SoundSelf: A Technodelic – recensione e video recensione (PCVR)

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Quando la VR non incontra esperienze prettamente videoludiche, è facile trovarsi di fronte a prodotti dall’impronta decisamente sperimentale. Dal cinema VR fino alle esperienze più compresse, quando un autore decide di utilizzare la realtà virtuale senza passare per il gaming ci si trova spesso di fronte ad un risultato non particolarmente riuscito, ma il più delle volte interessante.
Andromeda Entertainment decide quindi di utilizzare questo nuovo linguaggio per cercare di replicare l’effetto che la meditazione trascendentale riflette su milioni di individui in tutto il mondo, prendendoli per mano attraverso un’esperienza che fa del mantra la sua principale “meccanica di gameplay”.

Fin dalla fine degli anni cinquanta, la meditazione trascendentale si è rivelata una delle tecniche meditative più efficaci in assoluto, tanto che anche grandi artisti quali David Lynch, Donovan e Paul McCartney non nascondono mai il loro entusiasmo per questa disciplina.
Cosa ci sia di vero rimane un’incognita, certo è che per molti la meditazione trascendentale è stata in grado di ristabilire un ordine mentale che spesso si fa sfilacciato, restituendoci il bisogno di trascendere per tornare in noi stessi.

SoundSelf: A Technodelic è un software che aiuta l’utente a raggiungere questa agognata trascendenza, attraverso una voce che ci accompagna nel nostro viaggio, ed un insieme di input visivi e sonori che dovrebbero – secondo gli autori – facilitare il nostro percorso.

C’è subito da dire che questo tipo di esperienze non sono sicuramente adatte a tutti i palati.
Chi è già abituato ad un certo tipo di slancio new age – nell’accezione più positiva del termine – potrebbe trovare qui una delle esperienze migliori da vivere attraverso il proprio caschetto di realtà virtuale; al contrario, chi guarda con diffidenze questo tipo di pratiche non cambierà certo idea grazie al titolo di Andromeda Entertainment.

Chi vi parla è sempre stato affascinato dal concetto di meditazione; forse su un piano più antropologico che pratico, ma l’idea di riuscire a guarire sé stessi e le proprie ferite attraverso una pratica che lavora soltanto con la propria percezione non può che incuriosirmi. Nonostante questo, non mi sono mai approcciato seriamente alla pratica; un po’ per una questione di tempo, un po’ per una questione di sano scetticismo. SoundSelf è stato quindi un ottimo metodo per testare in modo divertente ed originale quello che può essere la meditazione, ma il risultato mi ha colpito a metà.

Da una parte, farsi guidare da una voce che sembra effettivamente conscia del mezzo, rilassandomi completamente e facendomi trasportare da suoni e colori mi ha restituito un certo impatto, dandomi la conferma che – forse – è possibile raggiungere una sorta di pace interiore anche attraverso questi mezzi. Dall’altra non sono riuscito a sbloccarmi completamente, alternando fasi di rilassamento quasi totale, ad altri di totale freddezza e scetticismo. Sicuramente è una problematica del tutto personale, figlia anche del fatto che, convivendo, non mi sono sentito libero di rilassare in toto la mente e lasciarmi andare verso l’ignoto; ma certo è che ognuno vivrà un’esperienza del tutto personale, frutto del contesto e delle modalità con cui ci si approccia.

Scommetto che fino ad ora, comprensibilmente, non ci avete capito molto: vi spiego quindi come funziona. Una volta avviato il software potrete decidere quanto durerà la sessione che state per svolgere: quindici, venti, trenta o quaranta minuti. Una volta avviata la meditazione, il tutto senza l’utilizzo dei controller, avrete di fronte a voi un albero che punta al cielo, scelta che suggerisce una fruizione dell’esperienza da sdraiati. Da qui, una voce fuori campo vi darà indicazioni, che partono da quelle classiche legate alla respirazione, fino ad arrivare alla modulazione del mantra. Il mantra è un tipo di suono che continueremo a ripetere incessantemente dall’inizio alla fine della sessione, che verrà catturato dal microfono che state utilizzando e che servirà a scandire la respirazione durante il vostro viaggio. Qui entra in gioco il software, perché attraverso l’utilizzo della vostra voce, SoundSelf andrà a produrre suoni ed immagini che vengono modulati attivamente, rispondendo in modo del tutto unico alle frequenze della vostra voce.

Qui arriva anche la domanda da un milione di dollari: questa infrastruttura audiovisiva aiuta o affievolisce l’effetto della meditazione? Purtroppo non sono un esperto e non posso darvi un’informazione certa, ma a giudicare dai feedback della community più appassionata pare proprio di sì, e SoundSelf si è guadagnato – già nella sua fase beta – un pubblico numeroso ed estremamente affezionato.

SoundSelf è un prodotto interessante, a prescindere dal fatto che ci si riesca ad allineare con quello che vuole proporre o meno. Il fatto che la realtà virtuale viva anche di produzioni del genere è sicuramente un grande passo avanti per il medium, che può quindi avvicinarsi a terreni difficili da esplorare in un prodotto prettamente gaming, ma che si porta anche dietro un largo margine di scetticismo. Se la meditazione vi affascina e volete provare un’esperienza diversa dal solito potete a dargli serenamente una possibilità, ma ricordate che quello che vi restituisce dipende principalmente dallo spirito con cui deciderete, consciamente o meno, di approcciarlo.

SoundSelf: A Techodelic è disponibile dal 22 Aprile 2020 su Steam, compatibile con HTC Vive, Valve Index ed Oculus Rift.