Stargaze: recensione e video recensione (PCVR)

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Giocato su Oculus Quest 2 + Oculus Link

Il sogno di molti giocatori in realtà virtuale è, ed è sempre stato, quello di immergersi in mondi nuovi ed inesplorati, da toccare con mano per la prima volta come Neil Armstrong nel 1969. Se No Man’s Sky ha saziato in buona parte questa necessità, non è detto che lo stesso concept non si possa riproporre all’interno di una produzione più piccola e fieramente elementare; ed è qui che entra in gioco Played with Fire, un piccolo studio di sviluppo polacco con una spiccata passione per l’immaginario dei libri illustrati per ragazzi. Da quest’ultima suggestione e dall’evidente amore per l’esplorazione nasce infatti Stargaze, un piccolo prodotto disponibile da oggi su PCVR e presto su Oculus Quest. Vediamo insieme come se la cava con i nostri HMD casalinghi!

Nei panni di un astronomo senza nome, il nostro obiettivo è quello di esplorare l’universo che circoscrive la nostra piattaforma spaziale attraverso l’utilizzo di un grande telescopio, per poi studiare ed infine categorizzare i corpi celesti con cui entreremo in contatto. Per riempire il gigantesco tomo che accompagnerà il nostro viaggio, non dovremo quindi far altro che muovere con un joystick virtuale la nostra lente d’ingrandimento, focalizzarci sui punti esatti, scattare qualche foto ed inserire le informazioni che usciranno fuori all’interno del nostro diario. Raccontata così sembra un’operazione complicata, ed invece non lo è, poiché il gameplay effettivo di Stargaze si basa sostanzialmente sull’allineare lo schermo che avremo costantemente di fronte a noi con gli elementi al suo interno, che dovranno necessariamente coincidere per proseguire nel racconto.

Il gameplay di Stargaze è difficile da descrivere a parole, poiché potrebbe sembrare troppo complesso o treoppo semplice a seconda degli elementi su cui decidiamo di focalizzarci; ma la verità è che – sul puro fronte del concept – la semplicità d’approccio con cui Played with Fire delinea il suo game design si sposa a meraviglia con la realtà virtuale. Attenzione, perché semplicità d’approccio non vuol dire che il gioco sia semplice. Nonostante le meccaniche siano letteralmente una manciata, arrivare a scoprire tutti i segreti nascosti dietro ad un pianeta non sarà sempre facile, soprattutto a causa di un cripticismo un po’ troppo eccessivo nelle fasi più avanzate della campagna. Fortunatamente, basterà un po’ di trial and error sulle posizioni del telescopio per superare anche un enigma che non abbiamo capito particolarmente; ma l’altro lato della medaglia è che – alla fine di ogni stage – avremo probabilmente una buona percentuale di elementi di lore e di design che non ci saranno totalmente chiari.

Il più grosso problema di Stargaze, come succede sempre con i puzzle game, sono i puzzle stessi; poiché se in alcune situazioni il ritmo risulta azzeccatissimo e la semplicità d’approccio corona la semplicità di progressione, dall’altra ci ritroveremo con i soliti tempi morti propri del genere, senza avere la minima idea di come proseguire. Per gli hardcore gamer del puzzle game questo non sarà un grosso problema, ma visto l’ottimo lavoro su un’interfaccia estremamente user frendly, forse Stargaze avrebbe giovato di un sistema di hits simile a quello di The Room VR: A Dark Matter.

Sul fronte più spiccatamente visivo, l’opera di Played with Fire è un tripudio di colori e stile che non può deludere gli amanti di un’estetica cartoon e raffinata allo stesso tempo. Le vibes sono quelle de Il Piccolo Principe, l’etereo accompagnamento sonoro sta dalle parti di No Man’s Sky e l’imprining stilistico è vicino al recente e sottovalutato Star Shaman: Stargaze è un prodotto pulito, visivamente accattivante ed ottimizzato come Dio comanda. A tal proposito, questo bizzarro titolo d’esplorazione spaziale si presta particolarmente bene ad un porting in standalone, che è già in dirittura d’arrivo e che potrebbe finalmente far crescere una SH che, soltanto attraverso la PCVR, è difficile riesca a rimanere in vita troppo a lungo.

Parlando di longevità, Stargaze si può completare in circa due ore piene, ma il prezzo budget di circa sedici euro a prezzo pieno lo rendono un acquisto da tenere sicuramente in considerazione per gli amanti del genere.

Va detto che se prediligete l’azione ossessiva o siete più attratti da un’estetica realistica, il titolo di Played with Fire potrebbe annoiarvi addirittura prima di concludere il livello iniziale, ed è quindi meglio specificare che Stargaze è un prodotto che presenta un ritmo disteso e rilassato, proprio di un genere che si presta però particolarmente bene alla realtà virtuale.

Stargaze è un puzzle game d’esplorazione al contrario, in cui tutto si svolge negli stessi tre metri quadrati, eppure a distanza di milioni di chilometri se vissuto attraverso la finestra sul mondo rappresentata dal telescopio del nostro alter-ego. Il titolo di Played with Fire è semplice d’approcciare ma ostico da completare, e nonostante alcuni puzzle non perfettamente a fuoco, offre un paio d’ore di solido divertimento per tutti quelli che amano particolarmente il genere. Se ne siete attratti ed avete soltanto un caschetto PC acquistatelo serenamente, se invece giocate prevalentemente in mobilità, aspettate la sua uscita sullo standalone di Facebook.

Stargaze è disponibile dal 20 Novembre 2020 su Oculus Store e Steam al prezzo di 16,79€, compatibile con tutti i principali HMD PCVR, ed uscirà su Oculus Quest entro l’anno, in cross-buy con la versione Rift.




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