Tethered: la recensione

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Introduzione

Tethered è stato uno dei giochi di lancio della PSVR ed è approdato su Steam ed Oculus Home nel febbraio 2017, al termine del suo periodo di esclusività. Va sicuramente riconosciuto alla Secret Sorcery Limited responsabile dello sviluppo il massimo impegno, in quanto il gioco è stato in un secondo momento adattato anche alla fruizione via monitor con tastiera e mouse, cosa che fanno in pochissimi.

Il gioco

Trattasi di uno strategico/gestionale in tempo reale in cui il giocatore impersonerà lo spirito guida venerato da una comunità di esseri antropomorfi, chiamati Peep. I nostri sottoposti sono decisamente buffi, eseguiranno con la massima sollecitudine ogni nostro comando esprimendo con eloquenza il loro stato d’animo. Sebbene il gioco si basi sull’uso di risorse e assegnazione di compiti, la mole di cose simultanee da fare richiederà parecchia destrezza, intendendo con questo velocità e colpo d’occhio piuttosto che sagacia.

I veri nemici, a parte dei malevoli lombrichi che compariranno soltanto la notte, saranno fame e la noia. Non è raro infatti assistere a strazianti scene di suicidio di massa perché i Peep risultano frustrati e affamati. La succitata destrezza è infatti focalizzata ad evitare che nessuno rimanga con le mani in mano e ci siano sempre piante o alberi da frutto disponibili.

Sebbene le azioni possibili siano numerose, in Tethered con un po’ di senno si impara la giusta apertura, cosa fare e in che ordine farlo per garantire la sopravvivenza iniziale e una sufficiente prosperità futura. Appreso questo, il divertimento scema rapidamente ma non perché sia corto: i tredici livelli disponibili richiederanno una decina di ore abbondanti, ma alla fine mi son ritrovato a fare sempre la stessa serie di mosse con cui ho vinto ogni scenario al primo tentativo. Non vorrei definire Tethered un gioco casuale, ma diciamo che la strategia in esso proposta è all’acqua di rose, non qualcosa che metta in crisi i cultori del genere. D’altro canto la sua semplicità e l’innata simpatia dei personaggi lo rendono particolarmente adatto a tutti gli altri.

Menzione finale per l’ambientazione, composta da isole fluttuanti molto simili a quelle di Skyworld, strategico a turni nativo VR di Vertigo Games, gli stessi di Arizona Sunshine. La cosa curiosa è che Skyworld è stato annunciato assai prima di entrambi e risulta tra i primissimi titoli in realtà virtuale apparsi su Steam, infatti si vociferava di un suo abbandono, notizia seccamente smentita dagli sviluppatori.

Comfort e implementazione

Tecnicamente il gioco è valido, come tutte le produzioni PSVR è altamente ottimizzato e gira velocissimo, può essere usato via controller di movimento o via joystick, da seduto o in piedi. Il roomscale non è vietato ma nemmeno incentivato, ogni livello ha delle telecamere disposte in luoghi opportuni e dovremmo usare quelle per seguire l’azione da altre angolazioni.

Conclusioni

Non vorrei che il lettore fraintendesse il mio articolo: Tethered è un bel gioco, ha un ottimo comparto tecnico ed una buona implementazione VR, risultando nel contempo piuttosto lungo con le sue dieci ore di campagna. La mia riserva è relativa al basso spessore strategico, l’ho trovato davvero facile e il finirlo è stato una formalità, complicata più dalla frenesia di cliccare all’impazzata qui e la i vari Peep sparsi sul territorio che da reali sfide concettuali. I prossimi giorni pubblicherò una recensione del suo opposto matematico Battle Fleet 2, un titolo spartano ed essenziale di cui nessuno sembra essersi accorto.