Skyfront VR

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EDIT: l’articolo è stato aggiornato con l’integrazione per la versione Early Access

Il panorama dei giochi multiplayer competitivi, o più propriamente degli arena shooter, è oltremodo saturo e le probabilità di pubblicare un prodotto che non arriverà mai ad avere una base stabile di giocatori sono piuttosto elevate. C’è tuttavia il trend in piena crescita degli sparatutto 6dof (six degrees of freedom) a bassa gravità che permettono il movimento anche sul piano verticale, cosa che in VR rende particolarmente bene e sfrutta a dovere le peculiarità di visore e controller tracciati. Skyfront VR si incastona esattamente in questo segmento, mostrando le carte sul tavolo prima che i pesi massimi Space Junkies ed Echo Combat facciano il proprio rumoroso ingresso.

Ambientato nella Terra del 2700 dopo Cristo dopo secoli di sanguinose battaglie, l’umanità sopravvissuta all’estinzione ricorda il suo passato violento nella competizione Skyfront Tournament che riunisce le popolazioni pacificate in uno sport competitivo. A parte le banalità, il titolo Levity Play risulta essere focalizzato sul combattimento PvP ad alta quota, all’interno di sfere semi trasparenti contenenti scenari a gravità zero che mischiano architettura classica a strutture futuribili, in uno spettacolare sfondo terraqueo. Saranno a gravità zero anche i giocatori e gli eventuali droni d’allenamento: ogni cosa se in assenza di vettori di spinta tenderà a rimanere al suo posto, creando un piano tattico verticale che avrà una certa influenza negli appostamenti.

Gli sviluppatori hanno riservato parecchie energie all’ottimizzazione del sistema di movimento affinché il disagio da simulatore fosse ridotto ai minimi termini. Devo dire che è stato fatto un eccellente lavoro: violando senza troppa irruenza diverse leggi della fisica per ridurre l’inerzia e scongiurare qualsivoglia rotazione della telecamera, e con il contributo di una ambientazione aerea in cui lo sfondo (immobile poiché distante) occupa la gran parte del campo visivo, si è raggiunto un livello di comfort che mi ha sinceramente sorpreso. Non ho avvertito alcun tipo di disagio in nessuna situazione, per quanto concitata, il che considerando la natura frenetica del gameplay appare come un successo pieno. Di certo risulta l’aspetto più brillante dell’intera produzione.

Skyfront VR è stato distribuito in una beta pubblica che avrà tuttavia a breve scadenza: dal 10 Novembre – data di pubblicazione in accesso anticipato – per continuare a giocare sarà necessario acquistare regolare copia presso Steam. A meno che non finiate nella top 3 della attuale classifica dei fragger, cosa non facile considerato che le uccisioni di bot non vengono conteggiate e che trovare contendenti nell’arco della giornata richiede più di un pizzico di fortuna. A parte fix e migliorie, la prima release in Ealry Access avrà come differenze principali una seconda mappa ed un ventaglio di armi ed abilità ampliato. Manca al momento una timeline che indichi i prossimi passi nello sviluppo, con tutta probabilità correlati all’eventuale successo del progetto ed ai suggerimenti della comunità.

Tecnicamente il gioco ha aspetti discreti e debolezze. La cosa peggiore è sicuramente l’aliasing, molto marcato ed impossibile da non notare essendo il gioco basato sul combattimento a grandi distanze. Il menù sul dettaglio grafico ha un unica selezione che anche posta al valore massimo migliora la situazione di poco, non risolvendo il problema di fondo. La stilizzazione è buona, e non sono male nemmeno le armi, anche se ogni elemento dello scenario se visto da distanza ravvicinata appare spoglio e con texture a bassa risoluzione. Va anche detto che il grosso del tempo lo passerete in volo a ragionevole distanza da ogni ostacolo, quindi la cosa non disturba più di tanto, anche se ne rimarca pedigree e budget limitato.

Nel campo di battaglia, è effettivamente molto divertente fronteggiare avversari umani e padroneggiare i diversi tipi di armamento. Il tipo di movimento, basato su una sorta di pistola a propulsione, calza bene l’attuale paradigma del muoversi in base a dove si punta con la mano ma anche il rampino per fare scatti fulminei risulta un toccasana per togliersi di torno da situazioni spinose. Vi sono anche dei bot che tuttavia sono poco intelligenti e per nulla stimolanti, e la sopravvivenza di questo di produzioni è legata anche alla capacità di tenere una stanza aperta con qualcuno dentro, e su questo versante non ci siano proprio, l’intrattenimento in solitario è prossimo allo zero.

Vedremo come Levity Play si muoverà nelle settimane successive al lancio, Skyfront VR ha del potenziale ed un sistema di locomozione che merita massima attenzione, ma sia sotto l’aspetto tecnico che in quello dei contenuti manca la prestanza necessaria a svettare in un segmento dove tutti sgomitano ma pochi restano in piedi. Anche il prezzo, al momento ignoto, sarà un fattore determinante per la sua sopravvivenza. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.