Don’t Knock Twice: recensione e video recensione

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Il mondo dei tie-in è un mondo bizzarro. Già dai primi anni del novecento è stato dimostrato come sia possibile adattare i contenuti di un determinato medium all’interno di un altro con intelligenza, grazie a splendidi romanzi tradotti in splendidi film. Non sempre gli adattamenti si rivelano riusciti, ma ad oggi ricordiamo come capisaldi della storia del cinema molteplici pellicole tratte da racconti, romanzi e fumetti. Con l’avvento dei videogiochi il trend ha provato a riciclarsi anche nell’ambito videoludico e se l’adattamento dalla letteratura al videogioco ha funzionato più di una volta con titoli del calibro di The Witcher e Metro, la stessa cosa non si può dire degli adattamenti tratti dai film. La situazione è meno tragica dello scambio inverso, ovvero film tratti da videogiochi, ma in generale il panorama è estremamente altalenante.

Don’t Knock Twice (tradotto in Italia con un discutibile Non bussate a quella porta) è una pellicola orrenda di Caradog W. James, figlia del peggior cinema horror contemporaneo, che tra jumpscare gratuiti e vani tentativi di cavalcare la new-wave dell’horror americano risulta un film con nulla da dire e che verrà giustamente dimenticato a breve.

I ragazzi di Wales Interactive esordiscono nella VR proprio con un tie-in su commissione tratto dall’omonimo film e fanno un lavoro estremamente superiore alla sua controparte cinematografica. Questo non solo perché il film è davvero insufficiente, ma perché il titolo – tra alti e bassi – risulta comunque un prodotto dignitoso.

In Don’t Knock Twice impersoneremo la madre della protagonista del film, in una sorta di rivisitazione del materiale originale che ci vedrà costretti ad esplorare un’enorme villa alla ricerca di cinque oggetti chiave che ci porteranno verso la conclusione. Chiaramente la casa è disseminata di presenze oscure, pronte a spaventarci in ogni occasione, ed enigmi da risolvere per proseguire nella trama.

C’è subito da dire che l’esordio VR di Wales Interactive si presenta davvero bene, con una bella scenografia, una buona direzione artistica e un efficace sistema di illuminazione. Muoversi per le mura della villa sarà davvero spaventoso e oltretutto il level design restituirà una geografia interconnessa molto soddisfacente. Di contro, alcune zone sono così buie che tendono ad impastare i colori e influire negativamente sulla leggibilità, mentre i modelli poligonali delle presenze e della co-protagonista non fanno certo gridare al miracolo. Tuttavia nel complesso l’atmosfera c’è e difficilmente non soddisferà le esigenze degli amanti del genere.

Il gameplay sarà circoscritto per lo più alla semplice esplorazione, ma a volte sarà richiesto di interagire con determinati oggetti e utilizzare utensili di varia natura. Non siamo chiaramente dalle parti del survival horror né del gioco complesso, dato che si tratta fondamentalmente di un’esperienza interattiva a enigmi, ma nonostante le semplificazioni date dal genere Don’t Knock Twice non mancherà di regalare qualche soddisfazione anche sul fronte del gameplay.

I veri problemi del gioco si limitano ad un caricamento iniziale estenuante, una gestione non proprio perfetta del free locomotion, alcuni jumpscare gratuiti e assolutamente non necessari, oltre che a un prezzo di vendita effettivamente spropositato rispetto ai contenuti che offre.

Don’t Knock Twice si potrà concludere in un’oretta circa. Qualcuno ci metterà sicuramente di più e qualcuno di meno, ma nonostante i diversi collezionabili che tentano di allungare il brodo, la fascia dei venti euro è fuori luogo per un’esperienza che risulta sì efficace, ma davvero molto corta.

Se cercate un horror in VR profondo e longevo guardate serenamente altrove (Organ Quarter, anyone?), mentre se prediligete un tipo di esperienza più semplice e guidata troverete nel primo horror VR di Wales Interactive un ottimo titolo con cui approcciare il genere in realtà virtuale, consigliato però a prezzo scontato.

Don’t Knock Twice è disponibile dal 5 Settembre 2017 su Steam, Oculus Store e PS Store, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift e Playstation VR.