Everspace Encounters: la recensione

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Introduzione

In occasione del rilascio della prima espansione di Everspace, chiamata Encounters, ne approfittiamo per “ripescare” un titolo di alta qualità che si è affacciato nel panorama in realtà virtuale qualche tempo addietro. Non parliamo infatti di una produzione nativa: il supporto è arrivato nella seconda fase del suo periodo di accesso anticipato ed aveva inizialmente tutta una serie di problemi. Rockfish Games ha lavorato sodo per ovviare questi inconvenienti, riadattando il codice ad una versione più recente del motore Unreal che desse prestazioni migliori in VR. Ma procediamo con ordine.

Il gioco

Everspace è un incrocio tra un gioco di ruolo roguelike ed un simulatore di combattimento spaziale di stampo arcade. Se guardando le immagini, nonché l’ambientazione, l’associazione con Elite possa sembrare pertinente i due titoli risultano pressoché antitetici. Un parallelo più congruo tra i titoli noti in realtà virtuale sarebbe EVE Valkyrie ma votato al single player e sorretto da una robusta infrastruttura rpg. Unisce infatti i furiosi combattimenti e le pirotecniche esplosioni del primo con elementi di crescita, raccolta e fabbricazione, nonché una cosmesi grafica decisamente più elaborata e varia. L’espansione Encounters rincara la dose aggiungendo nuovi personaggi ed elementi narrativi che aprono a quest secondarie, per un ulteriore irrobustimento sul fronte dei contenuti.

In Everspace si inizia dal settore 1 con l’obiettivo di arrivare alla fine del gioco, collocata nel settore 7. Ogni settore possiede una serie di sistemi tra loro interconnessi, il cui ultimo integra un portale che permette il salto al settore successivo. I singoli sistemi prevedono percorsi alternativi e con l’aumentare dell’esperienza e delle capacità potrete ottenere doti previsionali, per scegliere la via meno pericolosa o quella più affine ai vostri obiettivi. Avendo una organizzazione roguelike, alla morte si riparte da zero perdendo tutti gli oggetti raccolti, ma rimane sia il denaro che i potenziamenti, nonché le varie relazioni intercorse con i personaggi non giocanti di Encounters e le quest relative. Il combinato di tutti questi elementi ed una buona randomizzazione rendono ogni nuova partita ragionevolmente diversa e varia. Si inizia “poveri in canna” ma con una nave presumibilmente più potente della volta precedente, e piuttosto che avanzare a tamburo battente cercherete di recuperare tutte le risorse disponibili ponderando rischi e benefici, specie quando c’è l’uso della forza a fare da tramite. Non troverete solo navi ostili, ci saranno più fazioni in lotta tra loro alcune delle quali amichevoli o neutre, sempre che non decidiate di sparargli addosso s’intende.

Riprendiamo il capitolo sulle ottimizzazioni tecniche, visto che qualche lettore potrebbe aver provato (come il sottoscritto) Everspace all’alba del suo supporto VR rimanendo in qualche modo perplesso. L’antialiasing sfocato che fa più danni che benefici è un problema arcinoto tipico di tutte le vecchie versioni di Unreal, di ardua soluzione in quanto richiede di rivedere tutto il codice del gioco. Tra i pochissimi titoli che hanno avuto “il coraggio” di affrontare l’impresa citerei Raw Data, come esempio pienamente positivo, e Solus Project che ha mitigato ma non risolto il suo aliasing generale. Everspace rientra a pieno titolo nelle storie di successo, con una nitidezza prima impossibile anche senza particolari impostazioni di sampling. Discorso analogo sul fronte delle prestazioni, il vecchio Everspace soffriva di numerosi rallentamenti anche sulle macchine più potenti, mentre ora il frame rate è stabile e molto più fluido; si verificano occasionali perdite di fotogrammi solo in occasioni delle esplosioni più spettacolari, cosa a mio avviso ampiamente perdonabile. Il gioco è nato con il pad in mente, con cui funziona a meraviglia usando tutti i tasti in modo ragionato e adottando una strategia di combattimento basata su strafe e movimento ad arretrare piuttosto che su rollio/beccheggio/imbardata, operazioni in effetti più affini ad uno sparatutto convenzionale che ad un simulatore di volo. Molti utenti tuttavia lamentavano l’impossibilità di utilizzare comunque una interfaccia HOTAS, che all’epoca del lancio VR non risultava supportata; anche in questo caso Rockfish ha provveduto, il menù dei comandi è ora pieno di opzioni aggiuntive, tra cui ho particolarmente apprezzato la possibilità di utilizzare il puntamento associato alla direzione dello sguardo come in EVE.

Comfort e implementazione

Tutte le simulazioni ambientate in un abitacolo risultano per loro natura suscettibili al disagio da simulatore, anche se la struttura di riferimento immobile rappresentata dal cruscotto – particolarmente generoso in Everspace – attenua di parecchio lo squilibrio sensoriale. Ora che il gioco gira fluido, ed in considerazione dei vari aiuti inerziali presenti, l’ho trovato sensibilmente migliorato su questo fronte rispetto alle prime versioni in effetti poco confortevoli. Se il vostro livello di tolleranza vi permette di giocare titoli similari, Everspace non dovrebbe creare particolari problemi.

Conclusioni

Everspace è un titolo solido e di buona reputazione, che si regge sulle sue gambe nel ben più competitivo mercato PC e console. Il DLC Encounters ne rafforza il lato ruolistico, aggiungendo nuovi personaggi, dialoghi e quest secondarie. Se sulla qualità della produzione c’è poco da obiettare, qualche ragionevole titubanza sull’implementazione in realtà virtuale c’è stata al suo debutto: ottimizzare un gioco flat per VR è un lavoro oneroso e complesso, che solitamente non vede mai pieno compimento senza sfociare in prodotti da acquistare a parte. Rockfish si è invece rimboccata le mani, l’Everspace odierno è quasi irriconoscibile visore alla mano. C’è poco di simile nel panorama VR al momento, citerei Space Rift sul versante narrativo, House of the Dying Sun per gli elementi di progressione e combattivi e Sublevel Zero quale roguelike su nave spaziale: il paragone su qualità e contenuti sarebbe tuttavia impietoso, qui si parla di tutt’altro livello di produzione. Davvero un buon lavoro, per uno dei più longevi titoli VR in circolazione.