Virtual Virtual Reality 2 | la recensione | Meta Quest, PCVR

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Giocato su Meta Quest 2

Virtual Virtual Reality è stato una delle esperienze più deliranti che ho mai fatto in realtà virtuale. Il titolo di Tender Claws ci metteva nei panni di un lavoratore meccanico, in un futuro distopico da cui dovevamo scappare tra varie realtà alternative indossando veri e propri visori di realtà virtuale, in un viaggio allucinante tra personaggi bizzarri e ambientazioni di ogni tipo. A cinque anni di distanza arriva a sorpresa il secondo capitolo del franchise, che cambia completamente setup ambientale e meccaniche di gioco. Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

L’opera di Tender Claws si apre con il nostro upload nel metaverso. Siamo in un futuro non specificato, e la nostra persona fisica è appena diventata un mucchio di Kb all’interno di un universo alternativo digitale, dentro cui potremo – teoricamente – vivere in eterno. Ahimé, poco dopo il nostro upload, scopriamo invece che i server sui quali hanno caricato la nostra personalità verranno chiusi, per lasciar spazio a una nuova versione del metaverso, di cui non potremo fare parte. Verremo così inglobati da una macchina nemica che è stata a sua volta riprogrammata da un altro abitante della zona, e che utilizzeremo per cercare di ritornare In Real life.

Le premesse narrative di Virtual Virtual Reality 2 sono tanto assurde quanto contemporanee, tanto da sembrare quasi un grosso dito medio alla stessa Meta, che pubblica il gioco in anteprima temporanea di una settimana rispetto ai visori PC. Un cortocircuito bizzarro, quasi incomprensibile, ma che vive di tanti di quegli elementi – che spaziano dalla comedy all’esistenzialismo – che è impossibile non rimanere risucchiati da una sceneggiatura prorompente e appassionata. Non tutto funziona millimetricamente nello script di Tender Claws, soprattutto una verbosità che si fa eccessiva specialmente nell’incipit del gioco, ma una volta scoperto tutto quello che ha da raccontare Virtual Virtual Reality 2, difficilmente vi farà rimanere indifferenti.

Il gameplay, invece, è tutta un’altra storia. Fondamentalmente il vostro alter ego si potrà muovere all’interno della macchina che andremo a controllare, andando a svolgere funzioni basilari, come la manutenzione del vostro guscio metallico, o attività d’ordinaria amministrazione imposte dal vostro nuovo capo. Il punto forte, tuttavia, è la guida del suddetto robot e l’esplorazione del mondo di gioco. Per muovervi nel mondo all’infuori della vostra macchina dovrete utilizzare una leva per andare avanti, due corde per girare a destra e sinistra, e un altro meccanismo per saltare. Non è l’espediente più comodo del mondo, ma Tender Claws ne è ben consapevole.

Muoversi, e in generale interagire con il mondo di gioco in Virtual Virtual Reality 2 è volontariamente snervante, spesso sgradevole, sporadicamente irritante. Sostanzialmente, Virtual Virtual Reality 2 è un videogioco che si auto-sabota consapevolmente, poiché tutto ciò che propone, lo propone in funzione di un discorso ben preciso. Discorso che si erge chiaramente a meta-racconto della realtà virtuale, nella realtà virtuale, dando vita a un’operazione kamikaze che definirei – senza mezzi termini – esplicitamente terrorista. Per proporre un prodotto come il titolo in esame ci vuole coraggio, poiché difficilmente un titolo ostico come questo potrà essere apprezzato, o anche solo capito, dal grande pubblico. Io stesso ci ho messo qualche ora per entrare in sintonia con un mondo che trovavo fin troppo respingente, e che mi ha quasi nauseato prima di catturarmi completamente nel suo game-loop e nel suo continuo rilanciare con nuove e deliranti meccaniche di gioco.

Quello che dovremo fare in Virtual Virtual Reality 2 non sarà infatti soltanto esplorare, ma dovremo anche – spesso e volentieri – combattere. Inizialmente avremo a disposizione soltanto un’aspirapolvere, con la quale dovremo fondamentalmente risucchiare gli oggetti sparsi per il mondo di gioco e rilanciarli ai nemici per fargli del danno, mentre corriamo e saltiamo in ogni dove attraverso le nostre leve automatizzate. Un delirio vero e proprio, che esplode tuttavia con l’arrivo di nuove armi e nuove meccaniche durante tutto l’arco dell’avventura. Vi voglio svelare il meno possibile, se non che nel corso delle circa dieci ore che compongono la campagna principale ci ritroveremo a fare a botte con grossi cavolfiori parlanti, giocare una versione impossibile di Beat Saber e partecipare a una serie di appuntamenti al buio.

Virtual Virtual Reality 2 è questa roba qui: un’accozzaglia di idee – non sempre raffinate e rifinite – che finiscono però per sovrastare il giocatore, lasciandolo con l’unica possibilità di arrendersi a tutto ciò che offre il prodotto, nel bene e nel male.

Ottimo, comunque, tutto ciò che fa da contorno al gameplay. Graficamente, nonostante l’impostazione minimal e low poly che aveva già contraddistinto il precedente, Virtual Virtual Reality 2 si difende più che bene, e offre un impatto scenografico di gran valore, a patto che si accetti un tipo di immaginario iper-stilizzato. Impossibile, invece, non amare un comparto audio perfetto. Dal doppiaggio inglese, passando da una colonna sonora eccezionale, e fino ad arrivare a un mix audio a tratti brillante, il comparto sonoro del prodotto Tender Claws è da applausi, e riesce a sostenere intere scene anche senza l’ausilio di una controparte visiva all’altezza delle ambizioni.

Da segnalare la presenza dei sottotitoli soltanto in inglese, comprensibilissimi per chi conosce la lingua a livelli decenti, ma che rende chiaramente la storia impossibile da seguire se si conosce soltanto la lingua italiana.

Virtual Virtual Reality 2 è un atto rivoluzionario, una presa di posizione inequivocabile, uno statement terrorista difficile da decifrare. È vero che, in fin dei conti, si tratta più di un divertisment che di una lettura particolarmente profonda dei nostri tempi e dei tempi che verranno, ma è sempre bello ritrovarsi davanti a un tipo di produzione che si permette di osare, a costo di risultare accessibile a una parte infinitesimale dell’eventuale utenza. Nonostante alcuni difetti, nonostante un gameplay che risulta frustrante per la quasi totalità dell’avventura, e nonostante tutto, Virtual Virtual Reality 2 è un prodotto indimenticabile, che segue a ruota il meraviglioso – e forse superiore – capitolo precedente. Da prendere in considerazione soltanto se si ha la pazienza e la sensibilità adatta, in tutti gli altri casi potreste trovarvi davanti al peggior incubo della vostra vita.

Virtual Virtual Reality 2 è disponibile dal 10 febbraio su Meta Quest al prezzo di 29,99€ e dal 17 febbraio su Steam al prezzo di 29,99€.

 




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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.1
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