BallisticNG: recensione e videorecensione

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Oggi parliamo di BallisticNG in quanto da pochi giorni ha aggiunto il supporto VR sulla beta pubblica: nella prima versione i bug erano diversi, ma già dalla patch successiva le cose hanno iniziato a funzionare decisamente meglio. Dato che sia il progetto che la realizzazione sono meritevoli, i contenuti abbondanti ed il prezzo irrisorio, abbiamo ritenuto doveroso ed utile dare visibilità al titolo Neognosis, che va a pescare in un passato videoludico in cui diversi “attempati” giocatori in realtà virtuale potrebbero identificarsi.

Il gioco

La recensione la si potrebbe racchiudere in una singola frase: BallisticNG è un atto d’amore verso il primo Wipeout, titolo di lancio della PSX in Europa del 1995, e cerca di ricrearne il fascino con competenza e fedeltà. Se vi fosse sfuggito il termine Neognosis scelto dagli sviluppatori suona piuttosto simile a Psygnosis, storica software house inglese: la cosa è puramente voluta. Interamente realizzato da due fratelli, non è la solita produzione col contagocce tipica del mercato virtuale, questo è un vero videogioco con una campagna lunga, piste e veicoli, nonché un robusto margine di personalizzazione. E’ infatti presente un editor per piste con relativo Workshop su Steam e vanta già svariato materiale realizzato dalla comunità. Attualmente risulta in accesso anticipato ma quasi tutti i contenuti previsti sono già presenti, mancano solo elementi di contorno ed un test più approfondito della sua modalità multiplayer online.

BallisticNG non cerca di riprodurre la magia di quell’era gloriosa nei fasti grafici odierni. Cerca anzi di risollevare lo standard grafico del tanto che sia “tollerabile” per gli schermi attuali, con eventuali amenità opzionali per chi volesse effettivamente simulare un vecchio tubo catodico. Il gioco ha due cose che non si vedevano da tanto tempo nei videogiochi 3D: texture senza filtri ed un clipping molto marcato degli oggetti distanti con un popup evidentissimo di pista e palazzi. Entrambe le caratteristiche sono volute, i filtri come altri effetti sono abitabili dalle opzioni, ma con una certa sorpresa mi son ritrovato a notare come renda meglio senza; idem per il clipping, che si può risolvere in modo analogo, ma che in una produzione simile ha il suo perché. Manca invece la pesante deformazione prospettica delle texture tipica della prima Playstation, orribile artefatto di cui nessuno sentiva la nostalgia. Il risultato di tanto lavoro è qualcosa dal forte stampo retrò ma anche dal fascino sincero: è pieno di giochi simili tra cui citiamo l’italianissimo Redout anch’esso con supporto VR, ma BallisticNG semplicemente non sembra Wipeout, lo è.

Comfort e implementazione

Come già accennato, il gioco è pieno di opzioni, altamente customizzabile in ogni parametro ludico, contenutistico e tecnico. Il controllo è una copia 1:1 di quello usato in Wipeout o meglio opzionalmente può supportare due diverse versioni dello stesso, la standard e la 2197. Discorso differente per quanto riguarda la realtà virtuale, anch’essa con le sue opzioni. La visuale predefinita è quella interna, che con le velocità in oggetto nelle serie avanzate, il clipping e l’intricata orografia dei tracciati risulta abbastanza caotica da utilizzare; le esterne, da sempre le più amate ed usate in Wipeout, sono tuttavia disponibili ed anche in VR faranno il loro sporco lavoro favorendo una guida più tecnica ed un uso dei flaps chirurgico. Discorso a parte per il comfort, visto che anche l’originale ha fatto venire il mal di mare a più di un giocatore nel 1995: sorprendentemente l’azione è talmente veloce e frenetica da risultare assai meno indigesta delle previsioni, anche se dalle opzioni potrete incidere su questo elemento scollegando la telecamera dall’orizzonte con tutte le implicazioni negative del caso.

Conclusioni

BallisticNG è una produzione particolare, che punta ad un target ben preciso. Se avete vissuto l’epoca dei primi Wipeout a 32bit questo è un tuffo nel passato, che dimostra come pochi poligoni e superfici squadrate se ben usate possano rimanere d’effetto a distanza di un ventennio. Rispetto al già citato Redout, i due titoli possiedono lo stesso pedigree ma vengono da due periodi storici molto diversi. Diversissimo di certo è il prezzo di vendita, che in BallisticNG è una bella sorpresa risultando quasi simbolico. Il supporto VR è ancora da affinare e non aggiunge tanto al gameplay complessivo, proprio come in Redout del resto, ma fa comunque piacere il poterci giocare con i nostri visori che una volta tanto magnificano con la loro bassa risoluzione e l’odiato screendoor (l’effetto zanzariera con pixel e griglia visibili) una grafica volutamente d’altri tempi.