The Wizards: la recensione

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Introduzione

The Wizards è una produzione di Carbon Studio, team polacco che ha all’attivo Alice VR, interessante avventura grafica del 2016. I titoli che sfruttano il tracciamento delle mani per simulare gesti magici ed invocare incantesimi sono numerosi, ma la qualità media esibita è solitamente modesta. Fa quindi piacere riscontrare come il gioco abbia i suoi contenuti ed una ragionevole fattura, sebbene il viaggio per solcare l’accesso anticipato sia ancora a metà della sua corsa.

Il gioco

Nei panni di un giovane mago alle prese con le forze del male proliferatesi nel Regno degli Uomini, vi troverete ad esplorare città e caverne alla ricerca di cristalli magici e nemici da sconfiggere. Senza troppo addentrarsi nella storia, che non è certo il punto forte della produzione, vediamo concretamente di che si tratta: The Wizards è una avventura a giocatore singolo basata su esplorazione e combattimento, con due locazioni principali (una terza è prevista a breve) divise in più livelli. Per rendere il titolo rigiocabile e non troppo corto, Carbon ha introdotto tutta una serie di modificatori che permetteranno di affrontare i livelli già superati con parametri alterati in termini di difficoltà e remunerazione. Le magie stesse non saranno tutte subito disponibili, ma andranno ottenute progredendo nella campagna ed eventualmente potenziandole con i cristalli raccolti. Difficile quantificarne la longevità effettiva, che dipenderà in misura preponderante dal vostro livello di interesse, specie se si parla di rigiocare le missioni con diversi modificatori. Il mio auspicio ed anche l’intenzione degli sviluppatori è di renderlo sostanzialmente più longevo nella sua versione finale. Il gioco ha anche introdotto con la versione 1.2 una variante endless con classifica chiamato Arena Mode che, considerando l’odierna reputazione degli sparatutto a ondate, temo possa spaventare l’eventuale acquirente più che solleticarlo.

Nessuna delle cose testé elencate è particolarmente stimolante, tuttavia The Wizards ha anche degli assi – per non dire degli incantesimi – nella manica. Prima cosa da sottolineare, il sistema di gesti utilizzato per invocare le magie funziona davvero bene. Anzi di disegnare figure geometriche nell’aria, come altre produzioni, qui si fanno movimenti netti con le braccia che si apprendono in un istante e si richiamano con precisione durante il combattimento, con grande soddisfazione. Seconda cosa da sottolineare è come ci siano veri livelli da esplorare, veri boss e nemici da affrontare, niente di particolarmente articolato ma comunque il retrogusto è piacevole. Se le ambientazioni del gioco finale saranno ben più numerose, cosa ipotizzabile a giudicare la misura della mappa, la cosa potrebbe iniziare a farsi interessante.

Comfort e implementazione

Il gioco nasce per il teletrasporto, che è ottimamente implementato ed usa anche dei nodi per permettere di “saltare” su piattaforme antistanti o arrampicarsi nei dirupi, nonché l’oramai popolare cooldown per scoraggiarne l’uso ossessivo. Non manca il movimento fluido, per coloro interessati a questa soluzione. Graficamente la produzione è competente ma non eccellente, con una buona varietà degli scenari ed un level design interessante, che si contrappone a texture di risoluzione modesta e nemici tozzi ed ineleganti. The Wizards dovrebbe girare più fluidamente di quanto non faccia nella realtà, visto il dettaglio proposto, specie in considerazione della scarsa nitidezza del sampling di default.

Conclusioni

Tra chiaroscuri, The Wizards esce se non vincitore quantomeno a testa alta. Evocare le magie via handtracking funziona particolarmente bene e c’è anche una campagna reale da affrontare, anche se su profondità e durata servirà ancora parecchio lavoro in vista della pubblicazione. Se l’argomento vi interessa è un titolo da prendere in considerazione, magari con un bello sconto. Per tutti gli altri aspetterei la fine dell’accesso anticipato, per meglio valutare la consistenza dei contenuti in rapporto al prezzo di listino.

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