ZED Mini trasforma Rift e Vive in un futuristico visore AR

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Stereolabs, una società che produce videocamere stereoscopiche, ha lanciato i pre-ordini per la ZED Mini, una versione ridotta della loro videocamera ZED a mappatura tridimensionale che può essere montata sui visori VR come Oculus Rift e HTC Vive. Quando collegata, la videocamera fornisce un video stereo pass-through con informazioni in tempo reale sulla profondità, trasformando i visori in kit di sviluppo che emulano le capacità dei visori AR di fascia alta. La ZED Mini sarà lanciata in Novembre.

L’ARKit di Apple e l’ARCore di Google dovrebbero portare le funzionalità di tracking AR sugli smartphone, ma ci vorranno ancora anni prima che i visori di fascia alta in realtà aumentata raggiungano il mercato consumer. Oggi i visori AR, come HoloLens e ODG R8, hanno campi visivi molto piccoli rispetto agli attuali visori VR (~40 gradi rispetto a ~100).

La ZED Mini, collegata a un visore VR, emula efficacemente il tipo di esperienza che gli occhiali AR si spera raggiungeranno in futuro: un campo visivo immersivo e ampio con tracciamento in tempo reale e mappatura dell’ambiente.

Con un supporto speciale progettato per essere collegato al Rift o al Vive, lo ZED Mini dispone di due telecamere spaziate di 65 mm (vicino alla nostra distanza interpupillare media), che consentono di passare agevolmente il video al visore VR. Oltre al video passante, la telecamera confronta le due immagini diverse di ogni telecamera per creare una mappa della profondità della scena. L’azienda afferma che la telecamera è in grado di rilevare profondità fino a 15 metri. La telecamera crea inoltre una mappa geometrica dell’ambiente in tempo reale e fonde i dati con un’unità IMU integrata (inertial measuring unit, ovvero accelerometro, giroscopio e magnetometro) che consente il rilevamento della posizione del visore all’interno dell’ambiente AR.

Anche se il campo visivo della fotocamera non è abbastanza ampio da riempire completamente il campo visivo di un Oculus Rift, è comunque in grado di superare di gran lunga quello offerto dagli attuali visori AR.

Ci sono pro e contro nell’utilizzare l’AR attraverso un display invece che attraverso uno schermo trasparente, come nel caso di HoloLens. Per prima cosa, le parti amplificate possono sembrare un po’ più reali perché i pixel sono disegnati direttamente sull’immagine digitale del mondo reale, eliminando quell’effetto ologramma semitrasparente dei visori con schermo trasparente (questo perché è difficile creare dei pixel in grado di occludere il 100% della luce proveniente dall’esterno). D’altro canto i nostri occhi hanno un eccellente rapporto di risoluzione e contrasto, per cui la fedeltà visiva sarà sempre ridotta quando guarderemo un display, che se potrà migliorare in termini di risoluzione sarà sempre lontano in termini di gamma dinamica (la capacità di vedere contemporaneamente zone molto chiare e molto scure). Inoltre c’è sempre la possibilità di introdurre una latenza, che ovviamente nel visore trasparente non c’è.

La settimana scorsa la società ha lanciato i pre-ordini per il dispositivo al prezzo di 450 dollari, con l’intenzione di iniziare le spedizioni nel mese di novembre. Come componente aggiuntivo al Rift o Vive attirerà di più gli sviluppatori che già possiedono questi visori, mentre gli sviluppatori che non possiedono ancora nessun hardware potrebbero anche prendere in considerazione Meta 2, un visore AR trasparente compatibile con SteamVR, che almeno sulla carta dovrebbe essere superiore a HoloLens.

 




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