Contractors: recensione e video recensione (PCVR/Quest)

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Giocato su Oculus Quest 2

Di sparatutto competitivi il mercato VR è pieno, ma sono ben pochi quelli che sopravvivono ad una mancanza generale di pubblico, che tende a polarizzarsi su una piccola manciata di prodotti. Contractors, di Caveman Studio, è fortunatamente uno di questi, ed arriva finalmente oggi anche su Oculus Quest, con un porting solido e piacevolissimo, che non fa rimpiangere la sua controparte PC. Scopriamo insieme come se la cava questo FPS competitivo team based sullo standalone di Facebook.

Su PC, la community che bazzica il mondo degli sparatutto multiplayer si è oramai stabilizzata da qualche tempo su Onward, Pavlov, e questo – più recente – Contractors. Se il primo risulta un mil-sim estremamente realistico e punitivo, mentre il secondo è adatto a sessioni di caccia più leggere e spassionate, Contractors si posiziona invece esattamente a metà tra le due operazioni. Pur non ambendo ad essere un prodotto iper-realistico in tutto e per tutto, l’opera di Caveman Studio è comunque pensata per essere un’esperienza prettamente team based, in cui la comunicazione tra giocatori risulta fondamentale ai fini della vittoria. Ma non solo, al contrario degli esponenti più arcade del mercato flat, i giocatori in Contractors non saranno delle indistruttibili spugne, e tenderanno a cadere dopo un paio di colpi ben piazzati; restituendo un feeling discretamente realistico degli scontri, che spinge tutte le pedine in gioco a muoversi con una certa cautela.

D’altra parte, non aspettatevi un prodotto dalle finezze di Onward; Contractors punta comunque prevalentemente a divertire i suoi giocatori, presentando anche un certo spirito vagamente arcade, soprattutto nella proposta delle modalità di gioco.

Oltre al classico deathmatch a squadre, potremo buttarci nella mischia degli scontri anche attraverso i game-mode “cattura la bandiera”, “bomb defuser” e “gun game”, accompagnate da altre quattro modalità. Le otto proposte ludiche che vanno a comporre le modalità principali dell’online di Contractors dimostrano una trasversalità di contenuti che non è decisamente da tutti, e funzionano – tra l’altro – molto bene nella loro totalità di sfumature.

Se c’è un difetto riguardo alla pura struttura di Contractors è però la gestione delle partite. Al contrario di altri titoli analoghi non potremo effettuare un quick match al volo, ma dovremo entrare manualmente in uno dei server presenti al momento della nostra sessione di gioco. Questi ultimi saranno creati esclusivamente dai giocatori, e non sarà sempre facile trovare la partita che cerchiamo, a causa di una certa confusione nel differenziare partite private ed aperte, libere o ranked. A proposito di queste ultime, oltretutto, non esiste un vero e proprio sistema di rank che va a premiare il giocatore più capace sulla lunga distanza, ma chi vuole spingere l’acceleratore su partite più competitive dovrà necessariamente cercare la stanza a lui più congeniale. Sicuramente col tempo la situazione andrà a farsi più precisa ed in linea con quello a cui siamo abituati nel mercato flat, ma ad oggi non aspettatevi di trovare la pulizia strutturale di un Firewall: Zero Hour.

In ogni caso, una volta trovata la nostra partita, sarà difficile smettere di giocare ad un titolo che propone un feeling delle armi unico ed efficace. Dal menù apposito, sarà possibile scegliere il nostro loadout attraverso il classico sistema di punti che andrà a bilanciare l’equipaggiamento che decideremo di portarci dietro, selezionabile in qualsiasi momento, a seconda della modalità scelta. Tra le bocche da fuoco troviamo i classici mitragliatori, carabine, pistole e quant’altro, che andranno a costruire un parco armi estremamente vario e personalizzato, a cui potremo attaccare anche mirini, stabilizzatori e così via.

