locomotion a tratti ingiustificabile.

Muniti di un unico Paystation Move, per muovere il nostro alter ego dovremo tenere premuto il grilletto e sporgerci fisicamente avanti o indietro, per indurre un movimento eccessivamente lento e mai preciso. Come se non bastasse, lo spostamento della visuale è legato di default sempre al movimento del capo, un po’ come succedeva in Here They Lie, dimostratosi anch’esso un esperimento fallimentare per quanto concerne il movimento. Durante gli anni in cui Golem è stato in sviluppo, di passi avanti ne sono stati fatti diversi; non troppi su Playstation VR a causa dei Move, ma abbastanza da trovare già anacronistico il tipo di locomotion escogitato dai ragazzi di Highwire, che forse avrebbe giovato di un semplice teleport per quanto riguarda comfort e ritmo di gioco.

Fortunatamente dopo una mezz’ora abbondante entreremo in possesso di un vero e proprio Golem, ed è qui che le cose inizieranno a prendere una piega più interessante. Nonostante il sistema di movimento rimanga da galera, combattere nei panni di queste gigantesche creature non può che fare un certo effetto, e funziona soprattutto grazie ad un combat system non sempre preciso, ma il più delle volte efficace e gratificante. Quest’ultimo ricorda le tempistiche di Until You Fall, e vi richiederà di posizionare la vostra arma in un punto specifico per parare tre o quattro colpi, prima di poter finalmente contrattaccare alla ricerca dei punti deboli dell’avversario.

La struttura ludica di Golem è quella di un piccolo open word dal sapore di Dark Souls e rogue-lite, in cui dovremo vagare alla ricerca degli oggetti necessari a sbloccare shortcut e percorsi che ci guideranno verso la fine dell’avventura. Oltre ai sopracitati golem – che ci restituiranno anche del prezioso equipaggiamento – dovremo sconfiggere alcuni goblin armati di lancia, ed affrontare dei brevi puzzle in miniatura, in compagnia della bambola già sperimentata nel discutibile prologo. Niente che riesca ad arricchire più di tanto il gameplay, ma fa piacere vedere un paio di variazioni sul tema quando la struttura è così dritta.

L’elemento rogue-lite è dato dal fatto che ad ogni nostra morte dovremo rinascere con un golem differente e ripetere la sezione appena affrontata dall’inizio, mantenendo comunque oggetti recuperati e shortcut. Qui Golem dimostra un altro dei suoi punti dolenti: la frustrazione. Nonostante non sia così arduo da risultare ingiocabile, il titolo di Highwire raggiunge dei picchi di difficoltà notevoli, che uniti alla lentezza estrema del nostro alter-ego, ci faranno perdere la voglia di proseguire in più di un’occasione. Rifarsi da capo una lunga strada già battuta più volte sarà un’esperienza ciclica, e vi assicuro che – oltre ad essere inevitabile – è anche un’esperienza decisamente poco piacevole.

Anche la narrativa, dopo una partenza decisa, va via via spegnendosi nel nulla, dimostrando ancora una volta come gli acciacchi produttivi possano rompere un gioco su più fronti.

Se Golem fosse uscito al lancio di Playstation VR, insieme al sopracitato Here They Lie o Rigs, probabilmente avrei perdonato molti dei difetti che l’opera di Highwire Studio si porta dietro; con l’evoluzione del linguaggio e molte perle già sul mercato di Playstation 4 invece, mi risulta molto più difficile.
Golem non è un’esperienza da buttare; ha dalla sua un ottimo comparto tecnico, un combat system piuttosto solido ed un’atmosfera decisamente unica, ma purtroppo si perde dietro ad un sistema di controllo improponibile ed un ritmo di gioco davvero imperdonabile. Tenetelo in considerazione soltanto se avete già affrontato tutto il meglio che PSVR ha da offrire; in tutti gli altri casi potete farne a meno, sperando che la storia produttiva del prossimo titolo degli autori possa svilupparsi con molta più serenità.

Golem è disponibile dal 18 Novembre 2019 su Playstation Store al prezzo di 24,99€, compatibile con PSVR e Playstation Move.