The Walker: recensione e video recensione

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Dopo 18 Floors, Winking Publishing porta in Europa un altro titolo cinese per PSVR. Questa volta si tratta di The Walker, progetto supportato e promosso direttamente da Sony; uno shooter a ondate che nonostante alcune evidenti mancanze ha indubbiamente qualcosa da dire all’interno di un genere che – si spera – levi le tende nel breve periodo, o quantomeno si rinnovi.

Il genere degli sparatutto a ondate statici funzionava al lancio dei visori, poiché rappresentava un buon biglietto d’ingresso alla realtà virtuale, senza complicazioni legate a locomotion e meccaniche complesse. Tuttavia, con l’evoluzione del linguaggio e dello sparatutto VR, il genere ha iniziato a dimostrare un fiato un po’ corto e si è dovuto per forza di cose reinventare. La deriva più sensata di questo specifico genere di FPS è senza dubbio quella che propone un tipo di teleport a nodi, momenti scriptati spettacolari e una progressione narrativa forte. In questo modo l’assoluta semplicità nell’approccio e l’incalzare di eventi e forma riescono a dar vita ad esperienze dritte ma coinvolgenti, avendo spesso ancora qualcosa da dire nel filone di riferimento. Su Oculus Rift abbiamo visto ad esempio l’ottimo Arktika.1, che riesce a fare questa esatta operazione senza farsi mancare nulla, risultando forse come il miglior FPS con l’approccio da cabinato che abbiamo visto fino ad oggi.

The Walker si propone sulla carta come uno di questi titoli, offrendo un contesto affascinante, una storia appassionante e delle belle fasi action. Ecco, il titolo di Haymaker non è esattamente questa cosa qui, ma ha dalla sua degli elementi che non vediamo tutti i giorni in VR e che meritano di essere premiati.

Il titolo si apre con un’introduzione narrativa al limite del nonsense; andare a spiegarvela sarebbe quasi offensivo nel suo non portare assolutamente a nulla, ma vi accenno soltanto alla presenza di esorcisti, armature parlanti e demoni della mitologia orientale. La scrittura può esser definita riuscita soltanto nel suo essere profondamente trash, nonostante il tono sia dannatamente serio e non lasci spazio a della necessaria autoironia.

Tuttavia in questo caso lo script non è un elemento fondamentale, mentre sparare a decine di mostri ed immergersi in un’atmosfera esoterica e claustrofobica sono chiaramente i punti cardine dell’esperienza.
Dopo l’introduzione ci troveremo soli in un vicolo buio, senza troppe spiegazioni inizieremo ad esser circondati da mostri orrendi che tenteranno in ogni modo di farci la pelle. A disposizione avremo fondamentalmente due armi: una pistola e una spada. Chiaramente la main weapon che ci accompagnerà per tutta l’avventura sarà l’arma da fuoco, mentre saremo costretti a passare alla spada soltanto nei momenti in cui i nemici saranno troppo vicini, eventualità che a livello di difficoltà base non si presenterà troppo spesso. Se con il move destro potremo cambiare l’arma in modo immediato attraverso il comodo tasto centrale, con il controller sinistro potremo invece evocare due potenti talismani. Gli stessi potranno essere applicati ad una delle due armi a disposizione per aumentarne la forza distruttiva ed accedere a utili buff, come la possibilità di congelare gli avversari o stordirli.

Non avremo inoltre la possibilità di muoverci. Sarebbe stato gradito un sistema di locomotion a nodi per cambiare quantomeno angolazioni e rendere più vari i livelli, ma è possibile sfruttare tutti e 360 i gradi degli ambienti pigiando i tasti dello snap turn.

Lo shooting risulta molto semplice ma tutto sommato soddisfacente, anche grazie ad un sistema a punti molto arcade che ci porterà a voler essere il più precisi possibile durante i numerosi scontri.
Ciò che risulta il vero punto forte del titolo è tuttavia l’impianto estetico. Grazie ad un’impronta chiaramente orientale, l’aria che respireremo durante tutta l’avventura sarà pregna di mistero e inquietante al punto giusto. I nemici sono iconici e curati, gli ambienti ispirati e il light design sempre interessante. C’è poi una sezione legata ad un demone arpia all’interno di un treno che è forse uno dei momenti più interessanti e sinceramente inquietanti che ho avuto il piacere di provare ad oggi in VR, tanto da fargli valere da sola il prezzo del biglietto.

Sfortunatamente non si può dire lo stesso del comparto audio, con suoni discutibili che – per qualche ragione – spariscono all’improvviso in momenti randomici, lasciando il giocatore immerso in un silenzio davvero fastidioso. I bug legati al suono non sono inoltre gli unici; mentre mi apprestavo a finire la prima ora di gioco The Walker è inaspettatamente crashato, facendomi perdere i progressi legati all’ultima sezione ed aumentando la sensazione che il titolo di Haymaker non sia proprio il più rifinito sulla piazza.

Il grosso punto debole del titolo è tuttavia la risicatissima durata. The Walker si potrà concludere in circa un’ora, con la possibilità di ripetere la campagna a livello di difficoltà più alto o affrontare una modalità challenge. Per i venti euro richiesti sullo store europeo di Playstation ci si aspetta forse qualcosina di più. E’ vero che contenutisticamente siamo dalle parti di tutte le prime esperienze PSVR in quella fascia di prezzo, ma l’evoluzione del mercato deve andare di pari passo con il ribilanciamento del binomio prezzo/offerta.

A prezzo scontato e approcciato nel modo giusto, The Walker risulta comunque un’esperienza più che discreta, che ha dalla sua un paio di momenti davvero azzeccati e che riesce a catturare quasi esclusivamente grazie ad un’atmosfera cupa e personale. Purtroppo alcuni bug ed una pericolosa mancanza di contenuti non lo rendono uno dei migliori esponenti del genere, ma a fronte di una release un po’ in sordina potrebbe regalarvi qualche bella sorpresa.

The Walker è disponibile dal 4 Luglio 2018 sul Playstation Store al prezzo di 19,99€, compatibile con PSVR e Playstation Move.

 




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