Bravo Team: recensione e video recensione

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Ci troviamo all’interno di un mezzo militare, arma alla mano e tre soldati amici al nostro fianco: siamo nel pieno di un’operazione di scorta. L’obiettivo è quello di arrivare con la presidente indenne a destinazione, ma d’improvviso qualcosa va storto. La donna viene rapita e gli unici a sopravvivere saranno due soldati semplici, che dovranno farsi strada in un ambiente ostile fino al punto di estrazione. Ambientato in una regione fittizia dell’Europa dell’est, Bravo Team ci mette proprio nei panni di uno di questi due uomini, in cui il secondo sarà comandato da un amico online o dall’IA.

Supermassive Games ritorna sulle scene pochi mesi dopo The Inpatient (qui la recensione), terzo capitolo della loro saga Until Dawn che aveva deluso le aspettative ai più, chiudendo un cerchio da cui gli estimatori della software house si aspettavano decisamente di meglio. Con Bravo Team i nostri cambiano completamente rotta, abbandonando momentaneamente le atmosfere che li hanno resi celebri e buttandosi su un FPS di stampo militare dritto e senza fronzoli.

Nonostante con Until Dawn: Rush of Blood si palesava già la voglia di sperimentare con lo sparatutto in VR, qui le fondamenta del gameplay sono profondamente differenti; complice anche un lancio in bundle con l’AIM Controller, che si sposa perfettamente con il terzo titolo PSVR dello studio inglese.
L’obiettivo principale della campagna sarà dunque quello ivi descritto: sopravvivere di sezione in sezione, facendosi strada in una città ostile e seguendo gli ordini via radio che di tanto in tanto ci verranno comunicati.

Fin dalle prime battute di gioco capiamo che l’ispirazione principale dell’FPS di Supermassive Games è l’arcade shooter da cabinato. Time Crisis, Virtua Cop, Silent Scope; sono tutti esempi perfetti delle fondamenta che stanno alla base di Bravo Team e che ne influenzano indistinguibilmente il gameplay.
I punti specifici nei quali stanzieremo fungeranno sempre da coperture di fortuna, grazie al fatto che il nostro alter ego sarà costantemente abbassato; attraverso un tasto dell’Aim Controller (o dei PS Move) sarà possibile sporgersi dalla suddetta copertura, colpire velocemente i nemici a portata di mano e tornare a proteggerci. Per avvicinarci agli avversari e proseguire verso la fine della mappa dovremo invece puntare un luogo specifico in cui muoverci, premere un altro tasto ed assistere ad una breve cutscene che raccorda le due posizioni. Se verremo momentaneamente abbattuti il nostro compagno potrà tirarci nuovamente su; se anche lui andrà a terra si ricomincerà dal checkpoint precedente.

Il gameplay di Bravo Team sta tutto qui, ma al contrario di quanto si potrebbe pensare l’immediatezza delle meccaniche lo rende un’esperienza in gran parte davvero godibile.
Nonostante gli headset di prima generazione siano usciti da un paio d’anni circa, la piccola community VR si sta mettendo in linea con lo spirito di lamentela che contraddistingue la corrispondente comunità dei videogiocatori; ecco perché oggi quando esce un titolo sprovvisto del movimento libero o che non rispecchia esattamente quello che il pubblico si aspetta, parte una sordida caccia alle streghe infantile a tratti imbarazzante. Lo stesso sta succedendo anche per Bravo Team, senza comprendere che la direzione che ha voluto prendere Supermassive Games è profondamente diversa e cerca un’immediatezza che sarebbe stata impossibile da replicare attraverso un tipo differente di impostazione.

Questo non vuol dire che Bravo Team sia un titolo eccellente.
Chiaramente questo approccio da cabinato si porta dietro una certa monotonia di fondo che viene sconfitta soltanto se giocato completamente in cooperativa, meglio ancora se con un amico. Giocare in single player non è disastroso, ma le ambientazioni un po’ anonime, l’IA nemica tagliata con l’accetta e una certa complessità nel dare ordini al compagno gli fanno preferire senza dubbio la giocata in compagnia, molto più tattica e dinamica.

Bravo Team da il meglio di sé quando esce dagli schemi settati dai primi livelli. Se le prime sezioni di gioco saranno ambientate in spazi in cui preferire i fucili d’assalto automatici, nella seconda metà si virerà verso situazioni più originali e stimolanti. Le parti in interno permettono di avere un dinamismo a tratti esaltante grazie all’utilizzo di un devastante fucile a pompa, mentre quelle su lunghissime distanze – da affrontare con il fucile da cecchino – introducono una bella meccanica legata all’ottica. Gli interni sono oltretutto molto più ricchi e affascinanti dal punto di vista visivo, dove le sezioni all’aperto peccano un po’ in asset piatti e una palette cromatica monocorde.

Tuttavia tecnicamente Bravo Team fa una buona figura, grazie soprattutto ad una definizione inaspettatamente alta che fa dimenticare le immagini eccessivamente offuscate dei titoli di lancio di PSVR.
Non si può dire lo stesso del comparto audio, con un doppiaggio decente ma con grossi problemi di timing e suoni che sembrano usciti da un titolo mobile.

Chiaramente la campagna principale è il piatto forte dell’intera operazione, ma i completisti avranno modo di buttarsi anche in una modalità a punti attraverso le stesse mappe dell’avventura primaria. Non è una grande aggiunta, ma la longevità della main quest si aggira intorno alle cinque ore a livello medio, con la possibilità di arrivare a due finali differenti e rigiocare il tutto a livello di difficoltà più alto.

Essendo un titolo privo di free locomotion, dal lato comfort è impossibile avvertire problemi di motion sickness, anche se gli stacchi camera durante i movimenti risultano una soluzione non eccessivamente elegante.

Dal punto di vista delle periferiche invece ci sentiamo di consigliarvi l’utilizzo del sopracitato AIM Controller, che si adatta meravigliosamente bene a gran parte delle situazioni e permette di accedere velocemente a tutti i comandi disponibili. I Playstation Move si comportano comunque dignitosamente nell’estasi dell’azione, ma soffrono un po’ della disposizione dei tasti quando si tratta di muovere la visuale o impartire ordini al compagno.

Bravo Team è un FPS arcade un po’ reazionario nel racconto e un po’ anonimo nell’impatto estetico, ma una volta assimilate le meccaniche riesce a divertire proprio grazie alla sua natura semplice e diretta. Se cercate un’avventura d’esplorazione dal respiro epico probabilmente la terza fatica VR di Supermassive non fa per voi, mentre se amate gli sparatutto di stampo militare, cercate una buona longevità e addirittura avete un amico con cui giocarlo tirate su Bravo Team ad occhi semi chiusi; non sarà il titolo che vi porterete per anni nel cuore, ma si rivelerà senza dubbio un’esperienza dannatamente divertente.

Bravo Team è disponibile dal 6 Marzo 2018 sul Playstation Store in esclusiva per PSVR, con supporto al Dualshock 4, Move Controller e AIM Controller.