Undead Development: la recensione

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Undead Development propone una sola idea in un contesto estremamente abusato come quello degli zombie, ma lo fa sfruttando con molta furbizia tutto quello che ad oggi funziona e da soddisfazione in realtà virtuale; purtroppo con qualche sbavatura ancora da correggere.

Il titolo di LadrikDev, lanciato recentemente in early access con metà dei contenuti già disponibili, è un ibrido tra un FPS a orde e un survival game. Tra un’ondata e l’altra dovremo massimizzare le risorse disponibili nella mappa, barricandoci in delle strutture predefinite e ottimizzando gli oggetti che troveremo sul nostro cammino, evitando così un’eventuale breccia nelle nostre mura.

Durante il primo livello ci troviamo all’interno di una casa distrutta; le pareti a pezzi, le finestre sfondate. Nessuno è nei dintorni, ma una piccola scritta in sovrimpressione ci consiglia di recuperare tutto ciò che potrebbe tornarci utile, prima di barricarci velocemente in casa. Dunque usciamo, recuperiamo il recuperabile tra armi, munizioni e oggettistica varia e torniamo in casa. Muniti del nostro fidato martello, potremo dunque barricare tutti i punti scoperti dell’appartamento, inchiodando qualunque oggetto ci capiti a tiro alle pareti che affacciano i punti deboli della struttura. Oltre ad attaccare gli oggetti ai muri, potremo inchiodare anche più oggetti tra di loro, creando micro strutture e armi imprevedibili; similmente a quanto fatto dalla saga di Dead Rising fin dal primo – memorabile – capitolo, puntando tutto sull’eccentricità delle combinazioni e l’originalità dei risultati.
Il gesto legato alla meccanica del martello è inoltre estremamente naturale e divertente, evitandoci inoltre il disturbo di posizionare i chiodi, ma creandoli dal nulla ogni qual volta si darà un un colpetto verso un oggetto.

Quando ci sentiremo pronti partirà la prima ondata, che si esaurirà in un breve break di qualche minuto prima della successiva e così via, fino alla nostra inevitabile dipartita. Tuttavia arrivati ad un determinato punteggio il gioco sbloccherà il livello successivo, che sarà quindi giocabile nella partita seguente. I mondi di gioco ad oggi presenti sul titolo sono quattro, tutti piuttosto diversi tra loro e che verranno accompagnati da altre 4 mappe con l’arrivo della release 1.0.

La varietà è dunque tangibile, ma Undead Development ha ancora alcuni difetti. Il più grave è probabilmente legato all’incertezza nella direzione che il titolo LadrikDev vuole intraprendere; qualche livello è al chiuso, qualcuno in esterna, qualcuno si dimentica delle possibilità date dalle meccaniche di building. Questo fa risaltare alcune mappe molto più di altre, rendendo troppo disomogenea l’esperienza nel suo complesso.
I ritmi di gioco risultano fortemente altalenanti, le prime ondate sono molto lente e spesso ad inizio partita saremo costretti ad aspettare quasi immobili la fine delle stesse, per dar spazio a momenti un po’ più stimolanti quando la difficoltà inizierà a crescere. Inoltre, la mancanza di obiettivi secondari oltre alla semplice sopravvivenza rende alcuni livelli molto più vicini ad un wave shooter classico che ad un survival, rischiando di stancare in fretta chiunque cerchi un’esperienza un po’ più profonda. La mancanza del multiplayer è oltretutto un grave difetto, ma arriverà probabilmente con le prossime versioni del gioco, rendendolo plausibilmente molto più godibile e longevo.

Nonostante questi momentanei punti di debolezza, Undead Developement è un titolo che promette molto bene grazie alla sua immediatezza e le sue meccaniche bizzarre; da acquistare subito se il genere stuzzica e si ha voglia di supportare lo sviluppatore, o più semplicemente da tenere d’occhio aspettando la release ufficiale.

Undead Development è disponibile dal 24 Ottobre 2017 su Steam.