Ambientato nel 2040, in un mondo deteriorato e corrotto, si cerca di sopravvivere alla cronica mancanza di risorse scaturita dalla Terza Guerra Mondiale che ha coinvolto tutte le nazioni del globo. La scoperta di una nuova fonte energetica, rivelata in un dossier chiamato appunto Code 51, ha attratto le poche forze militari ancora in servizio operanti tramite unità robotiche corazzate. Ecco quindi la giustificazione per darsela di santa ragione, qualora ne servisse una per attratte i giocatori già sufficientemente stimolati dall’idea di un buon gioco multiplayer alla guida di mech.
Al momento Code 51 prevede nove tipi di mech, divisi in tre categorie: unità pesanti, con armamenti e corazza superiori ma dall’agilità limitata, unità da battaglia con soluzioni equilibrate tra peso e potenza, ed unità d’assalto che puntano tutto sull’agilità. Ogni mech avrà un arma principale per braccio legata ai relativi grilletti dei controller, due tipi di abilità offensive/difensive/motorie, ed una abilità specifica per l’uso del salto tramite dei reattori posteriori. I vari abbinamenti creeranno equilibri molto diversi, con punti di forza e strategie differenti per ogni robot, con un combattimento che si preannuncia frenetico e non troppo dissimile alla tradizione degli sparatutto multiplayer per monitor. Non mancano i powerup distribuiti sul territorio, con potenziamenti limitati di armamenti e salute.
Tecnicamente Code 51 sembra ben realizzato, con un mecha design competente, belle texture ed in genere uno stile grafico post apocalittico coerente. Al momento sono note solo tre ambientazioni, presenti nella galleria delle immagini, ma i video del gameplay risultano invece tutti localizzati nella sola “Chemical Factory”. Essendo i robot ed in particolare quelli d’assalto alquanto agili, i piani d’azione saranno molteplici con balzi/voli prolungati dal retrogusto “antico” e reminiscenze annesse di doppi salti e rocket jump. Resta da chiarire il livello di comfort medio che tale agilità può garantire; il grosso frame di riferimento ed i risultati esibiti dagli altri titoli robotici fanno sperare per il meglio, anche grazie ad un uso moderato della rotazione (che sembrerebbe legata al punto di osservazione del casco, similmente a War Robot) in favore di un onnipresente strafe mentre si cercherà di tenere l’avversario sotto tiro.
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