Ghost Giant: recensione e video recensione (PSVR)

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Dopo i meravigliosi Stick it to the Man, Zombie Vikings e i più recenti Fe e Flipping Death, i ragazzi di Zoink Games esordiscono in realtà virtuale con un titolo d’avventura che si discosta con un certo distacco dai loro lavori precedenti. Se su flat screen lo studio svedese aveva scelto la strada del 2.5D e dell’adventure a scorrimento orizzontale, con Ghost Giant i nostri mantengono soltanto la struttura da avventura classica per poi appiccicarla ad un puzzle game a quadri più vicino al medium, con uno stile meraviglioso ma qualche problema strutturale.

Ciò che salta subito all’occhio una volta avviato Ghost Giant è chiaramente la sua personalità stilistica. Fin dal primo annuncio i fanatici di PSVR hanno visto nell’ultimo titolo di Zoink Games un Moss due punto zero, avventura dalla quale tuttavia gli svedesi prendono le distanze sia in termini di racconto che di gameplay. In entrambi i titoli interpretiamo il guardiano di un piccolo animale antropomorfo, lo stile del cinema d’animazione contemporaneo regge ambe due le opere e il tono dolce e malinconico si palesa anche in quest’ultima aggiunta nella line up di PSVR; tuttavia, al contrario del titolo di Polyarc, in Ghost Giant non dovremo muovere direttamente il nostro piccolo amico, utilizzando esclusivamente le mani virtuali per aiutarlo a proseguire nel suo viaggio.

Se da una parte il concept rimane più in linea con lo spirito stesso della realtà virtuale, dall’altra il mix tra limitazioni nel tracking, ritmi di gioco e puzzle non sempre bilanciati, rendono a malincuore meno divertente il risultato.

L’opera di Zoink Game è comunque coraggiosamente consapevole di non voler risultare un’esperienza scanzonata come potrebbe sembrare. Se lo stile cartoon potrebbe far credere di trovarsi di fronte ad un titolo a tratti infantile, i temi importanti e dolorosi che Ghost Giant vuole affrontare lo allontanano da molti suoi colleghi, soprattutto per la delicatezza con cui sono affrontati.

Il grosso dilemma del racconto è però che, nonostante gli evidenti sforzi autoriali, non tutto arriva nei tempi e nelle modalità che in casa Zoink Games si erano prefissati. A scanso di equivoci, è lodevole che uno studio indipendente che esordisce per la prima volta in realtà virtuale senta il bisogno di esplorare una strada non ancora battuta – o perlomeno mai affrontata dalle esclusive Sony – tuttavia è evidente come il racconto necessitasse di uno sforzo ancora maggiore, magari supportato da un gameplay più sinergico rispetto alla sua sceneggiatura.

All’atto pratico, in Ghost Giant dovremo risolvere una serie di puzzle sparsi per i quattordici – brevi – capitoli che il titolo offre, cercando di aiutare il protagonista ad ottenere oggetti per soddisfare una richiesta che ci sarà chiara soltanto dall’ultimo atto in poi. In ogni livello il protagonista Louis si vedrà ostacolato da NPC, strade chiuse ed oggetti che ne impediranno il proseguimento; da qui in poi starà a noi capire come risolvere i vari problemi che Louis si troverà dinanzi, che siano realizzare un quadro per distrarre un gruppo di hipster che citano Truffaut o recuperare delle casse di semi con una gru da riparare.

Se molti enigmi risultano riusciti e divertenti, altri evidenziano scelte di game design discutibili, che portano a puzzle poco intuitivi e snervanti, anche causa di una gestione dei motion controller mediocre ed una costante e fastidiosa compenetrazione poligonale tra personaggi, oggetti e mani virtuali. Tutto sommato il livello di sfida risulta dignitoso anche se, nonostante il titolo si rivolga in gran parte ad un pubblico maturo, l’esperienza di gameplay sembri per forza di cose indirizzata ai più giovani.

Sul fronte tecnico ed artistico siamo invece su tutt’altro livello. Il mondo di Ghost Giant è vivo e ricco di elementi, la cura per il dettaglio è spaventosa e la pulizia a visore sempre perfetta. Fa piacere la vicinanza stilistica con il buon Teraway, piccola perla per PSP e PS4 che, anche se priva del supporto VR, vale la pena di essere riscoperta. Anche le musiche orchestrali, degne quasi di un film made in Pixar, riescono a riempire le scene con un’armonia stilistica fuori dal comune, ma da uno studio il cui marchio di fabbrica è sempre stato lo stile non avevo assolutamente dubbi in proposito.

 

Essendo Ghost Giant un’esperienza totalmente story-driven e presentando un’immediatezza degli enigmi non sempre brillante bisognerà essere ben disposti quantomeno al genere d’appartenenza per apprezzarlo almeno un poco. Il titolo di Zoink Games non è un titolo brutto, sia chiaro, ma siamo dolorosamente di fronte ad un caso in cui le intenzioni superano di gran lunga il risultato. Le idee ci sono, la voglia di raccontare anche ed il gusto stilistico non è in dubio; manca giusto una visione di insieme più coesa che riesca a valorizzare l’insieme degli elementi. Aspettiamo con grande curiosità e ammirazione il prossimo titolo, consigliandovi – almeno in parte – di dare una chance a Ghost Giant. Magari a prezzo scontato.

Ghost Giant è disponibile dal 16 Aprile sul Playstation Store e dal 18 Aprile in edizione fisica, compatibile con PSVR e Playstation Move.

 

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