Code 51 Mecha Arena: la recensione

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Introduzione

A breve distanza dall’atteso Vox Machinae, un altro gioco di mech orientato al multiplayer è comparso sul mercato. Molto meno noto, anche se ne avevamo già parlato in una precedente occasione, il cinese Code 51 Mecha Arena esibisce una impostazione totalmente differente. Mettendo da parte la banalità dei preconcetti sui giochi fatti in Cina, Code 51 risulta in realtà superiore sotto parecchi fronti alla controparte Canadese ma, come quasi tutti i titoli multigiocatore per VR, si candida all’indifferenza per deficit di sfidanti.

Il gioco

Il team SmellyRiver ha fatto le cose in grande, riguardo il multiplayer. Il gioco è uscito simultaneamente sia per computer che su PSVR e supporta il crossplaying tra tutte, cosa rara a trovarsi anche in produzioni ben più costose. Apparentemente anche un tale oneroso investimento non ha dato i suoi frutti, non essendo io riuscito a trovare contendenti su nessuno dei tre server (Europa, America e Asia). Per fortuna esiste una modalità pratica con i bot, fatta abbastanza bene ma certo non sufficiente a giustificarne l’acquisto, nonché un breve tutorial non troppo brillante che introduce alle meccaniche di manovra e di combattimento.

Code 51 non tenta l’innovativo ma anche macchinoso sistema di interfaccia basato sulla manipolazione diretta dei controlli, visto ad esempio in Vox Machine. Qui si gioca con un più basico ma anche più reattivo pad, dato che non c’è supporto dei controller di movimento, che vede camminata e strafe sulla leva sinistra ed un misto di puntamento e rotazione associato all’orientamento del casco. Una soluzione molto simile a quella che avevamo già apprezzato in War Robots VR, di certo semplificata ma anche funzionale e con un discreto livello di confort.

Code 51 offre nove tipi di robot, dieci tipi di armi, apparentemente gestisce anche il ranking del giocatore (difficile dirlo senza trovare partite online). Nonostante qualche lieve caduta di stile durante il tutorial, sul lato tecnico fa la sua figura risultando sensibilmente più dettagliato di Vox Machinae, nonché performante e scalabile. Non parliamo in questo caso di un accesso anticipato ma di un titolo finito, con menù gradevoli e funzionali e un adeguato comparto audio. Se il più volte citato antagonista si caratterizza per un taglio simulativo ed una certa lentezza generale, peraltro giustificata dalla stazza dei mech, qui anche i mezzi più pesanti risulteranno veloci e reattivi, con scontri frenetici all’ultimo frag in arene su più livelli anch’esse di un certo effetto scenico.

Conclusioni

Qualcuno potrà storcere il naso per l’approccio arcade ed il gioco via pad, due elementi che ben si adattano al tipo di giocabilità offerta e soprattutto al crossplay PC-console su cui l’intera infrastruttura si basa. Code 51 Mecha Arena ha un unico, enorme problema: non c’è una base di giocatori sufficiente a giustificarne l’acquisto. Questo è colpa sia del “solito” asfittico mercato VR ma non solo, gli sviluppatori hanno fatto davvero poco per promuovere il titolo sui vari sistemi o tenere rapporti con le riviste del settore. A meno che non abbiate amici dotati di visori VR o siate voi stessi detentori di più sistemi come ad esempio PSVR e PC e vogliate organizzare sfide, è poco probabile che Code 51 abbia una esplosione di notorietà differita: è stato pubblicato due mesi fa e i server risultano già deserti. Inutile ribadire che se il titolo fosse stato orientato al single player o quantomeno avesse modalità tali da garantirne la longevità in tale contesto, avremo evitato l’ennesimo suicidio annunciato. Dispiace particolarmente in questa occasione, considerando che non si tratta della tipica produzione indipendente di dilettanti allo sbaraglio ma di un gioco ragionevolmente buono, completo e multipiattaforma.

 




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