Espire 1 – recensione e video recensione (PCVR/Quest)

Il gioco stealth in VR definitivo? Tutto questo non era nei piani di Sam Fisher probabilmente.

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Chi tardi arriva male alloggia e questo è un dato di fatto. Quanto conta essere battuti sul tempo in un mercato come la realtà virtuale? Tra tutte le nuove tecnologie ad uso consumer la vr quasi ogni mese porta un’innovazione lato hardware o software, ciò che in quel momento poteva sembrare fenomenale rischia di essere superato nel giro di qualche settimana. Espire1 si pone l’obiettivo di essere il simulatore stealth definitivo sul mercato, certo obiettivo ambizioso, ma forse riuscito solo in parte.

Il gioco ci mette nei panni di un esperto pilota di droni che dal centro di controllo Espire ci permetterà di guidare, quindi di impersonare, diversi modelli di droni con potenza e abilità crescenti. Durante l’avventura attiveremo delle casse con all’interno modelli diversi di Espire, che – mandandoli online – rappresenteranno le nostre vite. Ovvero: se nel caso il nostro drone andasse distrutto potremmo subito prendere possesso di uno degli altri resi attivi all’interno del livello.

Il fiore all’occhiello del gioco come segnalato nell’anteprima di quest’estate durante la prova alla Gamescom è dato proprio dalle meccaniche utilizzabili. Il nostro Espire è in grado di rallentare il tempo, di scalare le parti metalliche, di saltare per appendersi al tetto e di spiare e taggare i nemici a distanza in modo da seguire le loro routine ed eliminarli silenziosamente. Le basi ci sono tutte e funzionano alla grande, sono divertenti e sono implementate nel modo giusto in un gioco in VR.

Se il gioco fosse uscito 12 mesi fa probabilmente sarebbe stato un miracolo, una rivelazione, la prima espressione di uno Splinter Cell in realtà virtuale. Purtroppo ritornando alle parole dell’intro un gioco va valutato per quando esce e per quello che fa, non per quello che sarebbe potuto essere o quello che prometteva di essere.

Negli ultimi mesi, tralasciando i nuovi visori usciti sul mercato, abbiamo visto una crescita esponenziale nella qualità dei giochi in VR. Questo perché, verosimilmente, per fare un prodotto di qualità sono richiesti almeno ventiquattro mesi ed è plausibile che gli investimenti che sono partiti nel 2017 inizino a mostrare i propri frutti. Da Stormaland, a Journey of the Gods, da Blood and Truth a Defector, da Red Matter alla trilogia di Vader Immortal e con questi giochi rilasciati negli ultimi 10 mesi è impossibile vedere Espire1 tra le primissime posizioni.

Non voglio che nessuno fraintenda, Espire1 era uno dei giochi da tenere d’occhio prima dell’uscita e rimane un gioco di grandissimo valore tutt’ora; purtroppo devo ammettere che dopo il 2016 e 2017 passati a giocare a tech demo, ed esperienze più sì che no, l’ultimo periodo ci ha regalato giochi molto sopra la media rendendo il nostro palato più raffinato. E seppure bisogna ammettere che quello che Espire1 cerca di fare funziona molto bene, non posso dire che sia tutt’ora più che sufficiente per un gioco che ambisce ad essere la miglior espressione stealth su VR.

Mentre giocavo cercavo di pensare tra me e me: non farti ingannare al fatto che il gioco è stato adattato per girare anche su quest, non pensare a questa limitazione oppure a quell’altra, goditi l’esplorazione e continua a giocare. Ma i problemi quando si cerca di non vederli prima a o poi vengono a cercarti e quando ti trovano bisogna fare i conti con loro. Se a journey of the gods si potrebbe dare lo stesso altissimo voto sia nella versione su quest che su pc desktop non credo sia possibile fare lo stesso ragionamento per Espire1.

In un gioco stealth dalle meccaniche realistiche in un ambiente realistico ci si sente davvero poco immersi a giocare all’interno di uffici spogli, con nessun oggetto interagibile, dove alcuni dettagli sono grandi e sgranati quasi come quelli di quake 1.

E se è vero che il dettaglio degli ambienti potrebbe essere solo un problema soggettivo non possiamo trovare la stessa giustificazione nel level design. Ho sperato durante i livelli di trovare una disposizione dei nemici stuzzicante con un ambiente che mi obbligasse a trovare una via alternativa, più o meno silenziosa. Purtroppo i livelli sono per la maggiore dei grandi magazzini con grandi oggetti come container, o impalcature dove per divertirsi bisogna quasi imporsi delle regole per trovare lo stimolo. Ad esempio, si può provare a a procedere senza arrampicarsi, provare a procedere senza vista a raggi X perché altrimenti il design del livello non ti mette nelle condizioni di trovare modi stimolanti per proseguire nell’avventura. Un’ altro esempio è che non ti fornisce spazi adatti all’occultamento dei cadaveri e quindi non giustifica la meccanica dello spostamento degli stessi.

Quando il gioco non ti mette dentro a grandi capannoni, inoltre, ti mette dentro dei corridoi in cui diventa difficile inventarsi metodi stealth per procedere o provare soddisfazione per essere andati avanti in una particolare sezione. A volte attraversata una porta il nemico è già in posizione che ci guarda e quindi ci costringe ad aprire il fuoco, altre volte è posizionato in modo da guardare in maniera non giustificato un muro vuoto.

Senza girare il coltello nella ferita non parliamo dell’intelligenza artificiale quasi assente e al limite del buggato, che speriamo che venga corretta nelle settimane a seguire.

A margine sono presenti delle sfide divise per tipologia come combattimento o stealth che seppur relativamente divertenti non ci terranno compagnia per più di un’ora.

Arrivati alla fine bisogna usare davvero usare due pesi due misure, un prodotto di questo tipo su oculus quest rappresenta qualcosa che non mi sarei mai aspettato. D’altro canto, non può essere davvero questo il meglio che i giochi stealth possono regalarci per visori su desktop VR e su questo punto continuo ad attendere un eventuale annuncio di Ubisoft riguardante Splinter Cell VR.

In conclusione, se si è disposti a chiudere uno o più occhi su questo tipo di prodotti che non sono esperienze Indie ma nemmeno prodotti tripla A, quello che rimane è sicuramente un buon gioco ma nulla più. Come spesso si dice negli sport individuali, bisogna avere delle buoni basi, bisogna avere i fondamentali perché gli stessi ti aiutano durante il match quando sei in difficoltà, ed i fondamentali nelle meccaniche da gioco in Espire1 ci sono. L’unico problema è che solo con le basi non si vincono i Grande Slam.

ESPIRE 1 è disponibile su Steam e Oculus Store dal 22 Novembre 2019 al prezzo di 27.99€, compatibile con HTC Vive, Oculus Rift, Oculus Quest, Valve Index e WMR.