Se il lavoro sull’equipaggiamento risulta decisamente in linea con i migliori esponenti del genere, lo stesso non si può dire del lavoro sulle mappe. Sebbene le otto zone disponibili siano varie ed esteticamente appaganti, il level design non perfettamente bilanciato, ed a tratti dispersivo, fa un po’ da collo di bottiglia ad un’esperienza che potrebbe dare di più sul fronte del ritmo. Il problema sta specialmente nel fatto che gran parte delle mappe presenteranno un perimetro invisibile dal quale non potremo uscire, oltre che un’estensione a tratti eccessiva, rispetto ai dieci giocatori che possono partecipare ad una partita. La direzione è quella giusta, soprattutto per quanto concerne l’identità dei singoli luoghi, ma c’è sicuramente ancora un po’ da fare riguardo al bilanciamento millimetrico di cui hanno bisogno gli FPS competitivi online.

Ma Contractors non è soltanto competizione. Dal menù iniziale potremo decidere anche di affrontare una breve campagna ambientata nelle stesse mappe della modalità multiplayer; sia in solitario che in compagnia. Questa piacevole aggiunta non è altro che una variante di “cattura la bandiera” con più nemici ed un pacing più spinto, e potrà essere affrontata insieme ad un massimo di altri tre giocatori. Sebbene non risulti il punto forte dell’opera Caveman Studio, il coop regala l’ennesima marcia in più ad un prodotto che si dimostra praticamente imperdibile per tutti gli amanti del genere, poiché presenta una quantità di modalità e sfumature che risulta assolutamente appagante davvero per tutti i gusti.

Concentrandoci invece sull’impatto tecnico, qui Contractors vince decisamente sui colleghi, almeno su Oculus Quest 2. Nonostante un popup di texture ed elementi poligonali a tratti insopportabile, la pulizia dell’immagine di Contractors su Oculus Quest 2 non fa rimpiangere la versione su personal computer, presentando un colpo d’occhio che supera di gran lunga il ben più scarno Onward. Non è niente di miracoloso, ed il Quest 2 ha dimostrato che si possono fare ben altri miracoli, ma fa piacere che per una volta un FPS multiplayer arrivi sullo standalone in uno stato ben più vicino alla sua versione PC di quanto non si possa sperare.

Rimane il problema del cross-play. Su PC infatti, forti di una risoluzione maggiore e di un rendering più esteso sulle lunghe distanze, i giocatori plug and play si ritroveranno avvantaggiati con le armi a lunghissimo raggio, lasciando i giocatori Quest un po’ indietro su questo fronte. C’è da dire che essendo il titolo un FPS che si gioca prevalentemente sulle medie distanze, questo non risulta un problema fondamentale, ma speriamo che un maggior bilanciamento tra le piattaforme metta una pezza anche a questa problematica.

Contractors si inserisce in una fascia di mercato che non aveva ancora trovato un esponente di spicco su Oculus Quest, risultando un FPS competitivo imperdibile per tutti gli amanti del mil-sim in salsa arcade. L’opera di Caveman Studio presenta un lavoro di polishing raro per questo tipo di produzione, è divertente e sfoggia oltretutto un buon colpo d’occhio, ergendosi a prodotto appetibile anche a chi non va matto per questa categoria di produzioni. C’è ancora del lavoro da fare, soprattutto sulla struttura del multiplayer e su alcune finezze di gameplay, ma se siete alla ricerca di uno sparatutto militare che non punti sul realismo più spinto, Contractors potrebbe rivelarsi un acquisto decisamente consigliato.

Contractors è disponibile dal 3 Dicembre 2020 su Oculus Quest al prezzo di 19,99€, dal 19 Maggio su Oculus Rift al prezzo di 19,99€, e dal 18 Novembre 2018 su Steam al prezzo di 16,79€, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift, Oculus Quest, Valve Index e WMR.

 




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