Angry Birds VR: Isle of Pigs – recensione e video recensione (Oculus Quest/PSVR/PCVR)

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Giocato su oculus Quest

Angry Birds ha praticamente dato vita al gaming su smartphone così come lo conosciamo oggi, tanto che almeno un capitolo dello storico franchise di Rovio Mobile, ha sicuramente popolato la maggior parte dei telefonini presenti nel mondo il quel periodo. Questo perché il suo concept semplice, unito ad un’estetica cartoon piacevolissima, riuscì a far breccia nel cuore di utenti che non avevano mai visto un videogioco nemmeno col binocolo, trasformando magicamente genitori, bambini ed anziani in giocatori a tutti gli effetti. Dopo il boom dei primi anni, una lunga trafila di seguiti, una serie televisiva ed addirittura un film che – ad occhio – pare inguardabile, la Angry Birds Mania pareva finita nel dimenticatoio. Ed ecco che a sorpresa entrano in gioco gli abili sviluppatori di Resolution Games, che con il loro Angry Birds VR: Isle of Pigs provano a ridare vita al franchise, con un titolo pensato esclusivamente per nostri caschetti casalinghi.

Per chi fosse cresciuto in compagnia di Mowgli, il concept di Agry Birds prevedeva che, attraverso una piccola fionda, andassimo a scagliare una serie di volatili contro un piccolo mucchio di maiali verdi, all’interno di alcune soleggiate isole tropicali. Sembra folle, ma l’idea risulta ancora oggi estremamente efficace, anche perché l’obiettivo non era il semplice tiro al piattello, ma la distruzione di elementi dello scenario che – grazie all’effetto domino – si portavano dietro i vari nemici sparsi per le aree. Le basi di gameplay di Angry Birds VR non si discostano di una virgola rispetto a quelle dei titoli mobile, con la differenza che l’utilizzo della fionda avverrà attraverso il movimento delle nostre vere mani.

Una volta giunti in uno dei numerosissimi livelli che compongono l’avventura, dovremo quindi pianificare, ed infine eseguire, la nostra strage, cercando di sfruttare tutti i punti deboli delle strutture per sprecare meno munizioni possibile. Difatti, nonostante avremo sempre a disposizione tre possibilità, il gioco tenderà a premiarci con più punti e stelline in base sia al numero di colpi sparati, sia a quanti elementi dello scenario avremo distrutto. Proseguendo con l’avventura ci verranno poi messi a disposizione sempre più tipologie di volatili, da quelli esplosivi a quelli super veloci; stratificando un gameplay che è semplice all’apparenza, ma profondo nelle piccole finezze che caratterizzano i giocatori d’alto livello. Cercare di ottenere il massimo delle stelline in ogni livello sarà un’impresa veramente ostica, tanto che difficilmente riuscirete a completare Angry Birds VR al cento per cento. Quest’ultima è chiaramente una scelta ponderata, poiché l’approccio del titolo Resolution è proprio pensato per una manciata di partite mordi e fuggi, che ovviamente si prestano maggiormente alla fruizione su Oculus Quest.

Oltre all’impostazione, figlia quindi dell’approccio portatile, anche sul fronte tecnico e visivo Angry Birds VR fa una figura straordinaria sul portatile di Facebook. Se c’è una cosa che Resolution ha dimostrato di saper fare con le sue produzioni è proprio il lavoro di ottimizzazione sui device stand-alone; che si riconferma anche in questo caso ben sopra la media, regalandoci un’immagine definitissima, colori brillanti ed un ottimo lavoro sulla modellazione poligonale. Certo, un titolo come quello in analisi non ha sicuramente bisogno di chissà quale sfoggio grafico, ma la coerenza stilistica che si affianca alla mera realizzazione tecnica, esalta infine una produzione come non ne vediamo tutti i giorni su Oculus Quest.

Nonostante l’impostazione squisitamente arcade, Angry Birds VR propone una vastissima quantità di contenuti. Soltanto il primo mondo presenta diverse dozzine di livelli, che raggiungono il centinaio con un secondo mondo ancora incompleto, che verrà ampliato strada facendo nel corso dei prossimi mesi. Come se non bastasse, è possibile anche creare i propri custom levels e giocare quelli della community, che rendono di conseguenza l’opera di Resolution praticamente infinita. Se il gameplay vi piace, dunque, finirete per tenere installato Angry Birds VR fino al prossimo cambio generazionale, approfittando di una pausa pranzo o di un momento libero, per mettervi a sparare a qualche maiale colorato.

Vista la vicinanza sbalorditiva tra intenzioni e risultato, è davvero difficile trovare dei difetti oggettivi al titolo Resolution. Se proprio vogliamo, è vero che le location potevano esser più varie, alcuni livelli maggiormente intricati e – forse – si poteva inserire un sistema di consigli per gli scenari più ostici; ma in realtà quello che c’è funziona già alla grande, ed è difficile che non diverta chi cerca un’esperienza veloce, colorata e dal gusto arcade. Certo, chi non aveva amato già a suo tempo il titolo su dispositivi mobile, potrebbe comunque rimanere infastidito dalla riproposizione pedissequa del concept originale, ma in quel caso potete cercare serenamente altrove, su Quest non mancano di certo produzioni che sfoggiano – quantomeno – il medesimo spirito.

Angry Birds VR: Isle of Pigs è uno dei di quei titoli arcade dal concept semplice che possono risultare irresistibili per molti. Chiaramente dimenticatevi l’approccio room-scale delle produzioni più raffinate; da queste parti troverete un titolo che fa una sola cosa, ma la fa dannatamente bene. Su PC di queste produzioni ne abbiamo viste diverse, ma forse raramente di così pulite nell’estetica e rifinite nel gamplay; su Oculus Quest invece non abbiamo molti altri titoli di questo stampo che possono vantarsi di tutti i pregi di Angry Birds VR, elevando così la produzione Resolution ad un mezzo must-have per tutti gli amanti del genere.

Angry Birds VR: Isle of Pigs è disponibile dal 7 Febbraio 2019 su Steam al prezzo di 12,49€, dal 16 Aprile 2019 su Playstation Store al prezzo di 14,99€, e dal 21 Maggio 2019 su Oculus Store al prezzo di 14,99€, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift, Playstation VR, WMR, Valve Index ed Oculus Quest.